Lettera alla Scuola. Domenico Pisana va in pensione

Dopo 40 anni di insegnamento
Tempo di lettura: 2 minuti

Ill.mo Preside Sergio Carrubba,

gentilissimi colleghi, componenti del personale ATA del “Galilei – Campailla” di Modica, vi rivolgo questo saluto non sapendo al momento se l’emergenza sanitaria e le norme anti-covid 19 ci consentiranno di poterci vedere di presenza.
Oggi 31 agosto 2020, è il mio ultimo giorno di servizio e domani vado in pensione. Per me è un giorno con una doppia semantica: da una parte si prospetta davanti a me il prosieguo di un nuovo percorso di vita, che mi auguro possa uscire totalmente dalla fase che sta attraversando a causa di problemi di salute e darmi nuove gioie e soddisfazioni aperte alla speranza di nuovi traguardi; dall’altra si fa in me più concreta, col mio pensionamento, la consapevolezza del lasciare, dopo 40 anni, un luogo che, da ora in poi, rappresenterà per me una “domus memoriae” nella quale rivedere i filmati della mia storia e sentire il respiro degli anni più significativi della mia vicenda umana, culturale e professionale.
Le parole che vi rivolgo non sono di circostanza; tutt’altro, essi portano dentro un gioviale ricordo, perché con il mio congedo lascio un Istituto, l’unico in cui ho insegnato (cosa davvero rara), e che ho percepito come la “mia seconda casa”. Voglio salutarvi con “le parole del cuore”, quelle che soltanto il cuore può capire e dire, quelle che ho sempre utilizzato quando ho avuto l’onore e l’onere di doverle rivolgere, nel saluto di pensionamento, a Presidi dei quali sono stato collaboratore nel tempo, come il compianto Nino Maltese (1990) e il caro Salvatore Lucifora, nonché a quei colleghi che progressivamente hanno raggiunto, tra gli anni ’80, ’90 e 2000, il meritato riposo: mi riferisco a Ciccio Lauretta, Concetta Maltese, Lina Cappello, Saverio Terranova, Giuseppina Caligiore, Ettore Branca, Giuseppina La Terra, Teresa Algieri, Anna Cartia, Laura Cassarino, Giovanni Garofalo, Franca Catania e Caterina Modica. Alcuni sono già passati ad altra vita.
Ho cercato in tanti anni di attività scolastica di servire la scuola sia con la funzione docente, sia come collaboratore e vicario dei Presidi che si sono succeduti dal 1980 ad oggi(i già citati Nino Maltese e Salvatore Lucifora, Tullio Sammito e Sergio Carrubba), sia con i vari incarichi elettivi di componente del Consiglio di Istituto e della Giunta esecutiva, di funzioni obiettivo, di componente del comitato di valutazione dei docenti, nonché con progetti vari, ultimo dei quali l’Udienza al Quirinale del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 16 marzo 2017, attraverso i quali ho cercato di dare il mio contributo nel trasmettere agli allievi i valori e gli ideali dell’umanesimo e della cultura cristiana, facendo mie le parole di Faber quando afferma che “Il dono d’un sorriso rende felice il cuore: arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona”.
Sono grato a tutti i Presidi che si sono succeduti in questi 40 anni per la fiducia e la stima manifestatami nella attività di collaborazione, nonché ai docenti che lungo gli anni mi hanno eletto mostrandomi apprezzamento, sia al personale Ata, e in particolare agli alunni, ai quali ho dedicato le mie energie professionali, umane e spirituali, messe in campo nell’attività didattica, nei viaggi d’istruzione, nei gemellaggi, in progetti culturali, iniziative scolastiche che hanno permesso alla nostra scuola di essere sempre apprezzata nel nostro territorio e oltre.
