Black pharma, il mercato milionario dell’illecito….La truffa e i danni enormi per tasca e salute!!!!

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Sapete qual è il valore del giro economico prodotto dal mercato dei farmaci illegali in Italia?
Ammonta a circa 18 milioni di euro! A rendere noti questi dati sul cosiddetto black pharma nel 2017 nella nostra amata penisola , è un rapporto preciso del gruppo AIFA dell’Arma dei Carabinieri . Era chiaro che primi nella lista dei farmaci più trafficati troviamo tutte le “panacee” offerte per i “disturbi della disfunzione erettile” ( equivalenti a circa il 60% del totale). Ma nel grande turbinio del mercato illegale mondiale schizzano, come schegge impazzite, molti psicofarmaci, antidepressivi, antiepilettici e tantissimi farmaci che danno una “ falsa speranza” ai poveri malati di tumore. Insieme a questi farmaci-truffa, una miriade di medicamenti per gli tutti usi e consumi dei cosiddetti “sportivi dopati”: amminoacidi potenziati, proteine di ultima generazione, anabolizzanti e persino droghe enfatizzanti come le anfetamine sintetiche. Il commercio internazionale di questo “giro criminale” è quasi tutto sul web, chiaramente.Tempo fa, avevamo fatto alcune prove…….ricercando qualche sito. il 90% di questi siti è illegale , appoggiati su provider di ogni parte del mondo, anche di paesi non riconosciuti dal Governo Italiano. L’acquisto è facilissimo. I siti sono costruiti con una semplicità estrema. In un inglese poco ortodosso ma infarcito di terminologia tecnica appropriata, questi siti mettono immediatamente l’acquirente nelle condizioni di rispondere a semplici domande ( basate di norma sulla paura , sullo stato d’animo confuso del paziente ammalato, o sull’ebrezza di “ trasgredire le norme”) che danno il via ad una serie di proposte che nell’ 80% dei casi terminano sistematicamente con un acquisto sicuro. E’ ovvio che lo scopo finale è lucrare sulla domanda di salute dei pazienti, sulle speranze dei malati inguaribili o sulla possibilità di poter ottenere, in barba alle regole, sostanze illegali in Italia sull’idea di fondo ( pazzescamente assurda), di poter fare a meno della prescrizione e del consiglio del medico, in un “modernissimo al fai da te” sempre più allarmante. Un “side event del G7 Salute” con la presidenza italiana, svoltosi circa 5 mesi fa a Milano ne ha discusso riportato i dati del fenomeno all’opinione pubblica , ma dobbiamo registrare , con grande tristezza d’animo, che i media hanno dato poco risalto alla cosa. Eppure anche il ministro della Salute aveva ribadito che il fenomeno è grandemente allarmante e che va rafforzata ogni strategica cooperazione internazionale affinché si riesca ad arginare questa pericolosa piaga. Fuori da ogni controllo medico o con la compiacenza di professionisti senza scrupoli, il fenomeno criminoso ha oramai coinvolto ufficialmente circa 123 Paesi. Oltre ai fattori di rischio intrinseci di questo mercato illegale ci si deve difendere anche dalla contraffazione online e da quella, di ultimissima generazione, sui cosiddetti “ farmaci innovativi”. Infatti un binomio indissolubile sembra essere: la crescita della criminalità organizzata sul settore farmaci è direttamente proporzionale alla crescita del progresso scientifico . I mezzi di contrasto esistono. Forze dell’ordine sempre più specializzate diventano veri vigilanti sempre all’erta sul sistema di erogazione dei farmaci in Italia e nel mondo. I carabinieri del nucleo dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) operano in tal senso con una missione operativa specifica, mirata alla vigilanza e al controllo e rappresentano attualmente una vera forza d’ intelligence operante sul controllo del settore farmaci al fine di verificare e controllore l’intera filiera dei medicinali: dal produttore al consumatore Una lente d’ingrandimento mirata, sempre per tutela della salute pubblica, sulla contraffazione, sulla sperimentazione, sul controllo dei prezzi ( non solo nel corso delle emergenze sanitarie ) ed ora sulla dilagante e preoccupante “ vendita on line”. Un nucleo di lavoro che ha iniziato ad occuparsi di “reato farmaceutico” già dal 2007 e che oggi agisce in stretta sinergia con Europol, Interpol ed altre forze di polizia nel mondo specializzate in questo campo. Un nucleo dell’Arma dei Carabinieri creato quale una task force nazionale anticontraffazione, a cui è seguito poi nel 2015 la costituzione di un nucleo antifalsificazione per il farmaco che utilizza un vero e proprio database internazionale dei furti di farmaci nel mondo. Da quell’anno infatti è nato un progetto voluto dal Ministero della Salute che coinvolge volontariamente la Farm-industria, le principali associazioni dei pazienti, ed utilizza come forza di contrasto i Nas dell’Arma. Un’ indagine che parte dal 2014 e che ha rivelato un costante aumento i furti di farmaci dagli ospedali. Vengono sottratti in primis farmaci ad alto costo , quali quelli utilizzati per la cura di tumori e malattie degenerative del SNC e in seconda fascia dai tranquillanti, benzodiazepine, psicofarmaci e antibiotici ad alto costo. Tantissimi i reati contestati dalla ricettazione e incauto acquisto, vendita ed immissione illecita sul mercato di farmaci privi di autorizzazione, trasgressione della regolamentazione sulle sostanze dopanti, all’ acquisto in rete di prodotti a base di sostanze neuro- psicotrope.
