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Prima messa del vescovo Rumeo tra i detenuti nel carcere di Noto

Tempo di lettura: 2 minuti

La prima messa Mons. Salvatore Rumeo, nuovo vescovo della Diocesi netina, l’ha celebrata domenica mattina alle 8.30, nel giorno di San Giuseppe, della festa del papà, nel carcere di Noto. Un gesto forte di affetto e vicinanza, nel segno della tenerezza di Dio che si ricorda di tutti ma in particolare dei sofferenti. Ai detenuti, tra le altre cose, ha detto:
«La Chiesa vive dove i cristiani vivono. La prima lettura ci consegna due punti di vista molto diversi: da un lato, l’uomo che guarda le #apparenze e rimane in superficie, dall’altro Dio che guarda in profondità, dentro il cuore. Ecco: è a Lui che dobbiamo offrire le nostre ansie, le preoccupazioni e le preghiere, perché il valore della preghiera è straordinario, soprattutto della preghiera che parte dal profondo del cuore. Dio, come Padre, sa quello che alberga nel cuore di ogni uomo. Dio conosce le Storie di tutti e sa quello che fa male al cuore dei suoi figli. Lui è un padre misericordioso e tornare a Lui riconoscendo le proprie fatiche e fragilità è una tappa importante.
Da poche ore sono #vescovo: il Signore mi chiede di incontrare persone nuove. Verrò spesso a trovarvi, il Signore ci chiama a prenderci per mano a cercare le cose che ci uniscono a scrutare #insieme l’orizzonte. Dio dimentica i nostri errori, come dice il Vangelo di oggi: chiede di essere luce, di essere il capolavoro della nostra vita che parte dai sentimenti. Sulla scena del mondo la nostra vita passa inesorabile: contiamo i nostri giorni ed è necessario chiedere la luce per cercare i semi di bontà, soprattutto in un mondo che vede solo il #male. Dio non fa preferenze di persone.
A conclusione di questa celebrazione, vi chiedo di affidare la nostra vita a Gesù e a fine giornata di avere un pensiero per me: dedicatemi un’ Ave Maria perché io sia un fratello per tutti».

Alla fine un detenuto ha salutato il  neo vescovo con queste parole: «Anche chi sbaglia è figlio di Dio. Noi non ci dimenticheremo di lei e siamo sicuri che lei non si dimenticherà di noi».
Perché dove c’è sofferenza c’è grandezza d’animo.

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7 commenti su “Prima messa del vescovo Rumeo tra i detenuti nel carcere di Noto”

  1. Il Vescovo che indulge, dimentica che ogni espiazione è correlata al male e alle sofferenze delle vittime, che ognuno di loro ha seminato.Non è il mondo che guarda al male…. questo è un TENTATIVO semplicistico di giustifica alle malefatte di tanti uomini che del Dio benevole e teneramente misericordioso…. non gliene frega nulla o gliene frega troppo. Dopo Gesù misericordioso, c’è la giustizia dei tribunali terreni a cancellare il male di chi lo subisce però….. teoria e pratica. Il vescovo dice che la Chiesa vive dove vivono i cristiani….. e i protestanti e gli ortodossi…? Auspicare un ravvedimento ( ?) è più facile che averlo e di quale grandezza d’animo si può dire di gente che senza scrupoli HA DATO SOFFERENZA !!!!

  2. «Anche chi sbaglia è figlio di Dio. Noi non ci dimenticheremo di lei e siamo sicuri che lei non si dimenticherà di noi»
    Ahimè, l’esercizio del giudizio nei confronti del prossimo è la pratica “spirituale” più praticata dai cattolici, eppure, ho idea che da qualche parte in quei libricini colorati: vangeli o scritture sacre, si parlasse di “non giudizio”…
    L’espiazione dei reati (giuridicamente) è un fatto tutto umano e non ha nulla a che fare con una visione spirituale, ma è facile confondere tutto questo.
    Anche un detenuto è figlio di Dio e deve essere rispettato, anche se la giustizia umana deve fare il suo corso.

