Elezioni comunali: atto primo….di Francesco Roccaro

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È finita. La prima, lunga interminabile fase di queste comunali è terminata. Nei due giorni della settimana generalmente più odiati (da molti di noi), si è chiuso questo primo atto. Due giorni odiati: la domenica, perché termina il week-end,il lunedì, perché è il fatidico giorno in cui, per tanti, si torna al lavoro. Risultato: al solo pensiero, ogni normale mortale di solito sbuffa, per non dire altro. Ma non si va in depressione solo per la fine del week-end, ma per il fatto che ogni tanto, una profetica domenica e il susseguente lunedì, diventano giorni importatinella storia degli uomini. Sono i giorni delle elezioni o come dicono gli americani (è più fico), gli “election days”. Ed allora, lo sbuffare diventa ancora più catastrofico fin dall’albeggiare. Si dorme male e poi si torna a sbuffare, quando già di buon mattino, si deve cercare il certificato elettorale (che non si trova mai); si torna a sbuffare quando si deve trovare il momento migliore (che non viene mai) per andare a votare,si sbuffa ancora quando dobbiamo riordinare le idee (che già sono poche ed anche confuse dalle richieste degli innumerevoli candidati al Consiglio), si ri-sbuffa quando dobbiamo trovare il posto per l’auto vicino al seggio elettorale (nondobbiamo neanche fare la fila, tanto la percentuale dei votanti è sempre più in calo) ed infine, l’ultima sbuffata, quando dobbiamoportare il sederino dentro il seggio, sfoggiare un forzato sorrisino di routine fra presidenti e scrutatori e, dentro la minuscola cabina con tanto di simbolo ministeriale, esercitare il proprio diritto di voto (se di diritto si può ancora parlare). Ecco fatto. Il cittadino modello ha votato. I più sfortunati (pochi per fortuna) trovano anche i sondaggisti fuori che, a mo’ di sanguisughe assetate, ti carpiscono anche l’ultimo dei segreti, violando “la sacralità dell’urna. Ma proprio grazie a questa meravigliosa trovata della tecnologia, con i seggi chiusi alle 15.00, un’ora dopo, al massimo due, riusciamo sempre a conoscere prima ogni cosa, con scientifica previsione: dal futuro presidente del Consigliodei Ministri, a quello della Regione e via via per arrivare all’ultimo dei sindaci del più piccolo comune della Penisola. Per tutti gli altri, deputati,consiglieri ed eserciti di nuovi rampati politici, dovremo aspettare sempre notte fonda, e già,..li ancora la tecnologia può far poco. A Modica la campagna elettorale è stata dura, lunga intensa, destruente. Ovviamente sempre nei toni di una civile disputa politica, con qualche tinta più colorita e qualche errore evitabile, ma, tutto sommato, sempre nei limiti della decenza. Il copione amici era già scritto. Maria Monisteri si è aggiudicata tutta la posta in palio. Era scontato? Si, ma non con queste percentuali. Chi come me,segue la politica da anni, aveva già scritto il nome Monisteri negli “Annales di palazzo S. Domenico” (prima donna-sindaco nella storia della città della Contea, ricordiamolo), ma nonimmaginando mai, quasi ventimila preferenze.Vero “l’effetto Abbate è stato determinante, ma l’analisi politica merita un ulteriore approfondimento. La Monisteri veniva da una propria precedente affermazione cinque anni prima. Aveva riportato infatti un alto numero di consensi già da consigliere comunale. Abbate la scelse (ma non solo per i numeri) piazzandola all’assessorato sport, cultura e spettacolo. Andai a trovarla dopo pochi mesi il suo insediamento. Mi colpirono due cose, l’organizzazione dell’ufficio (stava operando un censimento a tappeto di tutte le associazioni culturali che potessero interfacciarsi con l’Ente) e la capacità di comunicativa. Badate queste due (e non lo dico io, ma fior di sociologi e politologi) sono le due prime qualità che un politico-amministratore deve possedere: organizzazione del proprio ufficio e comunicazione col pubblico, una terza ovviamente, è fondamentale: capacità di