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Rete Ospedaliera, Sinistra Italiana all’attacco: “Il piano per Ragusa è un grande imbroglio”

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RAGUSA, 15 Settembre 2025 – La federazione di Ragusa di Sinistra Italiana critica duramente la nuova riorganizzazione della rete ospedaliera 2025/2027 per la provincia. La formazione politica definisce l’accordo “un grande imbroglio” e contesta i dati ufficiali sulla riduzione dei posti letto.

Sinistra Italiana accusa la Regione e la Conferenza dei Sindaci di aver presentato un quadro ingannevole, parlando di un “lieve taglio di appena 22 posti letto”. Secondo la federazione, questa cifra non terrebbe conto della realtà dei fatti. “È noto, infatti, che rispetto alla pianificazione definita nel 2019, di 865 posti letto, nei fatti in provincia ne mancano il 25%”, si legge nella nota.

Il documento sottolinea come la provincia di Ragusa si trovi al di sotto della media regionale e nazionale, attestata a 3,1 posti letto ogni mille abitanti, molto distante dagli standard europei come i 7 della Germania e i 5 della Francia. La riduzione progressiva dei posti letto e il ridimensionamento degli ospedali di Scicli e Comiso, prosegue la nota, sono considerati la premessa per un ulteriore peggioramento del sistema sanitario pubblico, soprattutto in un contesto di aumento della popolazione anziana e fragile.

Le conseguenze dirette di tale carenza, secondo Sinistra Italiana, si riversano sui Pronto Soccorso, dove i tempi di attesa si allungano, alimentando le tensioni e rendendo “pressoché impossibili le condizioni di lavoro dei pochi medici e infermieri addetti ai casi di emergenza-urgenza”.

La critica si estende anche al potenziamento della medicina territoriale, con le nuove Case della Salute e Ospedali di Comunità finanziati dal PNRR. “Tale strategia si è rivelata una gigantesca occasione per realizzare opere edili”, denuncia il partito, specificando che le nuove strutture “rimangono vuote per carenza di medici e infermieri” a causa della mancanza di personale. Viene inoltre evidenziato come in Sicilia non sia stato ancora stipulato un accordo integrativo per il riconoscimento economico dei medici di base che, tra l’altro, dovrebbero essere impiegati in queste nuove strutture.

La nota si conclude con una forte accusa ai vertici manageriali della sanità provinciale, definiti “inadeguati”, e al “silenzio tombale” dei parlamentari che sostengono il governo Schifani, considerati complici di un sistema regionale ritenuto peggiore rispetto al contesto nazionale.

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