
Secondo il rapporto delle autorità, a Singapore è stato arrestato un sedicenne che aveva in mente di attaccare a colpi di machete i fedeli in due moschee. L’idea baluginata nella mente del giovane, pare sia stata ispirata dall’uccisione di una cinquantina di fedeli musulmani a Christchurch in Nuova Zelanda nel 2019, da tale Brenton Tarrant che per l’efferata azione sta scontando l’ergastolo. Il ragazzo, un cristiano di etnia indiana, aveva acquistato un giubbotto tattico online e aveva intenzione di acquistare un machete al momento del suo arresto nel dicembre scorso, ha detto il Dipartimento per la sicurezza interna (ISD). Il giovane aveva condotto varie ricognizioni nelle moschee vicine alla sua abitazione, con l’intenzione di trasmettere in streaming il suo attacco nel momento della preghiera in moschea, proprio nel giorno dell’anniversario degli omicidi di Christchurch. Il ragazzo è la persona più giovane ad essere detenuta secondo l’Internal Security Act dall’era coloniale. È anche il primo nella nazione insulare a basso tasso di criminalità ad essere detenuto per ideologia estremista. Ma, al contrario, si sono registrati anche numerosi casi di estremismo islamico, culminati con l’arresto, l’anno scorso, di un diciassettenne per aver inneggiato allo Stato islamico. Il ministro dell’Interno ha dichiarato mercoledì che il sedicenne riceverà consulenza psicologica e potrà continuare gli studi durante la detenzione, ma che potrebbe anche non dover affrontare accuse penali. Il Tribunale, infatti, ha dichiarato che il giovane stava solo pianificando, ma che in realtà non era mai entrato in azione” ha detto il ministro K. Shanmugam all’emittente locale Channel News Asia.
4 commenti su “Singapore: intendeva attaccare due mosche a colpi di machete”
Attaccare le mosche?????????? Bisogna ammettere che sono fastidiose!
@AngeloBarone: Hai ragione, una è insopportabile, due non ne parliamo 🙂
Fare a fette i fastidiosi ditteri è un impresa da vero Samurai…
Tra i fastidiosi ditteri annoveriamo anche quelli utili in natura, ma non nel caso trattato in questo articolo, pur condannando, per la mia radicata formazione cattolica, ogni forma di violenza.