Khamenei a Trump: “ora prepara le bare”….l’opinione di Rita Faletti

17
1435

La notizia trasmessa ieri con preoccupazione da tutte le emittenti del Pianeta, la più sensazionale in ordine cronologico dopo l’uccisione di Osama bin Laden in Pakistan nel 2011 e di al-Baghdadi in ottobre, riguarda un’altra uccisione. Fuori dell’aeroporto internazionale di Baghdad, un missile lanciato da un drone americano MQ-9 Reaper, colpisce un veicolo sul quale sta viaggiando nientemeno che il generale Qassem Suleimani, l’uomo più influente dell’Iran, una sorta di alter ego dell’ayatollah Khamenei. Subito dopo, Trump posta l’immagine della bandiera a stelle e strisce. Nessun commento. La bandiera americana è, da sola, messaggio forte e simbolo: di vittoria e di ristabilimento dell’ordine. Quello che in politica estera è sfuggito di mano a partire dall’Amministrazione Obama, viene riacciuffato e ricollocato al suo posto nella scacchiera geopolitica, in un’ottica di riequilibrio tra forze esterne e tra forze esterne e interne. Il controllo e il mantenimento di quell’equilibrio è affidato agli Stati Uniti. Che piaccia o meno riconoscerlo, se oggi l’Europa è un continente libero lo deve alla Gran Bretagna e al suo alleato naturale, senza i quali una raccapricciante svastica nera sostituirebbe le rispettive bandiere nazionali del vecchio continente. Fu Winston Churchill a chiedere a Roosevelt, allora presidente degli Stati Uniti, di intervenire in Europa per aiutare gli alleati minacciati da un pazzo criminale a sconfiggere le forze armate del Terzo Reich che stavano avanzando velocemente e occupando uno dopo l’altro gli stati europei. Anche durante gli anni della guerra fredda e della divisione Est-Ovest, prima del fatale crollo del muro di Berlino, l’America era stata il guardiano delle nostre democrazie contro il totalitarismo. Oggi il nemico è un altro, più pericoloso perché più subdolo, determinato a raggiungere i propri obiettivi senza esporsi direttamente, ma servendosi di milizie locali per eliminare l’ingombro che di quegli obiettivi ostacola o pregiudica il raggiungimento. Oggi il nemico è l’ego nazionalista della Repubblica islamica dell’Iran, che prepara da tempo la propria leadership sulla scena regionale e mediorientale, con ogni mezzo, rimanendo nell’ombra. Iraq e Siria sono di fatto nella sua orbita di potere, Hezbollah nel sud del Libano e Hamas a Gaza dipendono direttamente da Teheran che utilizza i due gruppi terroristici per colpire Israele. La teocrazia iraniana guidata dal suo capo spirituale, Khamenei, non è tenera neanche con gli iraniani che controlla attraverso un apparato repressivo feroce. Figurarsi se il nemico è l’occidente con la sua cultura. In questo contesto, l’eliminazione di Suleimani da parte degli Stati Uniti è vissuta come una grave perdita e insieme un terribile affronto al regime. Un atto di “terrorismo” che va lavato con il sangue. Chi era Qassem Suleimani che il popolo piange e giura di voler vendicare? Uno stratega militare, il più alto grado delle Guardie della Rivoluzione, un combattente spietato e crudele che usava uccidere personalmente i nemici. Carisma e potere, non rappresentazione del potere, ma il potere stesso, grazie al quale era riuscito a creare una rete di collegamento tra gli sciiti in Medio Oriente, dove sono minoranza, e restituire loro l’orgoglio e la fiducia di poter sfidare i sunniti. Iran sciita contro Arabia Saudita sunnita. Per gli iraniani un eroe, ora un martire, per molti altri un macellaio che ha ucciso centinaia di soldati americani in attentati brutali, ha autorizzato un attacco missilistico senza precedenti dall’Iraq contro le raffinerie dell’Arabia Saudita, ha ordinato un attacco con alcuni droni contro il territorio di Israele, ha organizzato 18 attacchi con razzi e mortai contro le basi militari in Iraq. Reazioni? Nessuna. In uno di questi attacchi è rimasto ucciso un contractor americano. Baghdad non ha protestato. Quale l’obiettivo? Sradicare le forze della Coalizione dall’Iraq e avere il dominio completo del paese. Per farlo, Suleimani si è spinto oltre: ha fatto nominare, in maniera discreta, un ufficiale iracheno a lui fedele, come comandante della sicurezza della Zona verde, area supersorvegliata della capitale che contiene anche l’ambasciata americana. Ma c’è anche chi ha gioito dell’uccisione del generale. Una folla di giovani dimostranti a piazza Tahrir, in Iraq, ha iniziato a ballare e manifestare contro il governo corrotto e compromesso con l’Iran, che spudoratamente dichiara di combattere lo Stato islamico. Un’ignobile bugia. In Iraq sono gli americani che continuano a contrastare i miliziani dell’Isis, insieme ai curdi. Minacce di rappresaglia, un progetto nucleare da portare a termine, paesi cui chiedere il sostegno. L’Italia deve subito dire da che parte intende stare. Il prode Di Maio chiede che l’Europa parli con una sola voce. L’Europa dal cuore di coniglio e dal coraggio di pecora, tace. Dovesse rimetterci commercialmente. Violazioni del trattato sul nucleare, violazioni dei diritti umani, minacce a Israele. Niente. Meglio il silenzio, non si sa mai. Unica voce quella di Donald Tusk: bisogna mantenere l’unità transatlantica. Dunque, bene ha fatto il presidente americano a ristabilire l’equilibrio in Medio Oriente e mettere in chiaro che l’America non è disposta a sopportare oltre. Il guardiano del mondo non può accettare che nell’ area più calda del Globo si rompano gli equilibri a causa di velleitarismi egemonici che sconquasserebbero una regione innescando una serie di pesanti conseguenze. Quella gallina stagionata della Nancy Pelosi può strillare quanto vuole protestando che Trump in persona ha ordinato l’attacco senza chiedere l’autorizzazione del Congresso. Sarebbe stato una inutile perdita di tempo. Gli americani, che siano democratici o repubblicani, di fronte alla difesa del loro paese e alla sicurezza nazionale si uniscono, sapendo bene da che parte stare. Mica l’Europa. L’architetto del terrorismo andava eliminato senza chiedere il permesso a nessuno. ritafaletti.wordpress.com

