Sanità, Fp Cgil Ragusa: “Tanti oneri, pochi onori”

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“Succede che dopo tante promesse e tanti applausi è difficile per gli operatori sanitari, precari e non, intravedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto a secondo della visione che ciascuno ha degli eventi. Per medici, infermieri, tecnici, fisioterapisti, OSS, ausiliari, autisti d’ambulanza, operai impegnati in questo sfortunatissimo periodo il bicchiere continua ad essere ignobilmente vuoto.” –  il commento è del segretario provinciale FP-CGIL Sanità Duilio Assennato  e del Segretario Generale FP-CGIL Ragusa Nunzio Fernandez (foto)– “dopo le tante promesse e rassicurazioni nessuna risorsa aggiuntiva stanziata a favore degli Operatori Sanitari della nostra Provincia è stato erogato. Sui social imperversano illazioni si presunte gratifiche in funzione dei decessi per Covid, anzi si mette in discussione anche la causa dei decessi. Affermazioni del genere non solo ledono il valore della professionalità che ciascun Operatore sanitario in questo momento mette a disposizione della collettività ma fiacca il morale di donne e uomini, sottoposti a stress psicofisico inimmaginabile ai tanti abituati a vedere lo spettacolo che può esserci dietro ogni evento del quotidiano, specie se negativo. Non solo le risorse aggiuntive ma gli incentivi dovuti per il 2019, più volte promessi, anche questo mese non verranno erogati, siamo all’assenza di sensibilità e di concreta vicinanza verso dipendenti che si sono viste bloccare le ferie più volte durante il 2020, hanno dovuto rinunciare ai riposi programmati e a tante altre necessità, come quella di non poter fare pipì per 5, 6 ore e oltre, perché vestiti come palombari o astronauti senza tute di ricambio perché spesso i presidi in dotazione erano insufficienti a coprire il fabbisogno giornaliero.” – continua Assennato – “Abbiamo investito anche la Segreteria Regionale FP-CGIL, dichiarano i firmatari del documento, attraverso un invito accorato, finalizzato a promuovere in Assessorato misure aggiuntive supportate da atti legislativi per riconoscere al popoloso mondo del precariato della Sanità una valutazione doppia dei mesi di servizio, ai fini della stabilizzazione, a tutti coloro che hanno dato l’anima in questo periodo nelle strutture ospedaliere, senza la certezza di una futura stabilizzazione, anzi con il timore di essere scavalcati dai tanti che in questo periodo hanno rinunciato agli incarichi dell’ASP, seppur con validi motivi: anche la paura di contrarre il virus lo è.”

I segretari rivolgono un appello alle altre sigle sindacali affinché appoggino tale proposta ma anche alla politica e ai manager per dimostrare più vicinanza al personale sanitario impiegato a tempo indeterminato che chiede rispetto e la concreta valorizzazione dei propri sforzi anche se la monetizzazione del rischio non dissipa timori e preoccupazioni oltre garantire condizioni di lavoro in sicurezza. E non bisogna dimenticare neppure il mondo del precariato che lodevolmente continua ad operare per il bene di tutti.

 

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