Sono furti organizzati da singoli o associazioni di personale interno sprovveduto senza scrupoli , e con problemi economici,, ma spesso sono furti eseguiti su commissione, con il coinvolgimento di personale interno all’ospedale che funge da basista in accordo con la criminalità organizzata. Quest’ultima ha ultimamente aggiornato la capacità di ricettazione, di dislocazione, di riciclaggio, di collocazione dei farmaci rubati nei mercati legali e della vendita diretta sul mercato contrapposto di prodotti illegali. Ricordiamo lo scorso anno a giugno l’operazione “Pharmabusiness” , che nella città di Napoli ha portato i NAS ad arrestare un’organizzazione malavitosa di trafficanti del farmaco. Ci dispiace constatare che come al solito, basisti e fiancheggiatori della banda criminale, erano alcuni addetti sanitari operanti in strutture ospedaliere e del territorio partenopeo. Per concludere questo nostro breve excursus, desideriamo ricordare che secondo dati AIFA, nel 2016 in Italia sono stati confiscate quasi 350mila confezioni di medicinali rubati, illegali o contraffatti. Fra i più gettonati nella falsificazione, sono stati prodotti contenenti la tossina botulinica, in seguito venduti chiaramente illegalmente da soggetti privi di autorizzazione alla commercializzazione di prodotti farmaceutici,. Al secondo posto non potevano mancare i prodotti illegali per il trattamento delle disfunzioni erettili maschili ed al terzo posto spiccano i farmaci e i prodotti presentati artatamente sotto la false spoglie di integratori alimentari ma in realtà contenenti sostanze chimicamente attive e quindi veri e propri farmaci venduti senza controllo . In conclusione, è chiaro che il pianeta è saturo di criminali senza scrupoli che avvelenerebbero un’intera nazione per i loro loschi interessi economici; ed è una realtà che esistono associazioni di criminali che giornalmente pubblicizzano e vendono sul web cure miracolose per “aumentare la performance nelle prestazioni sessuali” per curare definitivamente Aids, per guarire le malattie del sistema nervoso come Alzheimer e Parkinson o per ultimo per debellare ogni tipo di tumore, ma è anche vero che alcuni Stati Sovrani ( definiamoli così) che siedono come tutti presso la sede dell’ONU, avallano indirettamente società di capitali e di profitto regolarmente registrate da cui traggono profitti economici non indifferenti sotto forma di tasse ed indennizzi di settore, che producono ed immettono sul mercato farmaci e sostanze illegali. Anche grandi banche e sistemi finanziari sono alla mercé di questi signori del crimine farmaceutico ed oggi grazie alle transazioni camuffate e protette e soprattutto all’avvento delle monete elettroniche ( bitcoin o litecoin) come sistema di pagamento, diventa sempre più difficile rintracciare gli autori dei crimini. Molte società di carte di credito fortunatamente, hanno sostenuto le indagini ed hanno permesso di risalire ad acquisti illegali di farmaci ( risultati all’origine semplici acquisti di vestiario o scarpe ) ma, secondo quanto affermato dalla dirigenza del “ US – FDA Office of criminal investigations” grandi “ mostri sacri ” di internet come Google o Amazon hanno difeso strenuamente la loro libertà di vendita ostacolando per anni il rilascio di dati sensibili, fino alla condanna e all’obbligo coatto di fornire dati imposto dalla Corte Suprema Statunitense. Noi nel nostro piccolo, rivolgiamo un appello a tutti , ricordando che, oltre all’illecito che viene compiuto nell’atto del semplice acquisto di sostanze illegali , c’è un grave e reale pericolo per la salute. Evitate il “fai da te”, troverete sempre un medico, un farmacista, un biologo un chimico di vostra fiducia che vi darà, anche a titolo gratuito, un consiglio…………….. in scienza e coscienza.

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