realizzare. Ritengo che la Monisteri da assessore,sia riuscita ampiamente a dimostrare queste qualità, basta vedere la fattività del proprio assessorato in oltre 4 anni d’attività. Solo per citarne alcuni: oltre 6 milioni  di euro per finanziamenti ottenuti al Dipartimento Sport del Ministero competente per la ristrutturazione delPalaScherma e dello stadio Pietro Scollo; i progetti “Io gioco legale” al Geodetico della Sorda; il rifacimento di tanti campetti di quartiereein diverse scuole (ricordiamo fra queste Cava Ispica); la riqualificazione del Palazzo dei Mercedari (chiuso da oltre 20 anni!) con la riapertura interna del Museo con formula “Mof(Museo Ornitologico-Faunistico) ed Insecta(ove poter ammirare tanti fra i più rari insetti al mondo);  innumerevoli partecipazioni a  mostre e fiere internazionali, convegni che hanno permesso di far brillare il nome della Città della Contea nel mondo; il connubio vincente con la Fondazione Garibaldi, per stagioni di teatro e musica vincenti; l’apertura del museo archeologico e del museo della medicina “Campailla” e tanto altro ancora. Incontrai la Monisteri proprio in occasione di questo ultimo importante evento culturale, la scorsa estate (siera già capito che Abbate si sarebbe dimessoqualche mese dopo – n.d.r.) ed io, scherzando la chiamai già “sindaco. Lei guardandomi seriamente, mi disse: “Tu ci scherzi e mi prendi in giro, ma a me sarebbe piaciuto restare ancoraun altro anno…non per me, ma per completare la realizzazione di una serie di cose ancora incomplete, fra cui le strutture già finanziate”.“Tranquilla – le risposi- le vedrai da sindaco!” Mi colpì però, in ogni caso, questo suo dispiacere interiore, questa impossibilità nel “non poter fare”. E questa, amici cari, è la quarta e forse più importante delle qualità fondamentali cui facevo riferimento prima: la caparbietà nell’azione. Questa come le prime tre, sono tutte qualità ben conformate nella MariaSindaco. È vero, a volte la caparbietà diventa testardaggine e vi posso assicurare che il neo sindaco, ha una teca cranica frontale compattata con granito millenario, macertamente anni luce distante dal concetto di “presunzione” molte volte presente in alcuni anacronistici politici super navigati del “tutto so io”. È stata una campagna elettorale difficile. Tre candidati molto presi e convinti e, devo dire anche preparati, certamente predisposti già da tempo alla contesa e non accozzagliati all’ultimo momento, come è accaduto in altri comuni della Regione. Due sicuri da tempo, classicamente in contrapposizione fra centro destra (Monisteri) e centro sinistra (Ivana Castello), il terzo (Nino Gerratana) era un outsider, con una lista civica propria ed appoggiato “quasi ufficialmente” solo da una parte di Fratelli d’Italia, confluiti dentro una lista civica tricolore (su questa cosa mi fermo qui, perché ci sarebbe da parlarne almeno un giorno intero!). Mi limito solo a dire che, per comportamento e scelta politica, la gestione di Fratelli d’Italia in questa tornata modicana, non è stata strategicamente ben ponderata ed assolutamente non in linea con quanto il partito della Meloni, sta ottenendo invece in ogni angolo della Nazione. La Monisteri si è presentata con un programma basato sulla “continuità del passato, che ha visto (testuali parole) crescere la città come popolarità nazionale, come livello turistico e anche se pur minimamente, sotto il profilo occupazionale”. Ha più volte ribadito che la situazione debitoria dell’Ente “è seria, ma non disastrosa e che il piano di riequilibrio già in essere, unitamente ad altre misure che si dovranno intraprendere, restituiranno sistemazione e dignità alla città”. Ovviamente, di indicazione totalmente opposta la valutazione degli altri due candidati. Gerratana però si è limitato a dissentire (sempre con toni pacati e diconfronto), mentre la Castello si è contrapposta molto più energicamente, purtroppo entrando, diverse volte, anche su valutazioni “non propriotrascendentali” (definiamole