Consiglio comunale. Passa la razionalizzazione delle partecipate

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MODICA.  Surrogata, per l’ennesima volta, la consigliera Ivana Castello nella quarta commissione e per l’ennesima volta si è dimessa dalla carica elettiva. Ritirata e rinviata l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti: alcune delibere vanno integrate e altre meglio definite. Approvata a maggioranza la razionalizzazione periodica delle partecipazioni societarie possedute e respinta, sempre a maggioranza la mozione a firma del consigliere Marcello medica sull’aiuto alle fasce deboli per il pagamento del tributo comunale con la forma del “Baratto Amministrativo”.

Presenti quindici consiglieri, i lavori d’aula si aprono con una comunicazione del consigliere Giovanni Spadaro in ordine alla notizia che riporta che una delle ubicazioni della discarica comprensoriale si trova nel territorio di Modica e valuta che sia necessaria fare una discussione nel civico consesso aperto e quindi calendarizzare l’appuntamento.

La consigliera Ivana Castello propone di concordare, sull’argomento, un coinvolgimento dei presidenti del consiglio comunale dei Comuni del comprensorio per un momento di confronto atteso che sono cointeressati alla problematica.

Il consigliere Tato Cavallino solleva il problema del Corona virus dove si sa che la Cina ha rapporti con gli abitanti del continente africano e molti extracomunitari sbarcano a Pozzallo.

L’ultimo sbarco è stato più lungo e attento e allora si pone un problema dei controlli e dell’applicazione dei protocolli previsti a cominciare dalla quarantena, considerato che il Maggiore di Modica è l’avamposto del controllo sanitario del territorio..

Il consigliere Marcello Medica si dichiara d’accordo con la proposta di convocazione di un consiglio comunale aperto sulla scelta del sito della discarica comprensoriale.

Rileva che tramite una comunicazione pec ha saputo di un’iniziativa tendente a fare uso delle emissioni 5G e chiede su questo un’attenta vigilanza.

Il consigliere Daniele Scapellato parla di una task force al Ministero della Salute che monitorizza tutte le situazioni in atto. In provincia c’è un’attenzione massima sulla problematica del corona virus con un percorso già stabilito e non prevede nel caso di eventuali soggetti infetti un ricovero all’interno delle struttura ospedaliera. C’è un protocollo ben preciso da seguire e si può stare tranquilli sotto questo punto di vista.

Il sindaco Abbate ribadisce che l’assessore regionale alla Sanità ha emanato una direttiva con la quale tutti i presidi sanitari si attengono. L’attività del Ministero della Salute e della Regione siciliana è garantita attraverso protocolli ben precisi. I sindaci, massime autorità sanitarie locali, non hanno alcuno strumento per intervenire su questo tema. Si può fare una comunicazione agli organi preposti e proporrà alla prefettura la costituzione di un tavolo ad hoc per affrontare questa problematica.

Per quanto riguarda le emissioni 5G si chiede del perché il movimento cinque stelle che è al governo non interviene. Invece si vuole dotare ogni famiglia del nuovo sistema emissivo. A Roma si propone e si dispone, a Modica che il movimento è opposizione si vuole fronteggiare questa iniziativa. Così non funziona certamente.

Il consigliere Piero Covato chiede e ottiene una sospensione dei lavori d’aula di dieci minuti per un raccordo sulla trattazione degli argomenti posti all’ordine del giorno.

Alla ripresa dei lavori sono presenti quindici consiglieri e il civico consesso affronta la surroga dalla quarta commissione della consigliera Ivana Castello.

Votanti quattordici consiglieri. Ottengono voti: Ivana Castello voti sei, Lucia Ingarao, un voto   le schede bianche sei e  una nulla.

Ivana Castello è eletta a componente della quarta commissione consiliare.

La delibera di surroga è approvata con tredici voti  favorevoli e un astenuto.

È votata l’immediata esecuzione dell’atto con tredici voti favorevoli e due astenuti.