17 Commenti

  1. ‘L’Europa dal cuore di coniglio e dal coraggio di pecora tace’. Saremo noi semplici cittadini europei a brontolare quando andremo a rifornirci alla pompe di benzina!

  2. @ Rita Faletti :
    “L’unica guerra che si vince è quella che non si combatte” .
    Diciamo che Trump sta cercando di parare lo”scacco”in casa con una mossa azzardata in casa altrui .
    Noi abbiamo i”nemici alle porte” . . e non sono siriani , ma turchi .
    Siamo sull precipizio di una guerra mediterranea , che ci vede in primo piano giocoforza coinvolti .

  3. @terrorista
    Ho qualche dubbio sul fatto che l’unica guerra che si vince sia quella che non si combatte. Può capitare che ci si rifiuti di combattere perché si prevede di perdere (l’Iran sa che non può sperare di sconfiggere la più grande potenza del mondo in una guerra frontale, si limiterà a intensificare atti di terrorismo mirati, cosa che peraltro fa da tempo e che l’Europa e l’ONU si guardano dal condannare) o perché non se ne ha la forza o i mezzi. L’Europa certo non è in grado di fare una guerra: non ha un esercito, né la forza morale né ideali da difendere. E’ in piena crisi spirituale e di civiltà, oltre che in totale crisi identitaria. Per combattere contro un avversario devi sapere chi sei. Noi europei abbiamo dimenticato chi siamo e quali sono le nostre radici, e abbiamo preso a odiare noi stessi, sentendoci colpevoli di tutti i mali del mondo. La scristianizzazione è giunta a buon punto lasciando un vuoto che l’islam finirà per colmare. Chesterton diceva che se smetti di credere in Dio, non è che non credi più a niente, perché è lì che cominci a credere a tutto. Aggiungerei, indiscriminatamente. In quanto a Trump, non vedo quale “scacco” debba parare in casa. Le pare forse che i democratici che ne vorrebbero l’impeachment abbiano un’alternativa da proporre? Possono essere davvero convincenti? Per fare un paragone, i dem americani sono altrettanto convincenti di quelli di casa nostra. Probabilmente Trump farà anche il secondo mandato. L’ordine di eliminare il nemico giurato degli Stati Uniti è un ulteriore punto a suo favore. Erdogan. Il Parlamento turco ha autorizzato l’invio di truppe in Libia, per contenere le forze di Haftar e difendere il Governo di Unità nazionale di al Sarraj. In cambio ha ottenuto i diritti di perforazione nel Mediterraneo orientale, che significa ampliamento della sfera di influenza e risorse energetiche. L’Europa è definitivamente fuori dai giochi.

