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Cento Passi per Modica: “Una nuova cultura politica per una nuova prassi amministrativa”

 

La Regione Sicilia, come già detto nei giorni scorsi, ha revocato il finanziamento vincolato per il recupero dell’Ex Foro Boario di Modica e pretende la restituzione di oltre quattrocentomila euro, già erogati e forse usati dal Comune per scopi diversi. “Appare evidente che il primo cittadino, con i suoi assessori – denuncia il Movimento Cento Passi – hanno dato prova, nei fatti e ancora una volta, di non essere all’altezza delle grandi scelte strategiche che la Città richiede. Ed infatti, dopo sei anni, nulla è stato fatto per l’ex Foro Boario, né per realizzare i progetti di quartiere su Treppiedi-S.S.115, per la mobilità sostenibile, per l’alternativa al Corso Umberto, per il contenimento del rischio idrogeologico, per Modica Alta, ma anche per riaprire Palazzo dei Mercedari o per restituire alla fruizione collettiva l’enorme patrimonio culturale cittadino, lasciato in stato di abbandono. Non stiamo parlando di azioni ancora da avviare, ma di tanti progetti già iniziati da altre amministrazioni e che oggi sono sostituiti da una grave forma di “nanopolitica”, espressiva della più mediocre ed ossessiva esaltazione della manutenzione spicciola e ordinaria. A queste grandi “irrisolte” – prosegue Cento Passi –  si aggiunge la fallimentare gestione dei rifiuti, i cui effetti sono, in questi giorni, sotto gli occhi di tutti. Data la gravità della situazione e ritenuto che il futuro di Modica non si regge su “basi di cioccolato”, non possiamo più affidarci alla sola denuncia pubblica. Ed invece, per gli stessi motivi che abbiamo già esplicitato altrove, riteniamo indispensabile un’azione concreta e collettiva di partecipazione democratica nella gestione del territorio e nell’assunzione delle più importanti scelte di prospettiva. Per tale motivo, chiediamo l’apertura di uno spazio di confronto reale tra le forze politiche, da tradurre in azione politica concreta, con l’obiettivo di abbattere la logica devastante dell’uomo solo al comando e dei “referendum ad personam”, rimettendo al centro dell’attenzione le tematiche che veramente possono portare benessere e una migliore qualità della vita dei cittadini. Non possiamo più limitarci ad aspettare le prossime elezioni, ma dobbiamo agire adesso e costruire oggi una classe dirigente cittadina capace, seria e lungimirante”.

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