La consigliera Ivana Castello presenta in aula presenta le dimissioni dalla quarta commissione.

Si passa all’approvazione dei verbali delle sedute precedenti. Si registra che nella delibera 101 del 29 ottobre 2018 non sono stati inseriti alcuni emendamenti e che ora fanno parte integrante dell’atto cosi come certificato dal segretario generale dell’ente. Approvando il verbale nei fatti si approva la delibera con le successive integrazioni. Non sono votate stasera e stralciate dai verbali le delibere tredici del 14 febbraio del 2019 e la 126 del 2 dicembre 2018. La consigliera Ivana Castello chiede il termine entro il quale vanno approvati i verbali delle sedute precedenti rispetto all’adozione dei relativi atti. Il consiglio comunale per un esame tecnico della questione è sospeso. Alla riapertura dei lavori sono presenti in aula diciassette consiglieri.

La segreteria generale informa il consiglio che e nella seduta successiva l’approvazione dei verbali anche se non è un obbligo. Comunque sarà reso nota una informativa e una spiegazione in ordine ai tempi di approvazione dei verbali delle sedute precedenti.

La consigliera Ivana Castello valuta insoddisfacente la risposta data dal segretario generale per cui chiede il ritiro del punto.

Sulla decisione di ritirare o meno il punto si registra un’altra sospensione di seduta chiesta dalla consigliera Rita Floridia. Alla ripresa dei lavori sono presenti diciotto consiglieri.

La consigliera Rita Floridia valuta, dopo aver avuto un confronto, che si vada al rinvio del punto.

Il presidente Minioto valuta necessaria una conferenza dei capigruppo alla presenza del segretario generale per stabilire una regola chiara e definita in ordine alle procedure che accompagnano questo argomento.

Si passa al punto relativo alla razionalizzazione periodica ex art. 20 del D.Lgs 19/8/2016 n° 15 e successive modificazioni delle partecipate societarie possedute e relative determinazioni.

Le amministrazioni annualmente entro la fine dell’anno, con proprio provvedimento (l’atto di giunta è il n° 317 del 30 dicembre 2019) sono obbligate ad una revisione periodica delle proprie partecipazioni detenute in società, sia direttamente sia indirettamente predisponendo ove ricorrano i presupposti, un piano di riassetto per la loro razionalizzazione, fusione o soppressione, anche mediante messa in liquidazione o cessione.

Si da atto che a seguito della revisione straordinaria delle società partecipate detenute dal Comune di Modica, la società partecipata “So.Svi.srl” è stata posta in alienazione, mentre la società “Distretto Turistico del SUD-EST Scrl” e il “Consorzio per le Autostrade Siciliane SPA(CAS)” sono state poste in cessione e per dette società si è dato inizio alle procedure amministrative di “alienazione e cessione”.

Le società individuate di cui l’Ente detiene le partecipazioni sono sei e sono: Terre della Contea S.Ca.R.L. (partecipazione del 15,89 %); ATO Ragusa Ambiente S.p.A. in liquidazione (partecipazione pari a 16,935%); S.R.R. – Servizi Rifiuti ATO 7 Rg (partecipazione al 16,935%); Multiservizi s.r.l. in liquidazione(partecipazione al 100%); Servizi per Modica s.r.l.(partecipazione al 100% che viene mantenuta); Società A.T.O idrico – Ambito territoriale Integrato – Ragusa in liquidazione (partecipazione al 15,89%).

L’Assessore al Bilancio, Annamaria Aiello relazionando sul punto riferisce che c’è un allegato esplicativo sulle sei società compartecipate che vengono illustrate  nelle loro composizioni.

La consigliera Ivana Castello precisa che la razionalizzazione avvenga entro il 31 dicembre 2019 e questo non è successo e quindi arriva in consiglio comunale con ritardo; termine perentorio in quanto si prevede una sanzione tra 5000,00 e 500.000,00 Euro.

