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Riconoscimento UNESCO edifici Liberty Sicilia Orientale

La proposta di Corrado Monaca
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Estendere il riconoscimento UNESCO alle preesistenze Liberty in Sicilia con l’inserimento di Palazzo Bruno di Belmonte a Ispica e del Villino Tantillo a Modica, realizzate dall’architetto Ernesto Basile. A formulare la proposta è Corrado Monaca in un saggio sul padre del Liberty, inserito in un’opera collettanea di prossima pubblicazione.

Per l’autunno, infatti, l’Associazione Internazionale Critici Letterari presieduta da Neria De Giovanni ha annunciato un volume dedicato a scrittori il cui anniversario cade nel 2021. Tra gli altri contributi, vi è anche quello di Corrado Monaca per il 140° anniversario del trattato “Architettura dei suoi principi e del suo rinnovamento” di Ernesto Basile (1857-1932).

Monaca ricostruisce la formazione del Basile tra Palermo e Roma, l’intensa attività di pubblicista, l’insegnamento universitario, l’attività professionale, le importanti collaborazioni con il pittore Ettore De Maria Bergler e con Vittorio Ducrot, delle omonime officine, protagonisti del Liberty siciliano. Il trattato sull’Architettura, scritto nel 1881 durante il suo soggiorno romano e rimasto inedito per un secolo, rivoluziona il modo di concepire gli edifici di abitazione, allargando il compito dell’architetto dalla progettazione degli spazi, interni ed esterni, a una concezione che comprende anche lo studio e la realizzazione delle luci, degli arredi, della decorazione delle pareti al coinvolgimento del paesaggio circostante, all’habitat umano.

La proposta di Monaca si basa sull’attribuzione del Villino Tantillo al Basile per riferimenti al suo tipico linguaggio architettonico. Finora gli storici dell’arte avevano espresso delle riserve sull’attribuzione, in quanto non suffragata da documenti d’archivio ma presente soltanto nella memoria familiare. L’analisi di Monaca, da questo punto di vista, permette di compiere un passo avanti. Il Villino Tantillo, residenza estiva della omonima famiglia e ubicata in contrada Michelica nella campagna di Modica, fu realizzato nel 1908. L’edificio, di un solo piano rialzato, sorge su un’ampia area circostante a maglia ortogonale. La posizione del caseggiato a 96 m. dall’ingresso fu scelta per consentire la vista del mare. L’edificio si affaccia su uno spazio rettangolare che si protrae con un ampio semicerchio, che funge da raccordo con il viale d’ingresso. Il villino è dotato di un impianto di illuminazione ad acetilene che agli inizi del Novecento costituì un’innovazione importante, poiché forniva più luce delle lampade a petrolio o delle lucerne. Le raffinate soluzioni costruttive, il perfetto equilibrio planimetrico e altimetrico degli elementi di fabbrica ed architettonici, la scelta degli arredi e degli accessori in ferro battuto, sono riconducibili al linguaggio stilistico e architettonico dell’architetto palermitano, come mostra il puntuale confronto con altre opere realizzate in Sicilia e in altre parti d’Italia.

Se il Liberty siciliano merita il riconoscimento parte dell’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, tra i capolavori di questo stile architettonico vanno inserite opere come Palazzo Bruno di Belmonte a e il Villino Tantillo, tra le più significative realizzazioni di Basile in tutto il Sud est siciliano.

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