Le sofferenze della Servizi per Modica e degli operatori del terzo settore

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La sofferenza economica è il tratto distintivo di chi oggi, per un motivo e per un altro, ha contatti lavorativi con il Comune di Modica, secondo quanto sostengono Salvatore Terranova e Antonio Modica, segretari di Camera del Lavoro e Filcams, riguardo i lavoratori della SpM. “Lo sono anche tutti gli operatori del terzo settore che esplicano compiti di prossimità e di sostegno ai nostri concittadini che necessitano di aiuto. Con la fine di giugno, i lavoratori della partecipata vanteranno nei confronti dell’Azienda un credito da salario pari a 5 mensilità (marzo, aprile, maggio, giugno e la 14 ^mensilità; gli operatori delle cooperative sociali sono anche loro messi male. In questo caso siamo di fronte al fatto incontrovertibile che le mensilità pregresse vanno oltre i 10 mesi non pagati, per non dimenticare le situazioni molto più gravi di lavoratori con un arretrato di 15 mesi e più.
Questo quadro che descriviamo sommariamente è il punto di crisi che il Comune si trascina da anni, senza essere mai riuscito a risalire da questo verticale ritardo che da tempo ha inanellato sia nei confronti dei lavoratori delle sue partecipate che rispetto a quelli delle cooperative sociali affidatarie di servizi comunali.
Evidenziamo questo non per sollevare, come qualcuno crede, critica all’indirizzo di qualcuno o per affermare chissà cosa, lo facciamo semplicemente per far sì di individuare le contromisure necessarie a questo contesto di sofferenza economica di chi lavora ma non riceve gli emolumenti.
Tali condizioni, non augurabili a nessuno lavoratore, sono la base di un malessere che si ripercuote nelle famiglie e nella società modicana. Il mancato pagamento da lavoro svolto sta diventando una dimensione costante che sempre più prende piede ed ampiezza nel nostro territorio. La crisi connessa al venir meno del salario anche quando si lavora è una affezione di cui forse non si conoscono ancora gli effetti velenosi.
Oltre ai disoccupati, che non lavorano perché non incrociano offerte di lavoro o perché non attrezzati alle tipologie di offerte rintracciabili nel mercato del lavoro o per una miriade di altre ragioni ancora, oggi è in aumento il fenomeno di chi pur lavorando non riesce a vivere a causa del modesto salario che porta a casa a fine mese o perché, anche se modesto, non lo riceve per molti mesi nei tempi e nei modi previsti.
Modica – aggiungo – è anche questo ed è bene ricordarlo a tutti. Modica non è solo iniziative pubbliche, non è solo strade scerbate o altre imprese apparentemente esaltanti; Modica è anche questo sommerso malessere con radici profonde. Modica è anche ciò di cui si lamentano i lavoratori rispetto ai quali l’Amministrazione Abbate pensiamo non abbia fatto progressi dopo sei anni.
Abbiamo posto una problematica seria e sociale e per questo siamo disponibili ad un confronto a tutto campo; chiediamo infatti all’Assessore al personale, ai servizi sociali e alle partecipate di farsi artefice di un incontro, in tempi brevissimi, per programmare un piano di pagamento della SpM e delle cooperative sociali.
Ci aspettiamo che l’Assessore colga e raccolga il nostro segnale di confronto, che ha dalla sua parte la concretezza e le condizioni di vita di nostri concittadini”.

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