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Ust Cisl. Ecco quanto è cresciuta l’inflazione in provincia di Ragusa

Carasi “Nel 2022 una famiglia con 2 figli ha speso 2.400 euro in più rispetto al 2021”
Tempo di lettura: 2 minuti

“Nell’ultimo anno, l’inflazione, anche in provincia di Ragusa, ha visto aumentare in maniera straordinaria i prezzi di prodotti usati nella vita di ogni giorno, in alcuni casi come non si vedeva da decenni. Se poi si allarga lo sguardo, negli ultimi 20 anni la situazione è cambiata in maniera ancora più consistente, anche se non sempre in negativo. Di sicuro, alcune categorie di prodotti impattano più sulle nostre tasche nel 2023 rispetto al 2001, anche perché gli stipendi in Italia sono aumentati meno rispetto a quanto fatto dai prezzi”.
E’ quanto evidenzia la segretaria generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa, Vera Carasi, chiarendo come, sulla base dei dati Istat, nel 2022 l’inflazione sia cresciuta a un livello che non si vedeva da trentasette anni, dal 1985. La componente dei costi dell’energia ha pesato più di ogni altra. “L’inflazione, in provincia di Ragusa, nel 2022 – continua Carasi – è aumentata dell’8,4 per cento, ma i prezzi dei beni energetici sono cresciuti del 51,3 per cento. C’è un altro dato che fa riflettere. Nel 2022, una famiglia iblea con due figli ha speso circa 2.400 euro in più rispetto all’anno precedente ma la cifra supera i 2.700 euro per chi ha tre figli. In generale, è chiaro che i prezzi crescono più degli stipendi, causando una decisa perdita del potere d’acquisto. I 100 euro di oggi non sono uguali a quelli di ieri. Il picco dell’inflazione sembra passato, ma l’inflazione pare sarà ancora superiore alla soglia “ideale” del 2 per cento anche nel 2023. Il calo attuale è dovuto alle componenti più volatili, soprattutto energetiche, mentre l’inflazione di fondo continua ad aumentare. Ci sono alcuni beni che infatti continuano a costare più di prima, come quelli “non durevoli”, tra cui alimentari, prodotti farmaceutici e alcolici. Anche i beni “durevoli” stanno aumentando di prezzo a causa dei grandi elettrodomestici. Ma gli aumenti non sono uguali per tutti. Ecco perché la Cisl sta premendo per una nuova politica dei redditi qualificata da un accordo triangolare che veda sindacato, imprese e Governo dalla stessa parte. Il nostro sindacato sta premendo per creare un solido patto anti-inflazione che passa dal contrasto alla speculazione al rinnovo di tutti i contratti pubblici e privati. Parliamo di milioni di persone che aspettano di vedere adeguati tutele e salari. Bisogna, poi, puntare a una riforma fiscale realmente redistributiva, assicurando anche riscatto degli assegni pensionistici. Senza il rilancio di salari e pensioni si strappa la coesione sociale e si blocca anche l’economia dell’intero territorio, frenando i consumi”.

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