L’Oms: più di metà degli europei e asiatici sarà infettata…di Giannino Ruzza

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Omicron, dopo essere diventato virale in Africa, si è diffuso velocemente in Europa e nelle Americhe, con rialzi quasi verticali delle curve di infezione in tutti i continenti. Delle oltre 357.000 analisi effettuate nei laboratori  negli ultimi 30 giorni, più di 208.000 hanno rilevato questa variante. Secondo il rapporto dell’OMS presentato questa settimana, la variante Omicron è in grado di eludere l’immunità anche tra persone vaccinate, tra persone che hanno superato la malattia e sviluppato anticorpi. Tuttavia, avverte che Omicron non sarà l’ultima variante a preoccupare il pianeta, anche se non può prevedere se la prossima sarà più o meno pericolosa. L’Oms tuttavia consiglia di non sottovalutare la nuova variante anche se la predominanza dei pazienti colpiti dal virus accusa scarse o nulle complicanze. La variante Omicron è stata rilevata in Sud Africa all’inizio di novembre 2021 e copre già il 58,5 per cento delle analisi elaborate dai laboratori della Global Influenza Data Exchange Initiative, scavalcando la variante Delta predominante nell’ultimo anno. L’Organizzazione Mondiale della Sanità  ha inoltre registrato un  nuovo record giornaliero della variante Omicron con circa 3,4 milioni di casi segnalati. Cifra sottostimata in quanto moltissimi casi non sono stati mai stati diagnosticati e notificati. Nonostante l’aumento esponenziale dei contagi, le statistiche sui decessi mondiali restano stabili, e vicini ai 7.000 decessi al giorno, 7.700 nelle ultime 24 ore.

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