Parte l’anno scolastico a Ragusa ma non il trasporto scolastico e mensa. La denuncia del M5S

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“Inizia domani la nuova stagione scolastica anche per Ragusa. Ancora una volta, però, facciamo i conti con alcuni problemi legati alla programmazione, quella che sembra essere ormai diventato un marchio di fabbrica di questa amministrazione”. E’ il gruppo consiliare M5s Ragusa ad evidenziarlo soffermandosi in particolare sui servizi connessi al supporto delle famiglie quali quelli del trasporto scolastico e della mensa. “Per quanto riguarda la questione del trasporto – dicono i consiglieri Zaara Federico, Antonio Tringali, Sergio Firrincieli, Alessandro Antoci e Giovanni Gurrieri – giova ricordare che all’inizio della scorsa stagione fu affidato il servizio a una cooperativa che si sapeva sarebbe stata in scadenza di contratto quest’anno. Quindi, essendone a conoscenza, la relativa gara si sarebbe potuta istruire per tempo, così da fare partire il servizio puntualmente, in corrispondenza con l’avvio delle lezioni. Invece sappiamo che il servizio di trasporto sarà attivato dal 23 settembre senza contare il fatto che l’impresa affidataria dovrà prendere familiarità con il territorio, insomma andare incontro a una sorta di rodaggio tecnico. Per cui ci vorranno almeno quindici giorni, per non dire di più, rispetto all’inizio delle lezioni, prima che il servizio possa esplicare al meglio i propri effetti. Evidentemente, quindi, l’amministrazione comunale non ha saputo programmare per tempo”.

Ma l’aspetto ancora più grave, secondo i consiglieri comunali pentastellati, è quello che riguarda il servizio di mensa scolastica. “Se, infatti – proseguono – per la questione del trasporto il contratto era in scadenza, con riferimento alla mensa, invece, sapevamo che la ditta sarebbe stata la stessa e, quindi, si sarebbe potuto fare partire il servizio già dai giorni immediatamente successivi all’apertura della scuola, come, d’altronde, stanno facendo alcuni Comuni vicino al nostro che, tra l’altro, non versano neppure in condizioni economiche floride come l’ente di palazzo dell’Aquila. Invece noi che siamo il “dream team”, la squadra troppo competente, non siamo riusciti a programmare anzitempo. Ed ecco perché si rischia di fare partire il tutto verso la seconda settimana di ottobre. Dobbiamo, tra l’altro, chiederci: il sindaco concederà una ulteriore proroga di trenta giorni per il plastic free? E’ una domanda non casuale quella che facciamo perché i piatti della mensa finora sono stati di plastica così come il sistema per sigillarlo. Se ci dovremo adeguare, oltre al tempo, occorrerà un costo maggiore per il pasto, intorno ai cinquanta centesimi. Ed è certo che questo prezzo non lo stabiliamo noi ma occorrerà munirsi di un piatto bio con una copertura bio mentre ai bambini saranno fornite le posate e i bicchieri in polietilene che porteranno a casa affinché i genitori le dotino di un apposito contenitore. Tutto un processo di cui, al momento, le famiglie non sanno nulla. Ed ecco perché riteniamo che, a questo punto, sul plastic free dovrà essere necessariamente concessa una ulteriore proroga. E poi, aspetto più importante, dovremo capire chi queste somme in più le dovrà pagare all’impresa. Le pagherà il Comune o, come è più facilmente presumibile, le famiglie ragusane? E se sarà così, perché nessuno ha pensato ancora oggi ad avvisarle?”.

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