  3. Pseudoleprenellaluna

    Il tema è troppo vasto per poter essere trattato in un breve commento, ma l’importanza così grande per ognuno – atei , cattolici , cristiani evangelici, buddisti, induisti , gente comune, credenti in un Dio, musulmani- ciascuno dalla propria prospettiva e lettura del mondo, non ci può esimere da stendere alcune umili e semplici considerazioni . Innanzitutto ognuno vede il mondo dalla sua angolazione e i suoi ragionamenti possono non fare una piega , spetta a ciascuno cercare di comprendere l’altro , considerando le sue credenze e le diverse categorie mentali , la sua forma mentis e il suo substrato culturale. Anche tra cattolici a volte è difficile comprendersi, vedi le conclusioni della conferenza episcopale tedesca sul tema delle coppie gay. Ma adesso, trattandosi di un vescovo cattolico, ci interessa la prospettiva cristiano cattolica sul tema del male e del perdono . Per i cattolici Dio è giusto e misericordioso : la coppia originaria peccò di un peccato di immane gravità , di tradimento e irriconoscenza , Dio giusto la condannò con pene grandi : sofferenza , malattia, fatica per il pane, vecchiaia, morte corporale , ma la sua misericordia, già nella condanna, adombrò la promessa della salvezza : una donna avrebbe calpestato la testa del serpente , da lei sarebbe nato il messia. La gravità del peccato originario esteso a tutte le generazioni avrebbe soddisfatto alla giustizia di Dio anche attraverso il suo amore e la sua misericordia: il verbo di Dio, avrebbe assunto l’umanità nel seno della vergine immacolata , preservata dal peccato originale, e avrebbe sofferto per tutti il prezzo di quel peccato, aprendo le porte del perdono e della vita eterna. Dio per i cattolici perdona, l’uomo sbaglia , se si pente, paga per le sue colpe, in questa vita come nell’altra , ma può essere riammesso a ricevere l’amore e le promesse di Dio. Come il figlio prodigo, che ritorna al padre dopo aver sperperato tutti i suoi beni. La condanna di Dio non è definitiva, come vorremmo a volte che fosse, ma da una possibilità o mille, di pentirsi per ritornare sulla giusta via. Gesù stesso nel vangelo ci raccomanda di visitare i carcerati e ci dice che tutte le volte che l’avremo fatto l’avremo fatto a lui. Nel caso dei fratelli ristretti in carcere, la giustizia umana ha funzionato, a volte funziona anche per le persone innocenti, vedi nel passato Tortora. Si tratta di gente che sta soffrendo per il male commesso , che deve sentirsi amata e perdonata da Dio, per avere l’opportunità di pentirsi e rinascere a vita nuova , pagando il dovuto per gli errori. Dio accoglie nelle sue braccia la persona che si pente e che cambia, non condanna inesorabilmente, come i nostri cuori induriti a volte vorrebbero. Dio è giusto , ma è amore, e vuole che anche noi convertendoci e entrando in comunione con il suo amore , per mezzo di quest’amore collaboriamo alla redenzione e alla vittoria del bene sul male. Il male è opera degli uomini, Dio lo permette , perché nella sua infinita sapienza ci ha lasciati liberi di scegliere , di avere una volontà, di scegliere la conversione, di gloria in gloria, secondo l’immagine di suo figlio, con l’aiuto dei sacramenti , possiamo essere santi e vincere il male che è nel mondo con l’amore. Questa la prospettiva cattolica in sintesi, chiaro se consideriamo l’agire del pastore cattolico secondo le nostre categorie potremmo avere molte cose da ridire.