così) sul piano personale. Questa differenziazione comportamentale di base è agli occhi di tutti e può ancora essere visualizzata nelle registrazioni dei pubblici confronti dei candidati. Per carità,nulla di “sgarbianamente annoverabile, ma in certi momenti, si è provato un vero imbarazzo. Lo stesso Gerratana, all’ennesimo attacco della Castello verso la Monisteri, si è spontaneamente alzato dalla sedia, minacciando di lasciare la sede del confronto (Società Carlo Papa), qualora non si fossero abbassati i toni durante il dibattito. Il programma di Gerratana, riprendendo il discorso, essenziale ed articolato su otto punti, intendeva intercettare un eventuale elettorato deluso, che avrebbe dovuto esprimere un voto di protesta, un voto per il cambiamento (come più volte definito nei vari appelli rivolti dallo stesso candidato ai cittadini) che tuttavia non è stato sicuramente recepito dalla maggioranza. I toni della sua campagna elettorale sono stati sempre duri ma pacati e basati su un’opposizione contenuta essenzialmente sull’innovazione (come più volte detto dallo stesso Gerratana) di alcuni punti programmatici, evitando attacchi diretti su addebiti personali. La Castello invece ha impersonato il ruolo di oppositore intransigentefino all’ultimo. Un programma estremamente articolato (forse un po’ troppo) che a mio modesto parere era poco digeribile da una maggioranza di pubblico oggi sempre più versata alla praticità spicciola. Probabilmente la maggioranza che ha votato Ministeri, non ha gradito questi toni troppo allarmisti a volte molto disfattisti sul destino della Città. Il pubblico (è scientificamente provato) ha una reazione opposta all’inquisitore che col dito puntato usa continuamente il “J’accuse…! di zoliana memoria. Il risultato è agli occhi di tutti. Il sindaco eletto ottiene Palazzo S. Domenico con 21 consiglieri…” en plein total!”. Ultima considerazione, sulla composizione del nuovo Consiglio Comunale. Molto variegato, impostato più o meno conformemente sulle 4 liste base del nuovo sindaco. Spicca il simbolo di un solo partito vero e proprio (peraltro a carattere nazionale) la DC. Probabile decisione strategica voluta dall’asse Cuffaro-Abbate. Non capiremo mai del tutto però (almeno le vere ragioni) del perché della coalizione vincente, non ha fatto parte Fratelli d’Italia. Misteri della palermitana politica! Tornando alla composizione del nuovo Consiglio cittadino, accanto ai “già navigati” e rieletti, spicca immediatamente all’occhio la presenza, fra le new entry, di numerosi giovani ma anche di professionisti già affermati con la voglia di spendersi per la città. Sarebbero tanti i candidati e per motivi di spazio ci è impossibile citarli uno per uno. Ne citerò solo alcuni per diretta conoscenza personale o per merito del numero di voti raccolti. È il caso di Maria Cristina Minardo, figlia del senatore Riccardo, che ha riportato il più alto numero di consensi, Samuele Cannizzaro il più votato fra la lista della DC, la giovane Neva Guccione, figlia della compianta ed amatissima avvocato Roberta Galfo. Fra i “meno giovani” che hanno superato la soglia dei 500 voti, vanno annoverati l’avvocato Piero Armenia e l’avvocato Daniela Spadaro, affermata penalista che collabora da tempo con l’Avv. Enrico Trantino, eletto proprio da poco sindaco di Catania con risultato di voti eccezionale. Per l’opposizione soltanto tre seggi,che sono certo verranno onorati a pieno con una salutare contrapposizione democratica e costruttiva. Pertanto a tutti i 24 consiglieri che siederanno sui banchi consiliari, l’augurio di rappresentare al meglio le esigenze e le volontà degli elettori per le sfide che attendono Modica nel futuro. Prossimo appuntamento: lunedì 5 giugno l’insediamento della Monisteri, successivamente quello dei  consiglieri ed elezione del Presidente del Consiglio. Ma questo è un altro capitolo, restate sintonizzati per non perdervi  l’atto secondo”.

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