Starnazzare d’oche, ovvero della stupidità politica europea…di Carmelo Scarso

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29 Maggio 2018 Herr Gunther Oettinger, Commissario Europeo al Bilancio: “I mercati ed un outlook negativo insegneranno agli italiani a non votare per i partiti populisti alle prossime elezioni”.
31 Maggio 2018 Monsieur Jean Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea: “Agli italiani servono più lavoro e meno corruzione. E devono smettere di incolpare l’UE per tutti i problemi dell’Italia”.
Badate: quello che hanno dichiarato è ciò che pensavano i due e tutto l’establishment europeo.
La dichiarazione di Herr Oettinger, dettata e da ingenuità e da protervia ed arroganza, ha suscitato la reazione sdegnata di tutte le forze politiche italiane, nazionali ed europee. Questo è stato l’aspetto positivo della vicenda. Ma nel contempo, “I mercati ed un outlook negativo” si sono improvvisamente fatti sentire proprio come aveva vaticinato Herr Oettinger: spread a 340 e Borse in consistenti perdite. Tali effetti sono stati la conseguenza diretta e programmata dell’immissione sul mercato azionario di un numero rilevantissimo di titoli italiani da parte della banca di stato tedesca, la Deutsche Bank, la quale non muove foglia che Frau Merkel non voglia.
Quindi, una mente politica sofisticata e strumentalmente ritorsiva ha ordito l’operazione dell’aumento artificioso dello spread con lo specifico intento di condizionare politicamente ed economicamente l’Italia.
Se fate attenzione alla tempistica tutto ciò si è verificato allorquando il Presidente della Repubblica ha bloccato e bocciato l’iniziativa governativa della Lega e del M5S a causa di un componente della compagine governativa, il Prof. Savona, a Lui non gradito, ma sarebbe meglio dire sgradito all’establishment europeo ed in particolare a quello tedesco. Tale bocciatura ha aperto alla nomina, fin troppo tempestiva per non dire programmata, del Dott. Cottarelli, nella prospettiva inevitabile di nuove elezioni a breve termine.
Il messaggio era quindi il seguente: “Attenti, Italiani, se non voterete per il verso giusto, vi costringeremo alla perenne crisi e…alla fame finanziaria. Grecia docet”.
Però, tra una salita ed una discesa dal Colle del Dott. Cottarelli, il Quirinale improvvisamente ha partorito l’inspiegabile contorsivo richiamo alla convergenza politica Lega-M5S, che di fatto ha bloccato l’ulteriore sforamento dello spread e l’incontrollabile calo delle Borse.
In apparenza sembrerebbe una operazione politica contraria alla volontà tedesca visto l’avvertimento esplicito di insegnare come non votare sia il M5S che la Lega, ma così non è.
Quello che la Deutsche Bank non aveva previsto è stata la svalutazione dell’Euro rispetto al Dollaro, il quale è sceso al cambio a 1,16 dollaro/1euro, con impreviste pesanti conseguenze su tutto lo scacchiere politico euro-dipendente.
E’ bene che si sappia che tutte le transazioni internazionali, che si aprono e si chiudono in giornata, vengono fatte in dollari e non in euro, soprattutto quelle inerenti l’acquisto del petrolio, per cui per un barile di petrolio, per esempio, ci sono voluti e ancora oggi ci vogliono più euro di prima.
Questo aumento dei costi non lo ha pagato solo l’Italia, ma tutta l’Europa, per cui la manovra tedesca si è rivelata dissennata e dannosissima.
Vi chiederete il perché della svalutazione dell’euro sul dollaro.
La spiegazione, degli analisti economici internazionali e mia, è la seguente: è stata la conseguenza della perdurante crisi politica italiana.
Da qui, l’urgente recupero in Italia di un governo politico, quale che esso potesse essere, per evitare danni economici in tutta l’Europa.
Conclusione: l’Europa dell’euro non può permettersi che l’Italia possa andare a fondo. Con l’Italia affonderebbe tutta l’Unione Europea. E chi pagherebbe il prezzo maggiore sarebbe proprio la Germania e a seguire la Francia.
Frau Merkel e Herr Oettinger, i mercati vi hanno avvisato!
Il secondo junckerato messaggio va rimandato al mittente per imprescindibili ed ineludibili motivi morali ed etici.
Per usare termini professionalmente a me usuali, Monsieur Juncker manca di legittimazione attiva.
Per chi non lo ricordasse, egli è quel tale che da premier del Lussemburgo ha allocato nel Principato più di 340 grosse imprese multinazionali mediante contratti di tax rulings (contratti segreti per consentire l’evasione delle tasse nei paesi d’origine). Tra le 340 multinazionali figuravano Pepsi ed Ikea, Apple e Amazon, Fiat e Starbucks, Gazprom e General Electric, banche e società commerciali, industriali ed assicurative. Insomma Monsieur Juncker fece del Principato del Lussemburgo un vero e proprio Paradiso Fiscale per le multinazionali. Queste assolvevano e continuano oggi ad assolvere i loro obblighi fiscali con pochi milioni, consentendo l’evasione fiscale di centinaia di miliardi nei Paesi d’origine con contestuale danno dei contribuenti. Questi i numeri reali: le holding pagano l’1%, le sub-holding lo 0,25% e le sub sub-holding lo 0,125%. Significa che per ogni milione di profitti incamerati in Lussemburgo, la tassazione massima è di diecimila euro.
Un esempio paradossale è stata nel passato la Finmeccanica italiana che godeva di tale paradiso mediante la costituzione nel principato di società schermo per abbattere le imposte in Italia. Con questa beffarda e truffaldina conseguenza: un’azienda di Stato che, attraverso un paese offshore, riusciva a pagare meno tasse allo stesso Stato (l’Italia) che la controllava e, peggio ancora, la finanziava con soldi pubblici dei contribuenti italiani.
Monsieur Juncker è il Presidente della Commissione Europea, messo in questo posto dalle lobby dei poteri forti economici e finanziari, e l’avallo della Deutsche Bank e di Frau Merkel. Rispetto a questo suo recente passato di premier del Lussemburgo, che ha ordito tali misfatti fiscali a danno dei contribuenti di tutto il mondo e soprattutto europei, c’è da chiedersi quale interessi tutela: se quelli dell’Europa o quelli dei poteri forti che rappresenta.
Stia zitto, Monsieur Juncker!
Avv. Carmelo Scarso