Non essendo stata approvata in tempo e non può essere la giunta a farlo atteso che l’esecutivo non sostituisce il consiglio.

Valuta poi che la SPM sulla scorta di diversi atti deliberativi del 2016 e del 2017 si può affermare che non sono stati raggiunti gli obiettivi fissati, già nel 2015, in tema di razionalizzazione per evitare le perdite delle medesime. Chiede se gli obiettivi sono stati colti nel 2018 e del perché negli anni 2016 e 2017 non sono stati colti i traguardi che si erano annunciati.

Il consigliere Tato Cavallino rileva di essere rimasto stranito il fatto e che la SPM non ha ancora un bilancio 2018 e si attende che si faccia. Si tratta di un atto di negligenza dell’amministratore unico e nessuno dice niente. Come si può votare l’atto rispetto a questo stato di cose. Cosa si dirà alla Corte dei Conti? Allora valuta che questo è un atto che non si può votare.

L’assessore Annamaria Aiello sostiene che non è stato detto che l’atto è stato approvato nei termini previsti; si è avuta la convinzione che dovesse essere la giunta ad approvarlo. L’approvazione oggi dell’atto non è posta nelle condizioni di subire il termine perentorio, considerato che l’argomento è già in consiglio comunale.

I risultati conseguiti dalle società non sono influenti rispetto allo stato di fatto delle singole partecipate di cui il MEF è andato informato e non si è registrato sinora alcun rilievo. La norma non parla di bilanci precedenti e se è stata approvata la razionalizzazione delle società in precedenza anche quest’anno avranno la stessa sorte.

Il Ministero ha bisogno di sapere lo stato di fatto delle partecipate. Quindi anche in assenza di bilancio si può fare la razionalizzazione. Questo dice la norma. La SPM peraltro ha fatto avere la situazione contabile e questo basta.

La consigliera Ivana Castello sottolinea che è necessario avere un piano di razionalizzazione che poi va perseguito entro il 31 dicembre dell’anno successivo le amministrazione devono approvare evidenziando i risultati conseguiti da comunicare alla Corte dei Conti. Nelle delibere relative alla razionalizzazione delle partecipate del 2016 e del 2017 l’assessore Aiello rileva che gli obiettivi non sono stati raggiunti.

Ribadisce che la razionalizzazione delle partecipate va fatta entro il 31 dicembre dell’anno successivo questo lo dice le legge ponendo come pena le sanzioni.

Il sindaco nella replica sostiene che il dibattito su questi tempi finanziari è sempre lo stesso e comprende l’atteggiamento della consigliera Castello che fa la sua politica. Rileva che gli atti sono dotati di tutti i pareri degli organi competenti come prevede la legge e i regolamenti e quindi mettere in giro cose non vere si crea solo confusione.

Ricorda che in ottobre in consiglio furono varate due nuove società per facilitare la razionalizzazione dei servizi resi dall’ente e nessun rilievo dopo i sessanta giorni è arrivato al Comune e quindi si andrà avanti sulla scorta dell’atto.

Al consigliere Cavallino ricorda che la SPM è una società che contava 110 dipendenti e che costava quattro milioni l’anno e oggi ne costa la metà. A questo punto è meglio non ricordare il passato. Quest’amministrazione ha lavorato per non licenziare alcuno così come al contrario avevano deciso altre amministrazioni.

Tutto oggi è stato fatto sulla scorta che la legge prevede.

Per le dichiarazioni di voto il consigliere Tato Cavallino si dichiara non convinto delle tesi dell’assessore Aiello e quindi voterà contrario rimanendo ferro nelle sue posizioni peraltro già espresse.

La delibera è approvata a maggioranza con dodici voti favorevoli, quattro voti contrari e un astenuto.

La delibera è dotata dell’immediata esecutività con tredici voti favorevoli, tre contrari e due astenuti.

