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Libero Consorzio di Ragusa, la denuncia delle Sigle Sindacali. Si complica la trattativa sul nuovo orario di servizio. A rilento la trattativa sul contratto integrativo.

Si complica ma si continua a trattare al tavolo del Libero Consorzio di Ragusa, dove mercoledì scorso si è tenuto un incontro tra le delegazioni provinciali e aziendali delle rappresentanze sindacali di FP-CGIL, CISL, UIL, UGL e SILPOL per un confronto sul nuovo orario di servizio che esclude gli istituti finanziati dal Fondo Efficienza servizi, come la turnazione, la reperibilità disagio rischio etc e il Fondo dello Straordinario; altro argomento l’esame della proposta del contratto collettivo integrativo periodo 2019-2021.
Sul primo punto si attende l’esito delle valutazioni del commissario sulle proposte avanzate dalla parte sindacale e da quella pubblica. Sul contratto integrativo sono stati approvati i primi due punti ma si continuerà a trattare.
Le rappresentanze sindacali composte dai segretari Provinciali, aziendali e le RSU di FP CGIL (Fernandez e Leggio) CISL FP (Farruggio e Iacono) UILPA (Rocca e Parisi), UGL (Maltese e Tumino), Silpol (Santoro) e la parte pubblica rappresentata dal dirigente Dott. Raffaele Falconieri e la Dott.ssa Lucia Lo Castro, hanno affrontato il tema relativo alla rimodulazione dell’orario di servizio dei lavoratori, che in atto attingono risorse dal Fondo Efficienza Servizi, per lo svolgimento dei servizi di Turnazione, Reperibilità, disagio etc, sostanzialmente per limitare l’utilizzo del FES, atteso che, in atto tale servizio non trova finanziamento in quanto l’Ente non ha provveduto alla definizione dei criteri di ripartizione e di utilizzo del Fondo Risorse decentrate anno 2019, in quanto non è ancora stato approvato il Bilancio 2018 e tanto meno il Bilancio 2019, ciò collegato alle criticità finanziarie delle ex Provincie.
La parte sindacale, ha ritenuto particolarmente affrettato il ricorso al blocco complessivo delle risorse a carico del Fondo; ciò determinerebbe un’immediata drastica riduzione dei sevizi erogati, con gravi conseguenze per la collettività e con immediata ripercussione sulla retribuzione accessoria dei dipendenti, specie in un momento particolarmente delicato che vede nel breve termine delinearsi un percorso, teso all’individuazione di soluzioni, a carico della Regione e/o dello Stato, che anche se non definitive risulterebbero risolutive per la chiusura dei bilanci 2018 e previsionale 2019.
Alla relazione del dirigente del Personale, Falconieri, la parte sindacale ha messo in evidenza un aspetto della proposta di riduzione dell’utilizzo del Fes e cioè la circostanza che i sacrifici verrebbero a ricadere esclusivamente sul Personale dipendente, mentre il personale dirigente avrebbe continuato a percepire l’indennità di Posizione, senza alcuna riduzione della retribuzione.
La parte pubblica ha valutato la proposta di parte sindacale provocatoria, ma ha accolto la richiesta, motivata dalla circostanza di non aver consumato il confronto con il personale dipendente, impegnandosi a non chiudere il confronto, se non prima averne riportato l’esito al commissario.
Passando al secondo punto della disamina del Contratto Integrativo, sono stati approvati i primi due punti con l’intesa di proseguire il confronto attraverso ulteriori incontri.

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