  4. Pseudoleprenellaluna

    Il tema è troppo vasto per poter essere trattato in un breve commento, ma l’importanza così grande per ognuno – atei , cattolici , cristiani evangelici, buddisti, induisti , gente comune, credenti in un Dio, musulmani- ciascuno dalla propria prospettiva e lettura del mondo, non ci può esimere da stendere alcune umili e semplici considerazioni . Innanzitutto ognuno vede il mondo dalla sua angolazione e i suoi ragionamenti possono non fare una piega , spetta a ciascuno cercare di comprendere l’altro , considerando le sue credenze e le diverse categorie mentali , la sua forma mentis e il suo substrato culturale. Anche tra cattolici a volte è difficile comprendersi, vedi le conclusioni della conferenza episcopale tedesca sul tema delle coppie gay. Ma adesso, trattandosi di un vescovo cattolico, ci interessa la prospettiva cristiano cattolica sul tema del male e del perdono . Per i cattolici Dio è giusto e misericordioso : la coppia originaria peccò di un peccato di immane gravità , di tradimento e irriconoscenza , Dio giusto la condannò con pene grandi : sofferenza , malattia, fatica per il pane, vecchiaia, morte corporale , ma la sua misericordia, già nella condanna, adombrò la promessa della salvezza : una donna avrebbe calpestato la testa del serpente , da lei sarebbe nato il messia. La gravità del peccato originario esteso a tutte le generazioni avrebbe soddisfatto alla giustizia di Dio anche attraverso il suo amore e la sua misericordia: il verbo di Dio, avrebbe assunto l’umanità nel seno della vergine immacolata , preservata dal peccato originale, e avrebbe sofferto per tutti il prezzo di quel peccato, aprendo le porte del perdono e della vita eterna. Dio per i cattolici perdona, l’uomo sbaglia , se si pente, paga per le sue colpe, in questa vita come nell’altra , ma può essere riammesso a ricevere l’amore e le promesse di Dio. Come il figlio prodigo, che ritorna al padre dopo aver sperperato tutti i suoi beni. La condanna di Dio non è definitiva, come vorremmo a volte che fosse, ma da una possibilità o mille, di pentirsi per ritornare sulla giusta via. Gesù stesso nel vangelo ci raccomanda di visitare i carcerati e ci dice che tutte le volte che l’avremo fatto l’avremo fatto a lui. Nel caso dei fratelli ristretti in carcere, la giustizia umana ha funzionato, a volte funziona anche per le persone innocenti, vedi nel passato Tortora. Si tratta di gente che sta soffrendo per il male commesso , che deve sentirsi amata e perdonata da Dio, per avere l’opportunità di pentirsi e rinascere a vita nuova , pagando il dovuto per gli errori. Dio accoglie nelle sue braccia la persona che si pente e che cambia, non condanna inesorabilmente, come i nostri cuori induriti a volte vorrebbero. Dio è giusto , ma è amore, e vuole che anche noi convertendoci e entrando in comunione con il suo amore , per mezzo di quest’amore collaboriamo alla redenzione e alla vittoria del bene sul male. Il male è opera degli uomini, Dio lo permette , perché nella sua infinita sapienza ci ha lasciati liberi di scegliere , di avere una volontà, di scegliere la conversione, di gloria in gloria, secondo l’immagine di suo figlio, con l’aiuto dei sacramenti , possiamo essere santi e vincere il male che è nel mondo con l’amore. Questa la prospettiva cattolica in sintesi, chiaro se consideriamo l’agire del pastore cattolico secondo le nostre categorie potremmo avere molte cose da ridire.

