Ragusa,la sicurezza economico-finanziaria non va in vacanza

La Guardia di Finanza di Ragusa ha dato attuazione ad un piano di rafforzamento straordinario del dispositivo di sicurezza economico-finanziario del territorio, finalizzato al contrasto ai traffici illeciti, così come disposto a livello centrale dal Comando Generale.
Diversi sono stati gli interventi eseguiti dalle oltre 50 pattuglie impiegate nella settimana di Ferragosto in queste specifiche attività, con particolare attenzione in alle località rivierasche con vocazione turistica e ai centri di aggregazione giovanile.
Inoltre, i militari del Corpo sono stati impegnati anche nello svolgimento di attività congiunte con le altre Forze di Polizia, al fine di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, nonché il corretto rispetto della normativa in materia di emissioni sonore nei locali pubblici e di vendita/somministrazione di bevande alcoliche.
Nel corso dei controlli effettuati, sono stati fermati 9 soggetti trovati in possesso di diversi grammi di marijuana e hashish. La sostanza stupefacente è stata sottoposta a sequestro, mentre i predetti soggetti sono stati segnalati alla Prefettura.
I finanziari iblei hanno anche sottoposto a sequestro oltre 65.000 articoli ritenuti non sicuri.

In particolare, la maggior parte degli articoli sottoposti a sequestro è risultata sprovvista della marcatura “CE”, indice di sicurezza e conformità del prodotto alla normativa vigente. Tale marcatura garantisce ai consumatori che il prodotto sia stato controllato prima di essere immesso sul mercato e che lo stesso rispetti tutte le regole per quanto riguarda la sicurezza, la salute e la protezione ambientale.
Si tratta per lo più di giocattoli, salvagenti, lettini, cuffie, racchettoni, palline, corde, etichette adesive, accessori per l’abbigliamento e articoli vari, tutti prodotti destinati prevalentemente ad una platea di consumatori quali bambini ed adolescenti.
Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e i titolari degli esercizi commerciali, in totale sette, sono stati segnalati alla Camera di Commercio ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) ed ora rischiano sanzioni fino a 25.000 euro.

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