Ragusa, “bandiera nera per le contrade”

Il Comitato Intercontrade si è riunito la scorsa domenica facendo il punto sulla situazione nelle contrade interessate. Le zone di recupero a monte di Marina sono completamente dimenticate: Gatto Corvino, Camemi, Cerasella, Fontana Nova, Villaggio 2000, Principe, Mangiabove, Cerasella, Santa Maria degli Angeli per l’Amministrazione Cassì non esistono.
Mesi per avere un camion d’acqua, strade piene di erbacce, tappetini divelti al limite del carrabile, illuminazione carente. Ci sentiamo cittadini di serie B. Abbiamo lottato anni per avere un potabilizzatore, siamo riusciti a partire con la rete idrica, ma a Camemi ci siamo fermati. Nel potabilizzatore non c’è traccia di acqua e in un anno nulla si è fatto per sistemare quel tratto di tubo bucato che porta l’acqua della diga nell’impianto. Tutto l’interesse è dedicato al nucleo centrale di Marina. Sperperati decine di migliaia di euro per iniziative che durano un’ora e nulla di strutturato rimane per la città. Avevamo ottenuto gli autobus urbani nei 40 giorni estivi e li hanno tolti. I cittadini gridano: siamo pezzi di città, paghiamo le tasse e vogliamo i nostri diritti. Bilancio e programma triennale approvati da Cassì nulla prevedono come opere per le contrade e gli oltre 5 milioni postati su capitoli dove si sperperano i soldi (spettacoli e altro) dicono con chiarezza che non siamo considerati. Cassì ha disatteso ogni promessa fatta in campagna elettorale quando diceva che avrebbe rivolto attenzione alle periferie. Il comitato ha deciso che riprenderà la lotta per chiedere conto e ragione a chi amministra. Serve immediatamente attivare il potabilizzatore, ma serve programmare risorse per la rete idrica nelle contrade altrimenti dalle nostre abitazioni vedremo passare il prezioso liquido scorrere verso Marina senza poterne beneficiare. Siamo stanchi di subire, ma continueremo la nostra lotta per avere quello che ci spetta come tanti altri cittadini. Paghiamo le tasse e vogliamo i servizi. La politica tutta si interessi del problema.
Peppe Calabrese portavoce dei nostri disagi è da noi incaricato a fissare un appuntamento con il sindaco subito dopo le ferie per incontrarlo in delegazione e denunciare che non siamo più disposti a subire ed aspettare. Vogliamo il programma strategico per le periferie o alzeremo le bandiere nere simbolo di degrado per ogni contrada interessata.

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