
Prima del divieto, l’India era uno dei più grandi mercati dell’app TikTok e ByteDance visto che già nel 2019 aveva previsto di investire quasi 1 miliardo di euro in India. Le motivazioni che hanno convinto il governo indiano a bandire l’app cinese più famosa al mondo, concernono pregiudizi legati alla sovranità, la sicurezza e l’integrità dell’India. La mossa fa seguito ai duri scontri armati dell’agosto 2020 con le truppe cinesi nel conteso confine himalayano lungo il lago Pangong costato la vita a 20 soldati indiani, massacrati in varie imboscate. Negli Stati Uniti, la precedente amministrazione Trump aveva ordinato a ByteDance di cedere TikTok citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale, imponendo restrizioni che ne avrebbero poi effettivamente vietato l’uso nel territorio nazionale. Sulla stessa linea anche l’Australia per i rischi che potrebbe comportare per gli utenti, rischi legati alla riservatezza dei dati ma anche per potenziali interferenze straniere. E di oggi la notizia che i cinesi hanno corretto un “bug” che consentiva alla loro app di registrare il numero di telefono degli utenti mentre si collegavano e interagivano. I dubbi sulla sicurezza di TikTok sembrano trovare, giorno dopo giorno, reali conferme.
A pochi chilometri dal conteso confine himalayano (foto 2007).