HUMANITAS…di Pierpaolo Galota Il Servizio Civile Universale: un’esperienza da non tralasciare

0
678

Da qualche giorno è online il nuovo bando del Servizio Civile Universale, un importante opportunità per i giovani dai 18 ai 28 anni, una sfida per iniziare ad affacciarsi al mondo del lavoro, ma anche per cercare di rendersi utili facendo del bene.
Il servizio civile non è certamente un anno sprecato, non è un anno per racimolare qualche euro, ma è un importante tappa formativa con un grande valore esperienziale.
Sono tanti i giovani che hanno avuto modo di poter svolgere il servizio civile, negli anni c’è stata una partecipazione crescente, grazie anche all’aumento dei fondi. Purtroppo nell’ultimo periodo sono andati crescendo i punti interrogativi, in particolare riguardo alla riforma, avviata già su carta nel 2018, ma che con il nuovo bando entra pienamente in vigore. La nuova riforma oltre al cambio di dicitura: da Servizio Civile Nazionale a Servizio Civile Universale; ha portato novità nell’impostazione dei progetti e nella strutturazione dell’esperienza formativa/lavorativa. Alcuni dubbi si vanno chiarendo e si iniziano ad avviare gli opportuni cambiamenti, ma permangono sempre incertezze sull’approvazione dei progetti e soprattutto su i numeri di posti disponibili.
Sono circa 12.000 i posti in meno rispetto all’anno precedente, e questo ha portato di conseguenza alla diminuzione dei progetti approvati e quindi a sedi o enti privati dalla presenza di giovani volontari. I posti messi in bando sono 39.646 su 3.797 progetti, ogni progetto può avere una durata che va dagli 8 ai 12 mesi, e l’avvio del servizio varia a secondo del progetto dopo che ogni sede avrà fatto le opportune selezioni e pubblicato le relative graduatorie.
I progetti sono realizzabili sia in Italia che all’estero, quest’ultimi hanno visto un lieve aumento quest’anno, grazie anche alle nuove misure aggiuntive previste dalla riforma. I progetti, presentati da enti accreditati (sia a livello nazionale che regionale), abbracciano tutte le realtà del Paese. La maggior parte dei progetti sono nell’ambito del socio educativo e assistenziale, ma sul sito del dipartimento è possibile vedere come ci siano tante belle realtà in cui poter offrire il proprio contributo a servizio della Patria, della pace, della promozione dei valori fondativi della Repubblica.
Le nuove misure, definite aggiuntive, entrano in vigore quest’anno, queste permettono una maggiore apertura nella partecipazione al bando. Le riforme in particolare riguardano le ore settimanali di servizio, ma anche la possibilità di svolgere progetti all’estero (Unione Europea), per un periodo di tre mesi, o l’opportunità di essere seguiti attraverso attività di tutoraggio per l’inserimento nel mondo del lavoro. La riforma più importante riguarda però le modalità di partecipazione al bando, che da quest’anno sono esclusivamente online, anche se le selezioni saranno sempre effettuate tramite un colloquio, che ogni ente programmerà alla chiusura del bando.
Il servizio civile rimane impresso nella vita dei giovani volontari, ma anche nelle persone incontrate durante l’anno di attività, è un’esperienza che cambia la vita e la trasforma. Il rischio della diminuzione dei posti o alcuni stravolgimenti nel sistema di partecipazione, rischia di escludere le fasce più deboli, o emarginate. La Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile (CNESC) in un comunicato stampa del 6 settembre 2019, afferma che: “il passaggio alla modalità online della presentazione delle domande da parte dei giovani è una potenziale innovazione positiva, anche se il rischio di esclusione di fasce giovanili è presente e una comunicazione dettagliata più anticipata sarebbe stata necessaria. Le organizzazioni della Cnesc si impegneranno per permettere a tutti i giovani che lo vorranno di presentare domande, mettendo a disposizione le proprie sedi per tutto il periodo di apertura del bando”.
Nonostante queste difficoltà oggettive relative forse più alla macchina organizzativa, che riguarda il Dipartimento, e non tanto agli Enti che presentano i progetti, c’è tempo fino al 10 ottobre, ore 14, per presentare le candidature. Gli ambiti di intervento sono diversi e permettono un ampia di scelta così da mettere le proprie abilitò al servizio del bene comune, realizzando con semplicità attività in cui l’incontro con l’altro rimane sempre l’elemento portante, perché il servizio civile è una opportunità per se stessi al servizio degli altri.
In provincia di Ragusa sono 126 i progetti che saranno realizzati, in particolare 12 su Modica e 45 su Ragusa. Di questi 126 progetti, solo 10 prevedono le misure aggiuntive, una delle novità previste nella riforma. L’area di intervento predominante in provincia di Ragusa è quella dell’assistenza: con 62 progetti; segue l’educazione e la promozione culturale con 50 progetti, 13 sono le sedi in cui si realizza l’area riguardante il patrimonio artistico e culturale, e infine solo riguarda la protezione civile. Il bando e i progetti sono consultabili sul sito web www.serviziocivile.gov.it

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento
Inserisci il tuo nome

otto + 10 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.