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Crisi Agricola, Abbate: “la politica prenda posizioni nette per aiutare gli agricoltori”

Tempo di lettura: 2 minuti

Accorato intervento questo pomeriggio in Parlamento da parte dell’Onorevole Ignazio Abbate sulla delicata questione agricola che nelle ultime settimane è salita alle cronache nazionali a seguito delle proteste delle aziende del comparto: “Penso che l’agenda del comparto agricolo sia un’agenda da mettere tra le priorità delle scelte economiche di questo Governo. Ci vantiamo giustamente, da siciliani, di avere tra le migliori imprese agricole d’Europa ma nella realtà di oggi l’imprenditore non ha neanche la facoltà di scelta del prezzo delle materie prime da acquistare né il prezzo di vendita dei propri prodotti. Venendo a mancare queste due facoltà primarie non può definirsi neanche imprenditore. Oggi siamo chiamati a fare delle scelte anche a rischio di mettersi contro altri comparti produttivi importanti, ma sono scelte non più procrastinabili. La crisi della siccità e degli invasi, ad esempio, è la sconfitta di una intera stagione politica che non ha investito nella direzione giusta. Follia pensare che questo sistema potesse reggere in una Regione senza montagne e ghiacciai. Lo stesso si può dire del prezzo di vendita dei prodotti. Pur tra le mille difficoltà di produzione, il prezzo non sale e la colpa è del fatto che le nostre industrie agroalimentari non utilizzano i nostri stessi prodotti. Nessuno ha il coraggio di inserire nei bandi l’obbligo del consumo filiera, cioè l’obbligo per 10 anni di dover consumare prodotti della nostra stessa Regione. Il Governo deve essere accanto ai produttori, in particolare a quelli del latte e della carne. Quando in Sicilia alle aziende trasformatrici viene concesso di importare la cagliata dall’estero, per fare un esempio, e addirittura vengono elargiti contributi per favorire questi tipi di insediamenti produttivi, allora tutto ciò vanifica gli sforzi dei nostri produttori. E’ il momento in cui il grido di dolore delle aziende deve essere ascoltato. Abbiamo due modi per farlo. Quello economico, utilizzando i fondi strutturali a disposizione ottenendo una deroga dal Governo Nazionale, e quello pratico, cioè rivedendo radicalmente l’approccio con il mondo agricolo e cercando di tutelarli sotto vari aspetti, dall’invasione dei prodotti stranieri all’obbligo di consumo dei prodotti locali. Dall’obbligo di esposizione nei supermercati del doppio prezzo (acquisto/vendita) alla tutela bancaria nei confronti di tutte quelle imprese che da un anno non riescono a pagare nessuna rata di contributi INPS e sono fuori dal DURC. A tal proposito dobbiamo chiedere una proroga di un anno per il DURC o si rischia di fare i bandi a cui non può partecipare nessuno per mancanza di questo requisito”.

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6 commenti su “Crisi Agricola, Abbate: “la politica prenda posizioni nette per aiutare gli agricoltori””

  1. Riesumare i danneggiati da Athos (ciclone marzo 2012)che fecero domanda agli ispettorati e risarcirli (solo danni infrastrutture).
    Nelle province di Rg e Sr, fu dichiarata la calamità naturale, con copertura della Protezione Civile Nazionale per 102 milioni.

  2. I nostri attori da circo non possono fare nulla per aiutare gli agricoltori, devono ubbidire al regime di Bruxelles. I nostri prodotti sono i migliori al mondo, ma gli attori da circo hanno svenduto l’Italia, i nostri prodotti, e gli italiani.
    Addirittura vengono pagati per non produrre. Questa è la verità. Tutto il resto sono recite da teatro.

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  3. Per la carenza d’acqua, invece di sperperare denaro per cose inutili, bisognava costruire dissalatori. Irrighiamo campi con acqua potabile, intollerabile!! Dighe senza nessuna manutenzione che non si possono riempire, dopo metà capienza viene gettata in mare. Hanno dormito per decenni. Tutto non dura per sempre, non si può aspettare la pioggia. Bisogna pensarci prima nelle cose. A Dubai non piove mai, ma l’acqua non manca mai. Siamo un’isola, circondati da acqua. Ma purtroppo abbiamo solo recite, strette di mano, e inaugurazioni di cose inutili, che spesso poi vengono abbandonati, perché inutili.

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  4. @ Gino;
    Gnaziu non ha fatto nulla per il risarcimento dei danni da calamità, agli agricoltori.
    Ricordiamoci che fu eletto nel 2013, e proviene da un’associazione di categoria.
    E come fa presente, ed ha più volte fatto presente, “agricoltore”.
    Lui agisce nel regalare qualcosa, in cambio di qualcosa altro.
    “Voto di scambio”?
    Fate voi!
    Anche perché, nonostante i fatti le Procure tacciano. Inezia giudiziaria?
    Avremo modo di sapere.

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  5. Forse per fare i dissalatori servono troppe risorse, forse altri ci hanno pensato, forse a Dubai hanno qualche sicciolo in più, forse ci sono cose che non sappiamo… oppure qualcuno ha la certezza di essere onnisapiente e può sindacare tutto e tutti. Umiltà ci vuole, umiltà… prima di parlare…

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  6. Cittadino
    Il problema è in tutta Italia, non solo in Sicilia, o a Modica. La verità è che pensano solo al loro business, poi danno la colpa al cambiamento climatico. Il clima muta sempre ciclicamente, quindi ci dovevano pensare quarant’ anni fa. Qualcuno scrive di un costo, certo i dissalatori hanno un costo, ma costa di più lo spreco di denaro pubblico per cose inutili. Come costa energia elettrica per portare acqua da Cafeo in città, è tantissima si perde nel sottosuolo perché la rete idrica è vecchia di sessant’anni. Ma vivono alla giornata, di recite, e menzogne, ma prima o poi la verità viene a galla, e si trovano sempre impreparati, perché non all’ altezza, per aver dormito. Tutti!!! Di qualunque colore politico. Un giorno si prosciugherà anche la sorgente di Cafeo, ci hanno pensato??? Si stanno preparando a questo ???? No!! Aspettano!!!

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