  4. @ Rita Faletti :
    Ripeto : “L’unica guerra che si vince è quella che non si combatte”.
    Lei parla e scrive di geo-politica condotta da personaggi del genere “armatevi e partite”.
    Lei non ha compreso , e di sicuro le sara difficile capire perchè non ha mai combattuto od assistito ad una guerra , od ad una qualche battaglia .
    In una guerra non ci sono ne vinti ne vincitori . . . solo una marea di vittime innocenti .
    Dopo la WW1 , tutto è cambiato , non si fanno più le guerre di posizione . . o le guerre frontali come le napoleoniche battaglie o le guerre di seccessione.
    Il Vietnam ha dato una svolta alla Storia , ma lo stesso avevano fatto i nativi americani qualche secolo prima in America .
    Ma l’umano è tardo di comprensione , specie se ha la mente offuscata da sindromi di onnipotenza da consenso elettorale di “movimenti” (Hitler , Saddam , Erdogan ect) .
    Lo stesso vale nelle battaglie socio-politiche interne alle nazioni , vedi l’Italia con Berlusconi ,Renzi, Salvini e compagni vari . .
    Tornando alle”guerre”: chi ha vinto in Vietnam , chi in Bosnia , chi in Iraq , in Libia ed in tant’altri conflitti ??
    Nelle guerre moderne non ci sono ne vinti ne vincitori , ma solo vittime .
    E per strategie e tattiche di battaglia le vittime sono tra i civili e minimamente tra le truppe coinvolte .
    Vittime innocenti travolti dal”calpestio di elefanti”.
    Vorrei da lei sapere in quale guerra o battaglia vi sono state solo vittime tra i militari fronteggianti ?
    Dalla notte dei tempi a Little Bighorn , ad Hiroshima od in Cis-Giordania o nel Kurdistan od on altri eventi bellicosi le vittime maggiori sono sempre state tra i civili e non tra i belligeranti .
    Mai una vittoria O.K. (Zero Uccisi- 0 Killed)
    Potrei continuare . . . ma spero ora possa aver compreso perchè in una guerra non ci sono ne vinti ne vincitori , ma solo VITTIME .

  5. @ Tutti i naviganti :
    Siamo sull’orlo della WW 3 avente come “teatro belligerante” il mediterraneo sud-orientale .
    Ovvero l’area geografica che val dal medio-oriente all’africa settentrionale all’ europa meridionale .
    E volente o nolente noi italiani ne saremo coinvolti , in modo particolare noi siciliani .
    Notevole è la probabilità di venirne coinvolti a breve termine .
    Considerate che i nostri pseudo-politici sono distratti da battaglie fratricide per il potere , e sarà sempre troppo tardi quando si accorgeranno del fragore violento della guerra .
    E noi subiremo i danni maggiori di un probabile conflitto con relativi esodi di massa multi culturale .
    In caso di conflitto , considerate gli sbarchi passati come delle esercitazioni , quanto potrà accadere sarà tremendamente terribile .
    Potremmo venir travolti da ondate di sbarchi di milioni di umani in fuga .
    E non siamo ne preparati ne coscienti di quanto potrà accaderci .
    Saremo anche noi tra le vittime . . .

  6. Terrorista, anziché scrivere tanto, ogni tanto leggilo qualche libro di storia, vedrai così chi “vince” e chi “perde”.