6 Commenti

  1. Buonasera Avv. Scarso,
    mi permetto di segnalarle due piccole cose:
    – la prima è che Jean-Claude Juncker ha detto in realtà le seguenti parole:

    “Sono profondamente innamorato dell’Italia. Di quello che succede però nel Mezzogiorno, nelle regioni povere d’Italia, non può essere accusata l’Unione europea. È l’Italia a dover prendersi cura delle regioni più povere, che hanno bisogno di più lavoro, meno corruzione e più serietà. Noi li aiuteremo, come abbiamo sempre fatto. Ma per piacere non facciamo questo gioco ad incolpare gli altri. Una nazione è una nazione, e viene prima di ogni cosa”

    Parole che mi paiono ben diverse da quelle che ha riportato lei e soprattutto credo siano totalmente condivisibili, non trova? Ovviamente per fugare ogni dubbio sulla traduzione è possibile verificare la registrazione originale al link successivo e ascoltare con le proprie orecchie la parole effettivamente pronunciate:

    https://www.agi.it/video/cosa_ha_detto_esattamente_juncker_sull_italia_ascoltando_le_sue_parole-3979380/video/2018-06-01/

    – la seconda cosa è che la Deutsche Bank non è la banca di stato tedesca, quella semmai è la Deutsche Bundesbank… Vede, basta una semplice parola e si finisce per scambiare fischi per fiaschi… La Deutsche Bank è una banca privata e se rispetta le leggi può speculare quanto vuole.

