IN PUNTA DI LIBRO…di Domenico Pisana. “Sotto la pioggia”: la raccolta del poeta bulgaro Bojcev

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Un “canto d’amore e d’affetti” che si offre al lettore come carezza di vita appare la silloge di Bisser Bojcev, poeta di origine bulgara, dal titolo “Dopo la pioggia”, Eurocom Sofia, 2018.
L’autore, affermatosi al XXV Concorso Letterario Internazionale “Città di Ancona”, incentra la sua versificazione sulla tematica dell’amore, realtà senza dubbio dominante in tutta la storia della poesia, e che Bojcev esalta e trasfigura nel volto della bellezza femminile:

“…Ed ecco l’incontro – un lampo, un tuono,
che le tue tracce piano cancellano,
sparisci lontana, sei persa,
ma sempre così bella
come in questo giorno,
come in questo verso.
(Dopo la pioggia)

Che cos’è l’amore per il poeta bulgaro? Non è solo un sentimento, né una percezione psicologica, ma una contaminazione armonica tra natura e realtà; il poeta, infatti, trasfigura la relazione d’amore ricorrendo ai pianeti e ad elementi naturalistici come la “riva” e “il mare” che diventano partner:

“…Durante il tramonto e la luna piena
la riva è lei, lui è il mare
che si muove agitato, profondo
e la trascina verso il fondo.
(Una foto di ombrellone e sabbia)

La poesia di Bisser Bojcev conosce tutte le connotazioni proprie dell’amore; quelle naturalistiche e quelle che lo esprimono nella sua dimensione del filia greco, ossia dell’amicizia che “canta, respira e brilla” tra la gente, che sa distruggere l’odio che nasce “dal coraggio di perdonare” e dalla consapevolezza che c’è un orizzonte indicibile e inafferabile ove sboccia l’amore: “lì sboccia l’amore e brilla grande / quando se ne va la pioggia ed ecco: / l’arcobaleno è sopra la casa natale”. Quel “li” indica un guardare oltre l’amore umano e l’ aprirsi ad una “visione agapica” dell’amore, ove la Trascendenza diventa dono di grazia e reciprocità d’amore incondizionata: “…E Dio ci perdona gli sbagli, i peccati, / e l’acqua è un dono naturale; il mondo cambia, esso rimane intatto – / l’arcobaleno sopra la casa natale.”, in L’arcobaleno sopra la casa natale.
Dentro la meditazione sull’amore si trovano domande profonde che Bisser Bojcev essenzializza in un poetica ove i suoi versi si dispiegano con la semplicità del cuore. “Può esistere al mondo l’uomo senza la donna?” si chiede il poeta, e così si addentra nel vortice di un sentimento che prende la sua anima con stupore e calore e che diventa svelamento della sua dimensione interiore, della sua passione travolgente come nel caso della poesia “Donna” :

Sempre bellissima,
rara, tenerissima
tu sei un’ onda nel mare agitato,
una fiaba dalla neve creata.
Tu sei l’ispiratrice che benedico
delle guerre antiche.
Tu sei come una fragile viola,
un peccato senza dolore.

Tu desideri tutto, vezzeggiata,
ma anche doni tanto, amata.
La ruggine trasformi in oro,
l’oro poi polvere diventa e puoi farlo tu sola. /
La vita i tuoi capricci cimenta,
la vita esige i tuoi abbandoni
ma la vita porta ai tuoi sogni…
(Donna)

Nulla ha valore, per il poeta bulgaro, quanto l’amore, se è vero che nella poesia Caleidoscopio egli scrive: “la fama, il potere, il denaro / perdono valore al confronto / della passione ardente che ci porta colmi di sogni / verso il Vecchio olmo”. E così, amare qualcuno non è solo una forte estensione del sentimento, ma è una scelta, una promessa, un impegno; l’amore è la risposta al senso dell’esistenza, e l’umanità senza amore avrebbe il respiro corto e flebile.
In questa silloge Bisser Bojcev sembra rimarcare fortemente l’idea che “l’amore aiuta a vivere” – direbbe Mario Luzi – , e che si completa nella dimensione dell’eros greco, che non è solo attrazione fisica ma un amare dall’essenza del proprio essere e un sentire l’altra persona dall’essenza del suo essere. Nella poesia Una cosa naturale i versi dell’autore conducono nella direzione di un amore che non è solo una sensazione che viene e va, non è un insieme di sentimenti che come “le stagioni sono variabili”, ma una fusione di due polarità creative ove – dice Bojcev – “due baci saranno indimenticabili”, perché la dimensione erotica dell’uomo non è una mera ricerca o appagamento del piacere ma l’espressione di ciò che è difficile confessare, ecco perché dice il poeta in un verso:

…È facile avere sentimenti, è difficile confessarli all’amata.

Questa silloge, dunque, non è una mera esaltazione romantica dell’amore, ma una ri-espressione esistenziale della visione della bellezza interiore e fisica di un sentimento che giunge al lettore con delicatezza estrema e senza scadere in sdolcinature o volgarità; al contrario, troviamo che il poeta si fa cantore di un amore concepito come forza che trasforma anche il modo di vivere, una forza che, se ben orientata, spinge ad essere migliori e a compiere grandi cose. Insomma, la visione cosmica di un amore che suscita stupore, meraviglia e al quale il poeta, con una metafora, attribuisce nella lirica che chiude la raccolta, perfino la capacità di fermare anche i terremoti:

Sull’orlo, dove si può strappare
il filo esile della vita
c’è qualcuno capace di fermare
quel terremoto –
esistono l’amore e la speranza infinita.
(Sull’orlo)

Bisser Bojcev con questa raccolta poetica sa dare il suo mondo interiore con un deciso dominio stilistico, sa esprimere un’ attenta, riflessiva e vigorosa concentrazione della materia creativa; i suoi versi scavano nel mondo della reciprocità affettiva, colgono i lineamenti essenziali e più segreti dell’anima, scandiscono le fasi dicibili e indicibili dell’amore, pronunciandone anche i momenti di dubbio e di solitudine. Una raccolta, insomma, che si percepisce come – direbbe Dacia Maraini – “un bisbiglio di voci di fresche primavere”, e che riesce a dirci che anche l’amore umano è sempre un mistero, un abisso, ma bisogna attraversarne il cammino “sotto la pioggia”, per giungere verso orizzonti di rinascita e di nuova ispirazione.

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