Cgil Ragusa: “Polizia Locale più compiti. E garanzie?”

“Si incrementano compiti e funzioni in capo alla Polizia Locale, ma ci si dimentica il bisogno di risorse e di investire di più sul personale interessato da parte del governo, sia a tutela dei cittadini sia a tutela di chi quotidianamente svolge servizi pubblici”.

E’ questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’accordo siglato di recente dal ministro dell’interno Luciana Lamorgese e il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro, sul coinvolgimento delle polizie locali nei servizi di polizia stradale e sulla viabilità urbana.

“Non possiamo – denuncia il  Segretario Generale FP CGIL Ragusa,  Nunzio Fernandez – che prendere atto, ancora una volta, che sindaci e governo sembrano sottovalutare le molteplici funzioni e attività in capo alla Polizia Locale, che già si occupa da sempre di attività di polizia e sicurezza stradale anche in virtù di protocolli locali tra le varie forze di polizia. Così come il Ministero dell’Interno sembra dimenticare che esistono anche le Polizie Metropolitane e Provinciali che si trovano ad assolvere tali attività”.

Con il D.L. 14/2017, di fatto, si è lasciata precipitare la polizia locale, investita di eccessivi carichi di lavoro e di responsabilità, in un contesto di agire e di rendere conto delle azioni poste in presenza di risorse scarse o del tutto assenti. La prassi operativa ha, di fatto, finito per porre in essere una serie di attività, responsabilità e pericoli che non sono ascrivibili di una funzione di Polizia Locale, piuttosto ricadenti nell’ambito degli appartenenti alle forze dell’ordine stricto sensu.

In questo vero e proprio smontamento di ruoli, responsabilità e dinamiche organizzative, la Polizia Locale è stata investita totalmente di compiti e funzioni, spettanti ad altre agenzie della sicurezza, quelle inserite nella legge 121/81. “All’interno di siffatta cornice normativa, i corpi di Polizia locale  del territorio ibleo sono stati costantemente impegnati ad assicurare lo svolgimento di concerti, spettacoli, sagre, manifestazioni religiose, movida giornaliere e notturne, controlli commerciali e annonari, randagismo, in un contesto, purtroppo teso a sottoporre la struttura organizzativa ad uno stress implosivo.

Ma tutta questa frenesia di attività operativa va confrontata con la realtà fattuale del servizio di polizia locale, che in tutti i contesti della nostra provincia trova una costante comune nella carenza di Personale.

“Nel comprensorio di Vittoria, ad esempio, – aggiunge Fernandez –  solo di recente, grazie allo scorrimento di una precedente graduatoria, sono state immesse in servizio otto unità, che a breve completeranno il periodo di prova, raggiungendo, quindi, il numero di circa 50 unità, ben lontani quindi dal rapporto di un vigile ogni 650 abitanti. Da un così limitato organico, com’è ovvio che sia, diventa problematico strutturare i servizi in maniera ottimale, senza considerare, che nel corpo di Polizia Locale di Vittoria l’età media, malgrado i nuovi arrivi, risulta particolarmente alta.

A testimonianza di quanto sopra evidenziato, nei giorni scorsi, sono iniziate alcune operazioni interforze e mentre sul piano della sicurezza le altre forze di Polizia, sono ben supportate, la stessa cosa non è possibile dire degli agenti di Polizia locale (Giubbotto antiproiettile, kit notturno catarifrangente), senza considerare che alcuni poiché non ancora in possesso della qualifica di agente di P.S., sono pure disarmati.

Purtroppo il ridotto numero di agenti, la peculiarità del nostro territorio, caratterizzato da un alto numero di reati, certamente induce ad una attenta riflessione sulle strategie di contrasto alla criminalità e sulle aspettative di sicurezza degli agenti nell’espletamento dei servizi assegnati.

L’ultimo episodio, che riguarda una sparatoria con feriti avvenuta alle prime ore dell’alba dell’11.01.2020, nella centralissima Piazza del Popolo, induce ad una riflessione sulle misure di sicurezza adottate per garantire l’operatività degli agenti. Solitamente in tale contesto operano singole unità e nel caso vi siano impegnati gli ultimi assunti, si tratta di agenti disarmati, tale contesto, purtroppo, favorisce una condizione di forte vulnerabilità, non vogliamo nemmeno pensare cosa sarebbe accaduto se tale evento criminoso, fosse accaduto nella mattinata, in presenza degli operatori di Polizia Locale e sicuramente un maggior numero di cittadini.

La nostra vuole essere una critica costruttiva, riteniamo si debba garantire una maggiore sicurezza agli operatori di Polizia Locale, il Personale deve essere messo, sempre, nelle condizioni di potersi difendere e garantire tutele verso i cittadini.

Servono risorse, così come serve superare le carenze di personale e potenziare le assunzioni in questo settore e attuare  misure concrete e necessarie per incrementare lo scambio informativo e l’interconnessione tra le sale operative delle forze di polizia, prestando ascolto all’istanza che viene da tempo dal sindacato e dagli operatori”. “Così come inascoltate sono state fino ad ora le nostre richieste di liberare le risorse dell’art. 208 del Codice della Strada dal tetto al salario accessorio imposto dall’art. 23 del DLgs 75/2017 che potrebbero effettivamente consentire di ampliare e rafforzare le tante attività da garantire sul territorio”.

Infine, “vorremmo fosse prestata la dovuta attenzione alla necessità ormai ineludibile che sia adottata la legge di riforma dell’ordinamento della Polizia Locale e il riconoscimento delle tutele assistenziali, infortunistiche e previdenziali che competono ai lavoratori che svolgono funzioni e attività gravose e rischiose e che oggi continuano ad essere gli unici senza tutele a fronte del continuo incremento di compiti attività”.

Ci rendiamo conto che molte risposte alle nostre evidenze, non competono alla Governance locale, ma siamo fermamente convinti che nella nostra realtà sia possibile migliorare sensibilmente la condizione lavorativa dei nostri operatori, attraverso: la predisposizione di turni più concilianti con la vita privata in coerenza alla vigente normativa contrattuale, l’impiego di maggiore risorse atte a garantire standard di sicurezza adeguati, nuove assunzioni, finanziamento del Piano di miglioramento dell’efficienza dei servizi di Polizia Locale, di cui all’art. 13 comma 2 della Legge Regionale 1 agosto 1990 n. 17, le cui risorse sono comprese nel Fondo Perequativo, in atto non finanziato da diversi anni”.

 

 

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