Pozzallo, Michele Giardina presenta il suo nuovo libro “Ponte di Genova”

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Fra le novità editoriali del 2019 il lavoro letterario “Ponte di Genova” del giornalista pozzallese Michele Giardina, in tutte le librerie dal 18 gennaio. Il libro sarà presentato per la prima volta a Pozzallo nei locali dello Spazio Cultura “Meno Assenza”, mercoledì 16 gennaio, alle 17,30.

“Adesso basta – scrive l’autore nel suo libro-inchiesta di oltre 200 pagine –. La gente vuole sapere. Quel ponte è crollato portandosi via 43 vite umane. Non c’è nulla da aggiungere. Proprio nulla. C’è solo da indagare con urgenza e severità per trascinare in tribunale i responsabili di questa tragedia: persone rispettate, persone che contano, professionisti con competenze e curricula straordinari, manager di altissimo livello. Tutti con sostanziosi conti in banca.

Ecco il punto. I conti in banca. Il vile denaro. Tanto denaro. Da accumulare ubbidendo a regole non scritte dettate da quelli che … la potenza economica.

Regole che consentono di sedere nel consiglio di amministrazione di una società di interesse mondiale. Di fare parte di un eccellente comitato di esperti. Di incassare ricchissime consulenze legali. Di far guadagnare ad un docente universitario, per un suo autorevole parere, quanto di solito l’amico prof. guadagna in un anno di stipendio. Combine tra politici e faccendieri? Spetta alla magistratura stabilire se di questo si tratta, fare luce su affari illegali, individuare, attraverso un’attenta lettura della filiera del business, eventuali funesti passaggi intrecciati con associazioni, movimenti e partiti politici. Prassi consolidata questa a certi livelli, come più volte dimostrato, per oleare gli anelli di sporche catene.

“Le immagini del crollo del ponte – dichiara lo scrittore pozzallese – mi hanno tormentato per diversi giorni. Ho pensato al dolore e allo strazio delle famiglie delle 43 persone scomparse. Ho inevitabilmente associato le immagini della tragedia alle centinaia di altre immagini di disastri registrati in Italia nel corso di lunghi anni. Ho reagito con l’unico mezzo a mia disposizione che è quello di scrivere, raccontare, denunciare”.

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