Ho cercato in questo quarantennio di servizio di svolgere “un lavoro visibile ed un lavoro invisibile”, come direbbe lo scrittore francese Victor. Hugo; visibile perché non ho lesinato di farmi carico di molte incombenze e fatiche che il Miur ha introdotto nella scuola, ma anche di un “lavoro invisibile” teso a smussare angoli, a creare sinergie e scelte condivise, grazie anche alla consapevolezza di aver capito che “il lavoro – come diceva Paolo VI – è umano solo se resta intelligente e libero” . So che l’attività didattica e scolastica mi ha dato tante gratificazioni, in mezzo anche a fisiologiche critiche; in ogni caso ho cercato sempre di superare con tenacia ogni ostacolo, guardando la realtà in faccia. Chiedo scusa a tutti per i miei mancamenti; se si sono verificati, vi assicuro che sono stati totalmente involontari e mai finalizzati a ledere la dignità e i diritti degli altri. Ho sempre cercato di applicare alla mia esperienza umana e professionale le tre regole di lavoro di Albert Eisten: 1)Esci dalla confusione, trova semplicità; 2) Dalla discordia, trova armonia. 3)Nel pieno delle difficoltà risiede l’occasione favorevole. ( https://aforismi.meglio.it/aforisma.htm?id=236f)
Diceva S. Agostino: “Non prius collocato animo”, e lo diceva a proposito della necessità di preparare l’anima degli ascoltatori prima di dare un insegnamento. Ebbene, come un buon agricoltore mi sono sforzato in questi lunghi anni di preparare il terreno delle mie relazioni per rendere il mio servizio alla scuola e ai colleghi, umano e cordiale, e per porre in essere con le mie classi un sereno dialogo educativo prima di seminare i contenuti culturali della mia disciplina, tirando fuori con pazienza quel piccolo seme di conoscenza anche da quegli alunni meno dotati nell’apprendimento, adattandomi al cammino della classe.
Sono lieto di aver contributo a far nascere negli anni ‘80 l’attuale sede del Liceo Scientifico quando era Preside Nino Maltese, di cui fui collaboratore dal 1985, appena ventisettenne, fino al 1990; di aver dato il mio apporto per evitare l’accorpamento della sede del Liceo Scientifico, nonché per la costruzione di sei nuove aule sotto la presidenza di Salvatore Lucifora.
Mi vengono in mente le parole del grande Cicerone, che diceva:“Ricordati che mieterai secondo quanto hai tu stesso seminato”.
Certo sono gli altri a dover dire se ho seminato bene, ma proprio in questo anno del mio pensionamento posso testimoniare che mi ha sorpreso e giovato aver trovato tanta competenza, professionalità e affetto per i miei bisogni di salute in tanti ex alunni che mi hanno curato ed assistito, telefonato e incoraggiato, e che colgo questa occasione per ringraziare pubblicamente.
Mi scuso, cari colleghi, per questa digressione, ma ne sentivo la necessità, anche perché non immaginavo minimamente che l’anno della mia quiescenza dovesse riservarmi una precaria condizione di salute. Ringrazio Dio per essermi stato vicino e spero di raggiungere la mia piena autonomia.
Vi saluto prendendo a prestito le parole di Kafka quando dice che “chiunque conserva la capacità di cogliere il lato bello della vita non sarà mai vecchio”: ebbene lasciando la scuola , voglio portare con me il lato bello del quarantennio della mia vita scolastica, lascandomi alle spalle problemi o situazioni che il tempo consegna all’oblio.
Grazie ancora a tutti voi,
a voi presidi ,da cui ho imparato tante cose nel governo della scuola;
a voi colleghi di ieri e di oggi , che siete stati compagni di viaggio del mio cammino e in particolare a quei docenti degli anni ’80 che mi hanno aiutato a divenire adulto essendo entrato in questo Liceo molto giovane;
a voi del personale Ata di ieri e di oggi, che mi avete aiutato nella gestione della scuola;
a voi tutti alunni di ieri , che avete raggiunto meravigliosi e rilevanti traguardi, e di oggi, che avete davanti un lungo cammino di crescita e di sogni.
Il mio saluto giunga ad ogni componente scolastica; vi auguro ogni bene e vi lascio con i versi di una mia poesia:

Rimane l’attimo di parole gioviali:
poi guardiamo lontano verso la collina
dove gli alberi attendono il riposo dei passeri;
viaggiamo tra speranza e nostalgiche memorie
fin quando un giorno oltrepasseremo la siepe.

Viviamo appesi ai fili del mistero,
uomini in terra straniera. Ora tizzoni accesi
ora petali di rosa sbocciata; ora cavalli furibondi
ora profeti di nuove speranze, fin quando oltre
il fuoco la nostra sorte non sarà decisa.

Con affetto
Domenico Pisana
Modica, 31 agosto 2020

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