Gestione piscina comunale di Ragusa. D’Asta (PD): “Il Sindaco torna indietro sui suoi passi rendendosi conto dell’errore”.

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“Una scelta chiara, una evidente marcia indietro da parte del sindaco di Ragusa. Precorrere i tempi, così come si vuole fare a tutti i costi, non è una scelta che paga alla lunga. E se ne sta accorgendo il sindaco Cassì che, stavolta, è addivenuto a più miti consigli, prendendo atto delle rimostranze dell’opposizione e accorgendosi che il percorso prefigurato lo avrebbe portato a sbattere: sia a lui che a quella parte di città che usufruisce della piscina comunale. Sono serviti due miei interventi in Consiglio comunale, ma anche una mia azione più approfondita con un lavoro di ricerca svolto in commissione insieme ad un collega di opposizione”.
Lo dice il consigliere comunale Mario D’Asta dopo che, in quinta commissione, durante una seduta che era stata convocata per illustrare nel dettaglio i contenuti dell’affidamento in gestione della piscina comunale di via Magna Grecia a Ragusa per ben nove anni, il sindaco stesso si è accorto che la strada prefigurata si sarebbe rivelata accidentata e irta di ostacoli e quindi ha preferito mantenere la concessione di servizio che, invece, fino ad ora, si è rivelato uno strumento efficace che, però, com’è naturale che sia, ha bisogno di essere adattato alle esigenze dei tempi, di essere rivisto. “Diverse le perplessità soprattutto sui nove anni di gestione, tempo giudicato, de facto troppo lungo, ma anche alcune voci presunte che non ci hanno per nulla convinto. Mi sono battuto e ci siamo battuti, e continuerò a battermi – chiarisce D’Asta – affinché il ticket d’ingresso resti immutato, il servizio migliori e ci sia un capitolato all’altezza della situazione per una città, come la nostra, che deve vedere brillare lo sport sia a livello agonistico che non agonistico. Non si può pensare di non fare attenzione alle esigenze dei cittadini, ancor di più con le esigenze delle fasce deboli che utilizzano la piscina comunale per finalità sociali. E soprattutto non si può gravare sulle spalle delle varie società sportive cui va il merito di reclutare atleti su atleti, che magari tolgono dalla strada, per impiegarli in attività di crescita psicofisica assolutamente meritoria. Alle stesse società bisogna garantire spazi, modi e strumenti per continuare a fare sport di qualità e di livello, così come avvenuto fino ad ora”. Il consigliere D’Asta ha fatto rilevare che la buona parte delle previsioni contenute nell’affidamento in gestione per la durata di nove anni rischiava di trasformarsi in una sorta di boomerang per il Comune che, invece, si deve adoperare per far sì che la piscina comunale continui a rimanere diretta espressione dell’ente locale territoriale proprio per le finalità sociali che riesce ad esprimere.
“Ben venga, dunque – continua D’Asta – il cambio di direzione della Giunta Cassì. Questo significa che quando l’opposizione si porta avanti in maniera costruttiva e nell’unico interesse che è il bene della città si riescono ad incassare risultati di un certo tipo. E’ fondamentale che sulla questione si possano adottare strategie e sistemi efficaci. L’obiettivo, piuttosto, è di far sì che queste strategie e questi sistemi possano essere migliorati”.

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