    Per il resto sono d’accordo, c’è uno starnazzare d’oche continuo…

  2. Ad Agma:
    Egregio Signore, mi fa piacere che mi legga ed apprezzo le correzioni.
    Veda, la Deutsche Bank è la principale banca operativa della Bundesbank ed opera in perfetta sintonia. In Germania le banche o sono in riga secondo una politica monetaria e creditizia statale ben precisa o sono fuori dal sistema. In Germania sono tutte nel sistema.
    Per quanto riguarda Juncker: non Le sembra strano che a smentire le parole, poi da me riportate, non sia stato proprio l’interessato, ma l’establishment. Che quanto da Lei addotto siano proprio le parole corrette dell’establishment? Io lo credo proprio.
    In ogni caso da Lei mi aspettavo anche la correzione delle 340 imprese: sono…di meno…o di più?
    A proposito: non è cortese parlare di fiaschi quando si parla di Juncker: il termine si presta facilmente ad equivoci.
    Saluti
    Avv. Carmelo Scarso

  3. Gent.mo Avv. Scarso,
    relativamente alle parole di Juncker, non era necessario che fosse l’interessato a smentirle perché semplicemente non le aveva pronunciate. Nel link che le ho riportato prima, infatti, c’è il video originale e si può ascoltare quello che effettivamente dice Juncker. Il problema è stato di traduzione e quindi: o gli italiani non sanno niente delle lingue straniere (e non sorprende) oppure c’è una precisa volontà di far passare un certo messaggio errato (o meglio opportunamente manipolato) in modo da rinfocolare l’odio delle persone, visto che di questi tempi paga bene…
    Per quanto riguarda le 340 imprese è mia abitudine parlare solo quando conosco esattamente la questione e soprattutto quando ho le prove di quello che dico. Viceversa ritengo sia più corretto e rispettoso verso gli altri tacere… Infatti, parlare a vanvera o per sentito dire o ancora peggio senza poter dimostrare quello che si dice, penso che sia uno dei mali di questo tempo.

    Infine, relativamente ai fiaschi, penso che il presidente Juncker non se ne curerà visto che è più abituato alle botti… Ma ognuno con i propri vizi. Ad esempio c’era un signore, tempo fa, con il vizietto delle donnine, qualcuna minorenne, e soprattutto delle bugie, mi pare occupasse palazzo Chigi. Se non erro è stato pure condannato per altri piccoli reatucci di poco conto. Su di lui ci sono prove in abbondanza.

    Saluti

  4. Dopo una recente analisi (https://www.radiortm.it/2018/05/29/la-crisi-politica-italiana-di-carmelo-scarso/), torna la teoria del complotto: “….una mente politica sofisticata e strumentalmente ritorsiva ha ordito….”. Tornano pure le oscure trame, a cui si aggiunge una singolare chiave di lettura. Infatti, è strano che una vista efficiente rilevi il “contorsionismo” del Presidente Mattarella per assecondare i poteri forti europei piuttosto che scorgere il funambolismo di Di Maio e Salvini, che hanno percorso, da un capo (l’irresponsabile minaccia di messa in stato d’accusa) all’altro (l’ipocrita stretta di mano in occasione della nomina a Ministri), con stupefacente agilità e impudenza il sottile filo dell’incoerenza e dell’opportunismo. La saggezza e il senso delle Istituzioni del Capo dello Stato hanno semplicemente riaperto la strada ad un Governo politico, per affermare (nonostante i capricci contrattuali, e non, generati da una fortunatamente solo farsesca Diarchia/Oclocrazia) la volontà degli elettori, prima che per ridare forza ad un’Italia malferma e lanciare un messaggio chiaro agli investitori nazionali e internazionali, cioè a tutti quelli che si danno e ci danno fiducia acquistando il debito pubblico italiano.
    Che l’Italia, poi, si sia dato un indirizzo nazionalista e populista è un fatto che non sfugge in primo luogo a buona parte degli Italiani; non può pertanto stupire che lo notino anche fuori dallo stivale. Così come non è un mistero che la corruzione mini alle fondamenta l’economia e, quindi, lo sviluppo. E il fatto che lo dica un ex-sostenitore/creatore di paradisi fiscali non toglie sostanza all’assunto e non assolve l’Italia da un “peccato mortale”, anche quando è forte la tentazione di sfoderare la spada della sedicente purezza per brandirla contro un peccatore impenitente.
    L’esigenza di rivedere criteri, meccanismi e funzioni, per rendere l’Europa più a misura d’uomo, più dinamica, più forte e coesa sulla scena internazionale, è stata più volte portata ai tavoli dei vertici europei da politici italiani di destra e di sinistra; non è certamente un’inedita istanza dei neo governanti in auge. Solo che ci vuole umiltà e modo per proporre. Fermezza, forse, ma non arroganza, perché difettiamo di coerenza e autorevolezza.
    Credo, poi, che le fantasiose supposizioni di trame internazionali servono solo a confortare la nostra imbarazzata coscienza, affinché non ci inchiodi alle evidenti responsabilità e ritengo superfluo osservare che, per il riconosciuto disordine in materia fiscale ed economica, un’Italia che batte i pugni sul tavolo di un consesso internazionale – salvo che per la spinosa questione dei migranti – rivela la sciocca riottosità di un bimbo viziato e indolente, incapace di trarre insegnamento dai suoi errori. Invece, è urgente e necessario sforzarsi di mostrare al mondo un’Italia diversa da quella irresponsabilmente presentata, perché il nostro Paese merita la stima che si è conquistata grazie alla straordinaria laboriosità del suo Popolo e allo spessore morale e politico di chi, dopo i disastri del secondo conflitto mondiale, ha edificato la Repubblica Italiana. Occorre recuperare la visione politica, la capacità produttiva e la forza economica che hanno fatto dell’Italia un importante membro fondatore dell’Unione Europea. E’ nostro dovere di governati e governanti profondere il massimo impegno, operare con coerenza e attuare seriamente i buoni propositi, con la consapevolezza che solo la positiva concretezza potrà liberarci dal sospetto falsamente consolatorio di disegni occulti e farci uscire da una fin troppo lunga stagione di inerzia e stagnazione.