  5. Volpenellaluna

    Il tema è troppo vasto per poter essere trattato in un breve commento, ma l’importanza così grande per ognuno – atei , cattolici , cristiani evangelici, buddisti, induisti , gente comune, credenti in un Dio, musulmani- ciascuno dalla propria prospettiva e lettura del mondo, non ci può esimere da stendere alcune umili e semplici considerazioni . Innanzitutto ognuno vede il mondo dalla sua angolazione e i suoi ragionamenti possono non fare una piega , spetta a ciascuno cercare di comprendere l’altro , considerando le sue credenze e le diverse categorie mentali , la sua forma mentis e il suo substrato culturale. Anche tra cattolici a volte è difficile comprendersi, vedi le conclusioni della conferenza episcopale tedesca sul tema delle coppie gay. Ma adesso, trattandosi di un vescovo cattolico, ci interessa la prospettiva cristiano cattolica sul tema del male e del perdono . Per i cattolici Dio è giusto e misericordioso : la coppia originaria peccò di un peccato di immane gravità , di tradimento e irriconoscenza , Dio giusto la condannò con pene grandi : sofferenza , malattia, fatica per il pane, vecchiaia, morte corporale , ma la sua misericordia, già nella condanna, adombrò la promessa della salvezza : una donna avrebbe calpestato la testa del serpente , da lei sarebbe nato il messia. La gravità del peccato originario esteso a tutte le generazioni avrebbe soddisfatto alla giustizia di Dio anche attraverso il suo amore e la sua misericordia: il verbo di Dio, avrebbe assunto l’umanità nel seno della vergine immacolata , preservata dal peccato originale, e avrebbe sofferto per tutti il prezzo di quel peccato, aprendo le porte del perdono e della vita eterna. Dio per i cattolici perdona, l’uomo sbaglia , se si pente, paga per le sue colpe, in questa vita come nell’altra , ma può essere riammesso a ricevere l’amore e le promesse di Dio. Come il figlio prodigo, che ritorna al padre dopo aver sperperato tutti i suoi beni. La condanna di Dio non è definitiva, come vorremmo a volte che fosse, ma da una possibilità o mille, di pentirsi per ritornare sulla giusta via. Gesù stesso nel vangelo ci raccomanda di visitare i carcerati e ci dice che tutte le volte che l’avremo fatto l’avremo fatto a lui. Nel caso dei fratelli ristretti in carcere, la giustizia umana ha funzionato, a volte funziona anche per le persone innocenti, vedi nel passato Tortora. Si tratta di gente che sta soffrendo per il male commesso , che deve sentirsi amata e perdonata da Dio, per avere l’opportunità di pentirsi e rinascere a vita nuova , pagando il dovuto per gli errori. Dio accoglie nelle sue braccia la persona che si pente e che cambia, non condanna inesorabilmente, come i nostri cuori induriti a volte vorrebbero. Dio è giusto , ma è amore, e vuole che anche noi convertendoci e entrando in comunione con il suo amore , per mezzo di quest’amore collaboriamo alla redenzione e alla vittoria del bene sul male. Il male è opera degli uomini, Dio lo permette , perché nella sua infinita sapienza ci ha lasciati liberi di scegliere , di avere una volontà, di scegliere la conversione, di gloria in gloria, secondo l’immagine di suo figlio, con l’aiuto dei sacramenti , possiamo essere santi e vincere il male che è nel mondo con l’amore. Questa la prospettiva cattolica in sintesi, chiaro se consideriamo l’agire del pastore cattolico secondo le nostre categorie potremmo avere molte cose da ridire.

  6. Tonino Spinello

    Volpenellaluna,
    Non entro nel merito di Rumeo, se ha fatto questa scelta avrà avuto i suoi buoni motivi. Questo lo capiremo nei prossimi mesi.
    Non ho capito solo una cosa: Quanto descritto lo condivido in quanto ha fatto un sunto della Bibbia e del Vangelo. La chiesa di oggi con tutto lo Stato Generale dei Preti le trasmette questo?
    Noi cristiani (specie i timorati da Dio), seguiamo la parola di Gesù? No, non la seguiamo, facciamo solo finta per non irretire il rimorso della nostra anima e sentirci in pace.
    Questo vale per il Papa fino all’ultimo cristiano. Escludendo il buddismo (che non è una religione ma solo un modo di vivere la vita), tutte le altre religioni sono uguali o peggiori.

  7. Volpenellaluna

    Sig. Spinello ,sono come lei pienamente convinto che al giorno d’oggi , più che nel passato , sia veramente difficile per i cristiani essere coerenti con il vangelo del Signore Gesù . Esistono altri due vangeli purtroppo, alleati o in sinergia , più o meno subdoli, striscianti e pervasivi , in costante contrasto al vero vangelo ,che regolano e determinano le nostre vite , più di quanto vorremmo credere . Il primo lo definirei il vangelo antropocentrico , ateo, immanentista e materialista, della scienza e della tecnica , il vangelo che promette il potere sulla vita e sulla morte, sulle leggi fisico chimiche e biologiche. Il secondo pseudovangelo , che definirei il vangelo amorale dell’edonismo e del consumismo, ci spinge nella frenetica fiumara di una vita alla costante ricerca di piaceri e emozioni fugaci e sempre nuovi . Quest’ultimo ha da fare con l ‘accentramento del potere politico e delle risorse, con il profitto da reinvestire nel profitto, con l ‘alleanza globale tra potere politico e economico , che ci controlla e determina e vuole farlo razionalmente in maniera sempre più forte e pervasiva. Ecco tutto questo vorrebbe ridurre il vero vangelo a una favoletta d’altri tempi per bambini , spetta a ciascuno di noi cristiani , essere veri cristiani , coerenti radicalmente con il vangelo , facendolo vivere in noi e nella società.

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