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Aeroporto di Comiso: “Il silenzio della Presidente della Provincia è uno schiaffo al territorio”

Tempo di lettura: 2 minuti

Comiso, 09 Novembre 2025 –  La presa di posizione del Comitato è netta: il protrarsi dell’assenza di comunicazioni non è più un ritardo burocratico, ma un “atto politico grave, offensivo verso cittadini, imprese e operatori” che da mesi attendono risposte chiare.

L’attacco si concentra sull’opacità che circonda i negoziati con compagnie come Ryanair. “L’interlocuzione prosegue in un clima di opacità totale: nessun documento pubblico, nessun cronoprogramma, nessuna comunicazione chiara,” denuncia il Comitato.

Questo atteggiamento alimenta un sospetto ormai diffuso: che la gestione della partita sullo scalo stia avvenendo “fuori dai riflettori, seguendo logiche che nulla hanno a che vedere con l’interesse della comunità”.

Il Comitato punta il dito anche sul comportamento degli altri attori politici locali. In assenza di risposte dalla Presidenza, a parlare è stato il Sindaco Cassì, in un tentativo percepito come un diversivo per “coprire la vicenda”. “È evidente: chi deve parlare non parla, e chi parla lo fa al posto di chi dovrebbe assumersi la responsabilità,” afferma il Comitato.

L’accusa di complicità è estesa a tutti i componenti del tavolo tecnico (sindaci e associazioni di categoria) che, accettando passivamente il silenzio della Presidente, “si stanno rendendo di fatto complici della totale mancanza di trasparenza, indebolendo il territorio e mettendo a rischio il futuro dello scalo.”

La rabbia del Comitato è alimentata anche dalla constatazione che la vecchia narrativa sulla presunta inefficienza dello scalo è stata clamorosamente smentita dai fatti.

“I sold-out continui registrati dall’avvio della continuità territoriale dimostrano che la tesi della ‘mancata attrattività’ dello scalo – sostenuta per anni da SAC e talvolta condivisa anche da rappresentati del territorio – era una ricostruzione falsa e funzionale ad altro.”

Di fronte a quello che viene percepito come un tentativo di sabotaggio di un’infrastruttura strategica, il Comitato lancia un ultimatum perentorio:

  • Non accetteremo più silenzi né mezze verità.
  • Non accetteremo che lo scalo ibleo venga gestito “nell’ombra”.
  • Chiediamo la convocazione immediata di un tavolo ufficiale, pubblico e trasparente.

“Chi ha responsabilità le eserciti. Chi ha informazioni le renda pubbliche. Chi ha scelto il silenzio, lo interrompa subito,” è la chiusura secca della nota del Comitato, che promette battaglia per la verità e la tutela dell’aeroporto di Comiso.

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1 commento su “Aeroporto di Comiso: “Il silenzio della Presidente della Provincia è uno schiaffo al territorio””

  1. L’avvicinarsi delle festività di Natale fa scattare gli automatismi che a cadenza accendono i riflettori sull’Aeroporto di Comiso. Infatti le ultime e definitive soluzioni si erano effettuate un paio di mesi con delle compagnie aere pronte a sacrificarsi per la causa dello scalo e della provincia. Se ricordate tutti i paladini della politica (Campo, Liuzzo, Sallemi, Assenza, Schembari ecc) e dei sindacati ci hanno commosso perchè avevamo individuato su Aeroitalia e Transavia la soluzione. Poi ci hanno detto che Ryanair avesse fatto il figliol prodigo e avremmo messo fine alla questione Aeroporto Pio La Torre.
    Bene ora si ricomincia e da qui a Natale vedremo i nostri politici e sindacati sfilare e sbellicarsi le dita stanziando pure milioni di euro a beneficio di qualcuno. Poi verso febbraio si ricomincia perchè c’è Pasqua e tutti i turisti li dobbiamo mettere nelle condizioni di potere guardare le folcloristiche manifestazioni religiose tipo: “A Maronna Vasa Vasa, U Ghioia e a Paci”, poi viene l’estate che deve portarci quei milioni di turisti nelle nostre spiagge e cambiare le condizioni sociali a tutta la provincia e soprattutto a chi si occupa di turismo. Se questa verità non vi soddisfa, le cose da fare sono due:
    Stanziare milioni a cadenza trimestrale e andare avanti come sempre, oppure metterci una bomba e porre fine a questa mangiatoia perpetua.

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