Conte BisConte…….l’opinione di Rita Faletti

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Il premier Conte, stando ai sondaggi che misurano il consenso popolare dei personaggi politici se la cava piuttosto bene. Tutto è iniziato quando ha scelto di rappresentare se stesso come l’avvocato del popolo. Gran pensata in un momento di massimo livello di intossicazione dell’opinione pubblica.  Non era mai successo che un primo ministro dichiarasse l’intenzione di prendere le difese del popolo, come se il popolo, nella veste di vittima designata di ingiustizie e angherie, fosse la parte buona da difendere a prescindere. Non è servito appiccicargli l’etichetta “populista” perché se l’è appiccicata da solo, in conformità con l’afflato populista dei due giannizzeri che ne controllavano ogni mossa e parola. Faceva una certa pena il malcapitato Conte preso in mezzo tra Di Maio e Salvini, eppure, a ripensarci, non appariva affatto imbarazzato o a disagio in quello scambio di ruoli. Pazientava, osservava e imparava aspettando il momento del riscatto e della vendetta.  Il leader della Lega non ha tardato a soddisfarlo e chi ne è stato testimone ricorda con rinnovato entusiasmo l’affondo del premier e la reazione di Salvini all’inaspettato e preciso colpo di sciabola. Mossa molto apprezzata dai grillini che se la ridevano e dai dem (alcuni già predisposti all’alleanza) ai quali Renzi stava preparando il piatto avvelenato.  A quel punto, Conte avrebbe potuto salutare tutti e lasciare di sé un bellissimo ricordo, come un campione dello sport che decida di ritirarsi dopo la performance più alta della sua carriera. Ha preferito rischiare (chi non l’avrebbe fatto?) e conservare lo scranno nel tempo in cui la competenza era sotto attacco, in nome del principio fallace enunciato dal comico delle stelle dell’uno vale uno, diventato uno vale tutti.  Di Maio, il più furbo dei grillini, ha recentemente precisato: “ma uno non vale l’altro”. Pensava a Crimi. Così, dalla sera alla mattina, da Conte a BisConte, il premier ha rivelato una inattesa abilità trasformista, passando con nonchalance da un’alleanza a un’altra di segno opposto.  Prerogativa del qualunquista che non avendo alcuna idea politica precisa, può sostenere questa o quella senza traumi, con la certezza che in quel groviglio di interessi personalistici, sgambetti e alleanze costruite contro qualcuno piuttosto che per qualcosa, modello politico ormai acquisito nel paese, basti sapersi muovere con passi felpati senza arrecare troppo disturbo a chi potrebbe metterti il bastone tra le ruote e adattando lingua e stile all’interlocutore del momento. Con un impegno costante ci si perfeziona fino a raggiungere forme di equilibrismo degne dei funamboli del circo. Fatto sta che come la pensi davvero Conte nessuno lo sa e forse a nessuno importa. Neanche a Zingaretti che di lui non voleva saperne e ha finito con il sostenerlo, più che altro per blindare un governo ectoplasma, ma l’unico possibile. Il pareggio alle Regionali, presentato dal Pd come una vittoria dopo il terrore della sconfitta, mette al sicuro il segretario e il premier e ribalta i rapporti di forza tra il Partito democratico e un Movimento frantumato ridotto allo sbando, ormai inesistente nel paese e dilaniato da risentimenti e rivalse interne. E Conte cosa farà? Si ricorderà dell’impegno preso con il popolo, nell’accezione più giusta di paese, o con il Movimento che l’ha portato a Palazzo Chigi? Perché è sotto gli occhi di tutti che i due impegni sono in contrasto tra loro: il populismo si è rivelato il peggior nemico del popolo e del paese. Rimarrà in bilico sul filo aspettando di vedere come andrà a finire prima di prendere una decisione o assisterà indifferente agli ultimi colpi di coda del grillismo? Zingaretti, ora che i rapporti di equilibrio all’interno della maggioranza si sono capovolti, ha avvertito: “Basta con la pigrizia. L’agenda di governo va cambiata, a partire dal Mes e dai Decreti sicurezza”. Il BisConte dimezzato non potrà traccheggiare e rimandare ancora. Dovrà riunirsi e scegliere con chi stare.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Riproduzione Riservata

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