Si passa alla discussione sulla mozione a firma del consigliere Marcello Medica avente ad oggetto: Aiuto alle fasce deboli per il pagamento dei tributi comunali con la forma del baratto amministrativo ai sensi dell’art 24 della legge 164/2014.

La norma prevede che i comuni possono deliberare riduzioni, esenzioni di tributi a fronte d’interventi per la riqualificazione del territorio, da parte di cittadini singoli o associati. Questi interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze strade ovvero inerenti al decoro urbano, recupero e riuso di aree e beni immobili inutilizzabili. Peraltro la mozione rimarca il fatto che attesa la crisi economica che colpisce numerosi nuclei familiari, alcune fasce sociali di cittadini hanno più volte chiesto, non essendo nella condizione di pagare i tributi, di poter svolgere servizi di pubblica utilità al fine di adempiere al pagamento dei tributi. Questa forma di baratto amministrativo presenta un doppio vantaggio: un utente in difficoltà che paga i tributi e dall’altra lente potrà usufruire di una forza lavoro con la consapevolezza che l’utente mettendosi a disposizione della propria comunità si renderà utile.

Nella mozione il proponente sottolinea l’esigenza di attuare quanto previsto dalla norma e di definire un

Regolamento comunale che introduca la possibilità del “Baratto Amministrativo” in ordine alla collaborazione tra cittadini e amministrazione.

Il consigliere Tato Cavallino si dichiara favorevole a questa mozione e già nel 2015 aveva presentato un’interrogazione e il sindaco e l’assessore Floridia avevano affermato che gli atti sarebbero stati predisposti.

La consigliera Rita Floridia ricorda che appena uscita la legge ci si è attivati per renderla applicabile.

Illustra tutto l’iter che è stato fatto compreso un tavolo di confronto. Ci si è accorti però che i tributi non possono essere pagati con il Baratto atteso le procedure che si dovevano mettere in atto, rendendolo nei fatti impraticabile.

L’amministrazione ha deciso invece di fornire degli sgravi e sussidi a persone bisognose, interventi a favore dei disabili. In realtà sono pochi i Comuni che hanno praticato il Baratto.

La consigliera Lucia Ingarao illustra la sua contrarietà alla mozione. Valuta una mortificazione per le persone che gratuitamente devono svolgere il servizio. Ci sono procedure e aspetti che vanno vagliati come la sicurezza e il tipo di rapporto di lavoro con l’ente e nessuno ha intenzione di creare nuove precarietà.

Il sindaco Abbate rivolgendosi al consigliere Medica dice che la legge è del 2014 e registra che poi  arriva qualcuno nel 2020 che dice di cosa si tratta: come se nessuno ci avesse mai pensato prima.

Non si creda che tutto ciò che si decide in parlamento poi i sindaci devono applicare al di là delle difficoltà procedurali che si porta dietro una materia come questa. Queste misure sono state applicate in pochi comuni con pochi abitanti. A Modica ci sono 26mila famiglie e lo studio fatto per applicare questa legge ha suggerito di mollare l’iniziativa. Basta pensare alle contribuzioni a favore di questi cittadini che sarebbero a carico della collettività; poi quante ore e quali lavori devono fare queste persone. Ci sono situazioni non chiarite.

Misure andrebbero fatte a beneficio delle aziende con il ritorno di opere rispetto alle somme importanti di credito che i comuni vantano nei confronti di queste imprese. Non c’è alcuna ostilità di questa maggioranza a varare l’atto ma si tratta di un diniego che trova fondamento nel percorso già fatto e approfondito sin dal 2014 e nel convincimento che questa non è una strada da perseguire.

Il consigliere Marcello Medica valuta che i pochi comuni che hanno attuato questa legge sono dei comuni virtuosi. Valuta che si sta sprecando un’occasione.

La mozione è respinta con cinque voti favorevoli, quattro contrari e sette astenuti.

Esaurito l’ordine del giorno la Presidente Minioto scioglie la seduta.

L’Ufficio Stampa

 

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