  5. Buonasera ai commentatori; sono riuscito a leggere questo post e ne sono rimasto davvero entusiasta poiché, data la mia bassa cultura, pur avendo individuato il male non sapevo proporlo all’attenzione come, correttamente, ha fatto il Dott. Scarso.
    Vorrei aggiungere motivi di riflessione e quindi di un maggior aggiornamento visti le ultime vicissitudini in Europa, Italia compresa. Il Sig. Agma dice che il sud è povero; a tal proposito vorrei ricordare che una persona derubata non può essere classificata come “povera” tutt’altro, andrebbe salvaguardata ed aiutata. Il Sud italia con il Petrolio; Acqua; agricoltura e clima è una delle zone più ricche d’Europa. Ha un solo difetto: gli mancano le palle (scusate la volgarità) e per questa mancanza paghiamo da centinaia di anni le conseguenze. Non dimentichiamo che la Fiat di Torino come i belgi i tedeschi e i francesi hanno attinto nel primo dopoguerra manodopera a basso costo da quel meridione che dite “povero”! Povero in cosa mi domando e vi domando! La UE vuole buttarci fuori dalla nostra terra per fare di essa un industria e poi una pattumiera. Il popolo si sta svegliando e spero finisca questo esodo forzato! Ma vi rendete conto che seppur la FCA ha delle aziende al sud tra cui la FCA di Melfi con il suo polo industriale la gente continua a partire? Cosa c’è che non va o meglio: cosa vogliono di più se non la fine dell’Italia?
    La UE è una truffa e va azzerata! Un doppio parlamento; una banca senza oro che comanda nazioni; europolitici che vivono senza legiferare nulla; ma di cosa parliamo?
    A mio parere la politica sta cambiando da quando il sistema mediatico è cambiato; prima per non far capire nulla ad un popolo si parlava il politichese! Non importa cosa pensa uno che vive a diecimila chilometri da me; non mi interessano le traduzioni; io voglio vivere in pace con la mia terra e nella mia terra! Vedere la Total recintare i miei terreni e vedere che io italiano devo avere un pass per andarci … e poi pensare che mio nonno e mio padre hanno combattuto per difendere la frontiera … scusate ma mi viene il vomito!

    Vadano a farsi fottere tutte le strategie; nessuno è invincibile e questa società prima o poi pagherà la sua autolesione!
    Quando si muore ci sono due forme che un morto assume naturalmente; quello beato che di solito prende chi ha dato il suo cuore per gli altri e quello diabolico e orrendo per chi lo ha tolto!
    Guardate i morti e vi renderete conto e osservate l’animo e non il muro dove attaccato c’è questa o quella laurea! Io sono un uomo comune e convinto che la felicità sta nella genuinità!
    Scusate l’intromissione e buon lavoro a tutti voi!

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