Ragusa. Il sindaco Peppe Cassì fa chiarezza sulla riunione dell’Osservatorio turistico

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Le dichiarazioni di Gurrieri e Mirabella sulla riunione dell’Osservatorio turistico di venerdì sono una confusa e pasticciata ricostruzione di chi vuole speculare oppure semplicemente non sa. Risponde per le rime il Sindaco di Ragusa Peppe Cassì
E non solo perché Gurrieri invia alla stampa una nota su una riunione a cui non era nemmeno presente, ma perché pensare che i dati turistici del 2019 possano risentire delle politiche di un’amministrazione insediata a metà del 2018 dimostra scarsa lucidità d’analisi e desiderio di gettarla in polemica.
Desiderio che trova triste conferma nella critica all’investimento che questo Comune ha sostenuto per partecipare alle maggiori Fiere internazionali turistiche del 2019, concluse pochi mesi fa: davvero i due pensano che gli effetti della presenza nelle fiere possano vedersi in contemporanea alle stesse fiere se non addirittura prima che si svolgano? Gravemente pretestuoso parlare di “disastro”, da parte di chi incappa in tale disastrosa gaffe!
È opportuno allora fare chiarezza su diversi ambiti onde evitare strumentalizzioni come queste.
Il primo chiarimento, riferisce Cassì, riguarda le cifre: 1.100.000 € è la previsione sugli introiti per il 2019. L’effettivo introito si saprà ovviamente solo quando l’anno sarà concluso. La previsione per il prossimo anno è stata prudenzialmente rivista al ribasso non per un calo di presenze che, come certificato dallo stesso Osservatorio, sono invariate seppur in un contesto di calo regionale e hanno anzi fatto registrare il picco allo Sportello di informazioni turistiche, ma perché abbiamo riscontrato una consistente evasione. Questa è figlia del mancato aggiornamento del registro delle strutture ricettive dal 2014, che ha generato fenomeni di attività “sommerse” ai quali stiamo rispondendo con controlli incrociati mai effettuati in precedenza.
Il secondo chiarimento potrebbe sembrare scontato ma, visto ciò che scrivono i due consiglieri, evidentemente ignoranti in materia o in mala fede, diventa necessario: non sono “le associazioni di categoria ad alimentare i capitoli della tassa di soggiorno” come dicono Mirabella e Gurrieri, e nemmeno le strutture alberghiere, ma i turisti. Hotel e b&b si limitano ad esigere la tassa e a stornarla a chi ha diritto di riceverla, cioè al Comune.
Un terzo chiarimento è necessario a smontare un’autentica falsità: “Le associazioni di categoria hanno deciso di abbandonare il tavolo”, affermano i due. Chi era presente sa che nessuno ha abbandonato il tavolo e che si è arrivati anzi all’elezione di Carlotta Schininà di Federalberghi come Presidente dell’organismo. La mancanza di un Presidente che avrebbe dovuto convocarlo, infatti, ha in questi mesi diminuito le opportunità dell’Osservatorio di stimolare un confronto.
Siamo convinti che una volta tornato pienamente operativo l’organismo possa ridare slancio e condivisione progettuale al settore turistico.

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