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Haiti. Governo autorizza intervento militare straniero…di Giannino Ruzza

Tempo di lettura: 2 minuti

La crisi umanitaria e l’imperversare delle azioni illecite, da parte delle super organizzate bande armate ha indotto il primo ministro Ariel Henry a richiedere l’intervento di una forza militare straniera per porre fine al dominio delle bande e loro sponsor che stanno causando una grave crisi umanitaria nell’isola caraibica. Secondo il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica di Haiti, Le Moniteur, il Consiglio dei ministri ha autorizzato il presidente del Consiglio a richiedere la presenza di una forza armata specializzata in grado di ridare sicurezza a una popolazione inerme. La risoluzione giustifica l’intervento militare per il rischio di una catastrofe umanitaria, dopo la ricomparsa del colera che ha già provocato almeno sette morti nello Stato. Allo stesso modo, si sostiene che la presenza militare straniera aiuterebbe a riprendere la distribuzione di carburante e acqua potabile in tutto il Paese, a riattivare gli ospedali, a riavviare le attività economiche, la circolazione di persone e merci, oltre alla riapertura di scuole e università. La richiesta di assistenza di una forza militare straniera è stata approvata dopo settimane consecutive di proteste ad Haiti, peggiorate a causa dell’aumento dei prezzi e della recrudescenza della violenza nelle strade per mano dei clan malavitosi. Ovviamente alcune personalità (per lo più si tratta di persone che si arricchiscono coi proventi del traffico di droga) non sono d’accordo con questa richiesta di aiuto che ritengono metta in pericolo la sovranità del Paese, oltre ad intralciare i loro loschi affari. Anche l’ex senatore e leader del partito Pitit Dessalines, Moïse Jean Charles, ha sottolineato che il primo ministro Ariel Henry non ha l’autorità e la legittimità per richiedere una presenza militare straniera. Da parte sua, l’ambiguo partito “Organizzazione del popolo” ha espresso il suo disaccordo per l’ingresso di forze militari straniere e ha ribadito che il Haiti ha bisogno di sostegno affinché la Polizia nazionale possa svolgere il proprio lavoro, ovvero: nulla. Come si ricorderà dal 2004 al 2017, le Nazioni Unite avevano inviato contingenti di caschi blu ad Haiti dopo il colpo di stato che aveva deposto l’allora presidente Jean Bertrand Aristide. Una storia che inevitabilmente si ripete.

 

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