
Riconferme per Cina e Russia nel Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, anche se il sostegno alla Cina è diminuito di oltre il 20 per cento rispetto al voto espresso nel 2016. L’Arabia Saudita invece non ce l’ha fatta ad ottenere un seggio nell’importante organismo umanitario con sede a Ginevra. I 193 membri dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite hanno anche eletto Costa d’Avorio, Gabon, Malawi, Cuba, Bolivia, Uzbekistan, Francia e Gran Bretagna a far parte dei 47 membri del Consiglio. Rieletti per un secondo, e ultimo triennio, Senegal, Nepal, Pakistan, Ucraina e Messico. Infatti i membri facenti parte il Consiglio non possono rimanere in carica per più di due mandati consecutivi. “Il fatto che l’Arabia Saudita non abbia conquistato un seggio nel Consiglio, ricorda la necessità di una maggiore partecipazione alle elezioni dell’Onu. “Se ci fosse stata maggiore rappresentanza anche Cina, Cuba e Russia avrebbero potuto rischiare la non rielezione” ha affermato il direttore di Human Rights Watch Louis Charbonneau. L’Arabia Saudita ha ottenuto 152 voti quando è stata eletta per l’ultima volta al consiglio nel 2016 (triennio 2017- 2019) ma martedì solo 90 stati hanno votato per Riyadh, con un calo del 40%. Cina e Russia sono stati criticati a livello internazionale per il loro comportamento lesivo dei diritti umani. La Cina è stata condannata dai paesi occidentali per il trattamento riservato ai musulmani uiguri nella regione dello Xinjiang e per la gestione delle proteste a favore della democrazia a Hong Kong. L’amministrazione Trump, invece, ha dato le dimissioni dal Consiglio nel 2018, a metà mandato, per quello che il Presidente ha definito un pregiudizio cronico contro Israele, invocando la necessità di riformare le attuali condizioni di appartenenza.