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Servizio su Rete 4 sulla sanità iblea, sul tavolo della Procura

Tempo di lettura: 2 minuti

Lo aveva annunciato già nelle settimane scorse Francesco Tanasi, Giurista e Segretario Nazionale Codacons, lo Tsunami legale  contro malasanità e liste d’attesa nella sanità pubblica con la mega apertura nell’isola di 350 sportelli “Info point Salute Consumatori”.

Tanasi spiegava che il problema delle attese eccessive per effettuare visite e analisi specialistiche nonostante le promesse in Sicilia non era stato risolto e l’attuale situazione di grave crisi  spingeva unafetta sempre più larga di cittadini a rivolgersi alla sanità privata, pagando di tasca propria le prestazioni.

Oggi l’avvocato Bruno Messina – Vice Presidente Regionale Codacons annuncia di aver con un esposto portato il servizio della trasmissione “Fuori dal Coro” sul tavolo del Procuratore della Repubblica di Ragusa e della Corte dei Conti.

Il Codacons – spiega l’avv. Messina – si riferisce al servizio andato in onda qualche giorno fa che è uno di quelli che difficilmente si dimenticano, perché mostra ancora una volta le incoerenze della Sicilia, e in particolare del suo settore sanitario. Infatti, se non ci si può curare a causa della carenza di mezzi è un conto, ma se invece questi ci sono e non vengono utilizzati è un altro conto. E quando il mancato uso è connesso alle lentezze burocratiche ci si indigna maggiormente, in quanto si comprende bene che l’inerzia dell’Amministrazione Pubblica provoca gravi danni alla salute dei siciliani. D’altra parte, – continua l’avv. Messina – la trasmissione televisiva ha raccontato che in un Ospedale, il Maggiore-Baglieri di Modica, esistono due TAC inutilizzabili dai
pazienti: una di queste è nuova ma inattiva da sette mesi (manca il verbale di consegna) e un’altra non funziona. Inoltre, l’inchiesta ha rivelato che due acceleratori lineari del reparto di Radioterapia all’Ospedale Paternò-Arezzo di Ragusa, acquistati per le cure dei malati oncologici, sembra siano destinati a rimanere impacchettati per l’inadeguatezza dei locali volti ad ospitarli. Insomma, emergono fatti, secondo l’avvocato Bruno Messina, sui quali la magistratura deve indagare, individuando i responsabili, che hanno costretto molti malati a rivolgersi alle cure a pagamento. In passato, afferma Bruno Messina, per combattere le inefficienze del sistema sanitario abbiamo chiesto alla Corte dei Conti di valutare come venivano spesi i fondi destinati alla sanità siciliana, adesso chiediamo alla magistratura contabile di valutare se l’acquisizione di beni da parte delle ASP giustifichi tempi così lunghi per l’utilizzo delle strumentazioni e alla Procura della Repubblica di Ragusa chiediamo di aprire un’indagine per le possibili fattispecie di interruzione di pubblico servizio e omissioni di atti d’ufficio. – conclude il Vice Presidente Regionale Messina”.

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5 commenti su “Servizio su Rete 4 sulla sanità iblea, sul tavolo della Procura”

  1. Per quanto riguarda le liste di attesa sarebbe utile che vengano tirate fuori, così vediamo se sono reali o sono solo scuse, inoltre si potrebbe andare a verificare il reale funzionamento di questi esami, e questo lo possono fare anche i giornalisti in virtù di una legge sulla trasparenza, sempre rispettando la privacy.
    Inoltre l’AUSL è dotata di tecnici che potrebbero essere informati, ha anche un servizio che si occupa delle macchine, comprese le Tac.
    Perché non si chiedono a loro le reali motivazioni, qualcuno ha detto che chi dirige questo servizio non è neppure ingegnere o tecnico.
    E’ un bene che si inizi a parlare di questo e grazie ai media che, anche se senza precisare le cose, hanno aperto il vaso di Pandora. Grazie

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  2. Se tutti i cittadini chiederebbero il rimborso come gli spetta per legge, la situazione si risolverebbe subito. La Magistratura farà il suo corso. Ma come si dice a Modica, mentri iddi discutono, u malatu mori. La verità è che i cittadini sono solo numeri, e non è vero che hanno a cuore la salute dei cittadini come “recitavano” in tempo di Pandemonio. Questi controlli non dovrebbero farli i giornalisti, ma le Istituzioni. Io so che nel privato in un giorno ne fanno 100, nel pubblico ne fanno due in un giorno. Sarà vero???? Perché se hai la spintarella ti fanno subito, e non c’è praticamente nessuno. Allora cosa fanno?? Sarà vero??? Le mie sono domande…….

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  3. Ognuno di questi signori deve portare a casa la vergogna che deriva dalla negligenza e dalla mancanza di onore .
    Perché signori siete pagati e avete il dovere di fare il vostro lavoro bene .
    Un ‘applauso a chi svolge il lavoro con dedizione ed efficienza.
    A tutti gli altri dico non sempre a mugghieri ro ladru arrirri !!

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  4. graziax76@gmail.com

    Scusate che Intervengo. Io però cn i soldi funziona la tac e come il slot machine se non metti i soldi non funziona niente anche di alcuni sacerdoti se non ci metti i soldi il sacerdote non canta messa, io vorrei sapere Chi lavora in beneficenza ? Nessuno e così anche la macchina della tac. Le auto camminano senza benzina e senza gasolio ? No, e se non ci metti i soldi nella macchina te la danno la benzina oppure il gasolio. No,. Fate il conto che ora che tutti i macchinari nel 2024 Chi non mette i soldi non funzionerà niente in Italia i politici italiani ragionano così

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  5. GRAZIAX76@GMAIL.COM, non si capisce cosa vuole dire. “Chi lavora in beneficenza”, non capisco perché beneficenza. I medici sono pagati dal servizio sanitario nazionale e nello specifico dalle ASP, perché beneficenza? Mi faccia capire che non ci arrivo.

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