Ragusa, i conflitti sindacati-Poste

Non ha trovato positiva composizione neppure il secondo livello di conflitto, aperto a Ragusa dalla Slp Cisl e da Confsal, per altri nessun problema, sui temi di Mobbing, stress lavoro correlato, attuato in particolare in alcuni uffici a doppio turno e qualche centro di recapito, applicazione delle norme del D.Lgs. 81/08 in questa Provincia e qualità offerti alla clientela e dichiarata.
“Purtroppo – spiega Giorgio Giummarra – si registrano atteggiamenti autoritari tenuti da taluni “capi”, con richiami anche in presenza di pubblico, nei confronti di specialisti e sportellisti che hanno generato solo volontà di abbandono dei clienti a servirsi in determinati uffici.
La denigrazione e l’umiliazione pubblica dei dipendenti con affermazioni “forti” quali per esempio “lumaconi incapaci che non vi guadagnate lo stipendio erogato dall’azienda”, sono all’ordine del giorno nonostante con questo stesso personale si raggiungono obiettivi e si percepiscono lauti premi con cadenza trimestrale, semestrale annuale.
Il divieto di effettuare le pause video/terminale, previste dal sopra citato D.Lgs ormai è prassi consolidata in tutti gli uffici e il controllo a distanza dei lavoratori è esercitato e pianificato dall’Azienda come condotta ordinaria”.
Negli uffici con gestore code, strumento utile alla verifica dei tempi di attesa in alcuni uffici della provincia, il sistema serve costantemente a monitorare, da parte del DUP e della struttura aziendale, lo sforamento dei tempi stabiliti. In tal caso immediate sono le azioni di ripresa degli sportelli interessati con e – mail e telefonate, ovviamente con puntuale addossamento di responsabilità per l’operatore preposto.
Tempi di attesa, peraltro, dai dati controversi poiché negli uffici senza tale sistema di controllo, ove si attinge, a man bassa, per il distacco di personale atto a potenziare le strutture dotate di sistema, i clienti sono costretti ad estenuanti attese prima di essere serviti.
“Il nostro conflitto – aggiunge il segretario della Cisl – verteva sulla necessità di indurre l’azienda ad effettuare con le strutture di tutela deputate, una indagine approfondita del clima aziendale, prevista dal D.Lgs. 81/08, al fine di porre rimedio ai rischi lavorativi, quali mobbing, induzioni al trasferimento in altri uffici, adesione forzate agli esodi incentivati e ricorso a visite specialistiche e ricoveri ospedalieri.
Conoscevamo, a priori, il risultato visto che, a differenza di quanto detto e scritto da parte aziendale su questo tema, nei fatti vessazioni e mobbing rientrano nella subdola modus operanti, finalizzata al raggiungimento di obiettivi costi quel che costi e chi vuole sfuggire dal ruolo di vittima “può fare domanda di trasferimento in altri uffici”.
I premi erogati, a tutti i livelli, ne sono una prova.
Tuttavia di fronte a tale insensibilità aziendale sul valore e il rispetto delle persone non potevamo che reagire in maniera forte e decisa.
Pertanto, considerata chiusa la fase interlocutoria prevista dal contratto, sul tema SLC e Mobbing oltrechè, sulle pressioni, salvo energiche iniziative aziendali immediat – conclude Giummarra – chiederemo il supporto e l’intervento degli Organi esterni deputati al fine di garantire l’osservanza, delle leggi e della dignità umana dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Ovviamente non mancheranno, altresì, momenti di approfondimento e sensibilizzazione della opinione pubblica sul tema evidenziando qual è la realtà in Poste Italiane.
Una realtà di comodo per pochi di grande sofferenza e per i più e per la incolpevole clientela”.

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