Ispica, branco di cani aggredisce vitelli al pascolo

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Si è rifatto vivo in Contrada Martorina (tenere di Modica ) il branco di cani randagi che quattro settimane fa aveva azzannato una giovenca in travaglio, sbranando un vitellino appena nato. La giovenca Era morta due giorni dopo per complicazioni, nonostante le cure intense del proprietario. La scorsa mattina, Contrada Lanzagallo a Ispica, al confine proprio con Cava Martorina si è ripetuta l’aggressione nei confronti di una mandria di vitelli al pascolo. I muggiti degli animali aggrediti si sono sentiti a distanza mettendo in subbuglio gli altri animali al pascolo ed allertando i cani delle contrade limitrofe.

6 Commenti

  1. Per lo più sono cani delle contrade confinanti , che lasciati liberi fanno branco per poi cedere agli istinti della caccia .
    Catturarli od atterrarli , per poi risalire ai legittimi proprietari la dove è possibili per un congruo risarcimento .

  2. Dunque, se ho ben capito , cani di altri contadini che si scagliano contro le vacche non abusive degli altri e le sbranano. Non ho ben capito. Ognuno comunque pensi quello che vuole, l’importante avvicinarsi a pensare il vero. Personalmente mi fanno pena le vacche per le ferite riportate, se non muoiono, ma anche i cani per la fame che li spinge a cedere agli istinti di caccia. D’altro lato le vacche in questione erano comunque destinate a finire nei macelli non abusivi, cioè uccise e macellate, e in un certo senso nelle tasche di alcuni e nello stomaco di altri, mentre ai cani sarebbero andate le briciole cioè le ossa. Insomma sempre cibo diventeranno, è d’uopo chiedersi se paradossalmente la malasorte toccata a questi esseri viventi aggrediti, sia molto peggiore di quella che comunque spetterà loro nei macelli prima di essere finiti, non mi risulta che nei macelli si pratichi l’eutanasia.

  3. @ zuddu :
    Vi è un branco di cani randagi itinerante di media/grande stazza , a cui sporadicamente si aggregano cani liberi delle contrade attraversate per lo più sono cani di residenti(non rurali) .
    Di notte i cani residenti , si allontanano anche per diversi chilometri , per poi rientrare nelle prime ore del giorno primo dell’arrivo della calura del giorno .
    Il branco inizia rincorrendo gli animali al pascolo , per poi passare ad azzannarli fino ad atterrarli con ferite mortali agli arti ed al collo .
    I randagi affamati , iniziano a sbranare l’animale atterrato ancora vivo , partendo dalle parti molli .
    Il resto rimane a disposizione della fauna locale per alcuni giorni .
    I randagi risalgano dal territorio di Ispica verso il modicano fortemente antropizzato , in cerca di cibo ed avanzi nei bidoni della spazzatura .
    Il coltivatore ispicese , ha nel suo più o meno grande appezzamento un casolare(u pagghiaru di una volta), e possiede un cane(spesso non microchippato )a cui porta gli avanzi del giorno prima .
    Il cane è quasi sempre libero di girovagare , se legato potrebbe risultare vulnerabile agli attacchi dei randagi , e pertanto spesso si aggrega ad un branco in transito .
    Il cane”ispicese”rimane da solo dal pomeriggio(presto o tardi) al giorno dopo , in quanto il proprietario rientra “o paisi”, pertanto essendo un animale socievole cerca un po di compagnia . .
    Nel periodo estivo i branchi formatasi sopravvivono razzolando intorno ai bidoni della spazzatura delle zone marinare , ma nel periodo autunno invernale si spostano in cerca di”bidoni”del territorio antropizzato .
    Nel loro girovagare vengono a contatto con bovini ed ovini/caprini, e si lasciano andare a scorribande letali .
    Nel passato , ho fatto presente in più occasioni , che i bidoni dei rifiuti devono avere il coperchio e devono restare chiusi .

    Lei non fa riferimento alcuno all’ingente danno patrimoniale degli allevatori , facendo trasparire una sensibilità pari a zero .

  4. Caro cittadino a me non interessa far trasparire un bel nulla, tantomeno la mia sensibilità proponendo: ” … di atterrarli”. nè pavoneggiarmi in ardite ricostruzioni inverosimili, né polemizzare esibendo grandi capacità dialettiche. A me interessa che simili eventi non abbiano più a ripetersi. In questo momento, mi echeggiano in mente fatti tragici in cui a farne le spese sono stati degli esseri umani, a quanto pare la lezione dei fatti e servita a ben poco. E forse anche quella di Jean itard. Mi trovo costretto visti i toni assunti nella parte finale del suo commento che mi suonano offensivi, nonostante la mia riservatezza a dire che sono vegano da 10 anni, e sentimentalmente animalista.

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