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I virtuosismi di Alberto Ferro al Teatro Garibaldi, grazie ad Ami Modica

Un giovanissimo talento siciliano – appena 23 anni – che si è già fatto conoscere dalla critica musicale internazionale, aggiudicandosi successi rilevanti nell’ambito delle più grandi competizioni pianistiche, prosegue e consolida il percorso dell’Associazione Mozart Italia sede di Modica alla scoperta di coloro che promettono di collocarsi tra i grandi protagonisti della scena pianistica del futuro: il gelese Alberto Ferro è salito ieri sul palcoscenico del Teatro Garibaldi per il terzo appuntamento della stagione concertistica 2019.
Ferro è stato nel 2017 vincitore del prestigioso concorso “Telekom – Beethoven” di Bonn e, tra le altre cose, del premio della critica Haydn al “Ferruccio Busoni” di Bolzano nel 2015: riconoscimenti che gli sono valsi la Medaglia della Camera dei Deputati in occasione della Festa Europea della Musica.

E ieri sera ha stupito il pubblico con un programma articolato, una piccola collezione di alcuni dei suoi brani preferiti, evidentemente i più adatti a testimoniarne non solo la grande confidenza con il repertorio classico e l’impeccabile competenza tecnica, ma anche il virtuosismo necessario ad arrampicarsi con dimestichezza tra i passaggi più sperimentali e arditi delle composizioni del Novecento.

Per cominciare, un salto all’indietro fino ai primi dell’800, con la Sonata op. 40 n. 2 in Si minore di Muzio Clementi, che nella storai della musica ha contribuito a dare dignità all’esecuzione per solo pianoforte: pubblicata a Londra nel 1802, fa parte di un gruppo di tre sonate considerate da concerto, dalle grandi dimensioni, sperimentali e innovative; questa in particolare propone molte novità rispetto alla tradizionale forma-sonata per la presenza di due temi, seppur diversi ma energici e vigorosi, delinando un percorso tumultuoso e travolgente.
Più salottiero il carattere del Tema e le Variazioni all’op. 19 n. 6 in Fa maggiore di Piotr Ilic Tchaikovsky, con la loro alternanza di episodi lenti e mossi con una scrittura ben elaborata sia sul piano ritmico sia su quello armonico e contrappuntistico.
Una transizione, verso la seconda parte del concerto, dominata dalla Sonata n. 6 op. 82 in La maggiore di Sergei Prokofiev, quella che ha inaugurato il cosiddetto “Trittico bellico”, in cui Alberto Ferro ha trasferito il meglio di sé e della sua visione musicale, con un’esecuzione di stupefacente intensità, com’è stata poi anche quella dello Studio in Re maggiore di Sergej Rachmaninoff che ha chiuso il concerto.

Il prossimo appuntamento con il programma dell’Associazione Ami Modica sarà l’11 aprile alle 18 alla Biblioteca comunale con il neurochirurgo Antonio Montinaro che presenterà i suoi libri “Musica e Cervello”e “Melodie Ossesive”.

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