  7. Riveduto e corretto:
    @Rita Faletti
    Se fossi in lei, indosserei il sacco bianco crociato rosso, e andrei a combattere la guerra santa, ma sono certo che non lo farebbe. I tipi come lei lanciano il sasso e nascondono la mano come il suo articolo dimostra.
    @Ninodixit
    Consiglia a terrorista di leggere i libri, quando lei non capirebbe neanche i fumetti
    @Terrorista
    Non perda tempo in spiegazioni in questo “bar dello sport”, tanto non capirebbero.

  8. A proposito di libri da leggere mi permetto di suggerire ‘Iranyana’ di Robert Baer, Edizioni Piemme. Vi assicuro che apre la mente. Robert Baer è stato un ex operativo della CIA in Medio Oriente.

  9. Grazie per la condivisibile (espressa con chiarezza e lucidità) analisi a Rita Faletti. Condivido il suo pensiero, ma aggiungo che, purtroppo la debolezza dell’Europa e la sua incapacità ad avere un ruolo negli equilibri mondiali è caratterizzata, negli ultimi anni in particolare, da un movimento che tende a scimmiottare un inconcludente sovranismo. Si, un sovranismo finalizzato a frammentare l’Europa in tanti staterelli insignificanti che alla fine verrebbero “mangiati” dal pesce grosso che si chiama Russia o Cina, uno pseudo-sovranismo che non ha nessuna logica e nessun senso, mentre, probabilmente quello che necessiterebbe all’Europa sarebbe una forte coesione ed una unità politica e militare oltre che economica. Ma in Italia, da sempre, figuriamoci ora, questo è assolutamente fuori dalla portata e dal buon senso. Grazie ad incapaci della politica che sono passati dalla vendita di lattine ad affrontare con pietosa leggerezza questioni enormemente più grandi della loro portata e dall’egoismo di un partito del nord camuffato per fare i propri interessi con un irrispettoso egoismo nei confronti della parte più debole del paese.

  10. @ Ninodixit :
    Scommetto che lei non ha neppure svolto il servizio militare . .
    Le consiglio di fare una vacanza sul fronte italo-austriaco , “congelato” ad un secolo fa .
    Poi di visitare il Museo di Kobarid (Caporetto) , e già che c’è visitare la Risiera di San Sabba a Trieste , e fare un salto alla foiba di Basovizza .
    Forse proverà certe emozioni che per sicuro i libri di storia non le hanno mai trasmesso .
    Ripeto : “In guerra non vi sono vinti ne vincitori”.

  11. Il gregge che segue il più forte è servito. Da oggi, anzi da ieri, potrà votare comodamente la lega da casa sua, oggi abbiamo oltre all’on. Minardo anche l’on. Ragusa che vi rappresenteranno in parlamento e all’ars. Votate e fate votare i sovranisti, e poi, un giorno vedrete che cosa avrete lasciato ai vostri figli. Il sovranismo va bene per chi può permetterselo, ma se si hanno e pezze al culo, allora è un atto di stupidità. Vedremo e come sempre spero di sbagliarmi.

  12. Concordo con Sallusti: la pace o la si conquista o la si compra. Senza una forza alle spalle che incuta timore, cioè un’esercito, la diplomazia vale zero. Si vis pacem, para bellum.

  13. @ Rita faletti :
    Concordo anche io con Sallusti .
    Ma bisogna vedere questa Italia quanto “timore” riesce ad incutere in un “Teatro Mediterraneo” .
    Più che comprare , noi ci”svendiamo” in molteplici modi , altro e parlare di conquiste . .
    Allora la Sicilia avrebbe fatto bene , dopo la WW 2 , a diventare una delle stelle dello Zio Sam . .

  14. @ Rita Faletti :
    167 Civili VITTIME di guerra .
    Innocenti morti per cosa ?
    Effetti Collaterali senza bandiera , come in tutte le guerre .

  15. @ cdv
    Cosa c’entra la guerra con l’abbattimento dell’aereo di linea partito da Teheran abbattuto per errore da un missile iraniano per ammissione stessa di Khamenei.

  16. @ Lascia perdere :
    L’aereo è caduto per una fiondata lanciata da un ragazzino , vero ?
    O forse per un dardo vagante , lanciato da una balista , in orbita dai tempi di Alessandro Magno . .

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome

due + sette =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.