Modica, D’Antona e il Pd sulle nuove Partecipate votate dalla Maggioranza consiliare

Un colpo di mano della maggioranza consiliare. Così Vito D’Antona, esponente di Sinistra Italiana, giudica l’ approvazione della delibera con la quale il consiglio comunale di Modica ha deciso di aumentare da due a quattro le società partecipate.

“L’atto deliberativo, approvato in tutta fretta, viene giustificato dall’Amministrazione mediante un presunto risparmio – spiega D’Antona – dovuto all’esenzione Iva di alcuni servizi erogati al Comune da una delle due nuove società, e dalla drastica riduzione dei costi del personale.

Perfino il Collegio dei Revisori dei Conti, esprimendo nettamente forti dubbi sulla fattibilità dell’operazione, ha condizionato il suo parere alla verifica della corretta applicazione della normativa sull’Iva ed alla necessità di concordare preventivamente con gli attuali dipendenti della Spm, attraverso le loro rappresentanze sindacali, le modalità di trasferimento.

Infatti, mentre appare nebulosa la possibilità di economizzare il costo dell’Iva, attesa la rigidità della agevolazione normativa, tutta l’operazione si traduce in un sacrificio economico (contratti in deroga e debiti pregressi) che i lavoratori della Spm dovrebbero accettare, e in un aumento a carico dei cittadini della tariffa del consumo dell’acqua di circa ottocentomila euro l’anno. La fretta di deliberare a tutti i costi in una serata, l’assenza voluta di qualsiasi concertazione sindacale sul futuro dei lavoratori interessati, il silenzio sull’entità dei debiti della Multiservizi e della Spm, autorizzano a pensare che il complesso meccanismo da “scatole cinesi” che si vuole mettere in moto, fatto da società tra di loro collegate e da società che sembrano lasciate al loro destino e ai loro debiti milionari, sia un ulteriore disperato tentativo di Abbate, a fronte della impossibilità di azzerare i debiti milionari del Comune verso le società, di spostare nel tempo, lasciando ai prossimi amministratori, il problema della gestione delle partecipate, dei pagamenti del Comune a favore delle società e dei costanti ritardi con i quali vengono pagati i lavoratori”.

Anche il Partito Democratico è polemico sulla vicenda. “Da questa riorganizzazione ne deriva, secondo le intenzioni dei proponenti e di coloro che hanno approvato la delibera, un generale risparmio di spesa e nel contempo una maggiore efficienza nei servizi resi – dice il segretario cittadino, Ezio Castrusini – . A ciò si aggiunga la salvaguardia di 84 posti di lavoro altrimenti a rischio.

Ci riserviamo le dettagliate considerazioni su quanto deliberato nei prossimi giorni perché non è possibile che di una operazione tanto delicata sotto il profilo economico, giuridico e sindacale sia data notizia ai consiglieri di opposizione solamente 24 ore prima del Consiglio comunale senza quindi dar loro la possibilità di approfondire gli argomenti come meritano.

P Anche in questo caso, in 24 ore si è deciso l’assetto di due società partecipate, il destino di 84 lavoratori e le relative variazioni nel bilancio comunale opponendosi alla richiesta delle opposizioni di rinviare il punto per adeguati approfondimenti.

In questo momento, quindi, su quanto deliberato ci limitiamo solo ad osservare che il parere favorevole del collegio dei Revisori dei Conti è fortemente condizionato da quanto decideranno sia la Corte dei Conti sia l’Anac cui la delibera sarà inviata, e da cui dipende la sua operatività, e che quindi sarebbe stato opportuno un parere preventivo di detti enti”.

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