
“L’esilio della notte” è l’ultima pubblicazione, fresca del stampa, del poeta e scrittore modicano Domenico Pisana, edita dalla Kanaga Edizioni di Arcore. L’opera, vincitrice della XI edizione del Premio di poesia e narrativa “Città di Arcore” 2025, è stata premiata il 6 settembre scorso, nella splendida Villa Borromeo D’Adda di Arcore, dalla Giuria presieduta dal prof. Cheikh Tidiane Gaye, docente di storia e filosofia , scrittore e poeta senegalese naturalizzato italiano, e composta da Silvia Calzolari, Franca Donà, Martina Lelli, Paola Melis, Letizia Rozzi, Enrico Sala e Rosa Spadafora, con la seguente motivazione:
“L’autore, con mirabile fervore sinestetico, intreccia e contorce ogni registro – analitico e profetico , parcellare e sinottico, derubricante e ascensionale, per descrivere ciò che abita e orienta ogni essere umano: la verità è un Giano bifronte, dai contenuti che oscillano , che non si lasciano afferrare, che svaniscono per poi tornare. L’idioma compiuto e la tonalità dirompente sono quelli di una silloge che reclama il suo senso a partire da ciò che vi si sottrae, giungendo, in tal modo, ad un ricongiungimento incipitario tra spirito e materia”.
La raccolta poetica “L’esilio della notte” porta la prefazione di Pierfranco Bruni, che scrive fra l’altro:
“La metafora dell’esilio della notte è un viaggiare sia tra l’esilio che nella notte che si affaccia e separa il giorno. Tra luce e buio. Un navigare nel gioco delle attese che sono intagli di memoria e ritagli di tempo. Una poesia alta. Quella di Domenico Pisana. Il libro che qui si compone è una attrazione di vicoli di labirinto. Nei vicoli e nel labirinto la parola diventa eterea e assorbe una metafisica dell’anima. Ma la poesia di Pisana è tale(…) Parola come capacità e come fortezza di ciò che siamo stati, di ciò che esprimiamo, di ciò che vorremmo che la nostra anima conservasse fino ad un infinito che consideriamo eterno. Questa è la parola che regala Domenico Pisana”.
“Questa mia nuova silloge poetica, afferma Domenico Pisana, si muove tra metafisica, filosofia , spiritualità e condizione umana, per fare spazio alla luce della consapevolezza, al silenzio della solitudine considerando la notte il luogo dell’attesa, il tempo della veglia e della ricerca, dove il buio è il passaggio obbligato per incontrare Dio, l’Assoluto.
Ringrazio moltissimo Pierfranco Bruni, un personaggio di tutto rispetto, che ha fatto la prefazione al volume; Bruni, calabrese, già candidato Nobel per la Letteratura, archeologo, è stato direttore del Ministero Beni Culturali, già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, e presidente del Centro Studi “Grisi”; è una figura che ricopre numerosi incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura nei Paesi Esteri. Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi e si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo, nonché di letteratura del Novecento, con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini, e della linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro. Numerosi sono i suoi testi sulla letteratura italiana ed europea del Novecento, sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia”.




