Via Roma a Ragusa di nuovo aperta al traffico: duro attacco di Ragusa Prossima e ipotesi referendum cittadino

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RAGUSA, 16 Settembre 2026 – La decisione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Peppe Cassì e dalla giunta – a trazione Forza Italia – di riaprire al traffico veicolare via Roma a Ragusa Superiore scatena la dura reazione del movimento Ragusa Prossima. In una nota firmata dalla presidente Lilla Anagni, l’atto viene definito una “carta della disperazione” giocata sul futuro del quartiere San Giovanni e dell’intero centro storico, al punto che il movimento sta valutando concretamente l’attivazione di un referendum cittadino.

Al centro della contestazione vi è prima di tutto il metodo scelto dall’amministrazione. La riapertura è stata annunciata tramite un post social, bypassando il Consiglio comunale e ogni forma di confronto preventivo con residenti, categorie economiche e portatori d’interesse.

Il confronto mancato: Secondo Ragusa Prossima, la decisione calpesta il programma elettorale “Direzione Ragusa 2028” (che puntava decisamente alla centralità del pedone e alla micromobilità) e ribalta un precedente atto di indirizzo votato a larga maggioranza dall’aula consiliare a difesa della pedonalizzazione.

La memoria storica: Il movimento ricorda come in passato esponenti dell’allora maggioranza avessero sostenuto la chiusura al traffico, e definisce un vero e proprio “blitz” politico la virata attuale.

Nel merito, il provvedimento viene giudicato superficiale e privo di dati certi, considerando che non sono stati resi noti dettagli fondamentali come sensi di marcia, orari, misure di sicurezza per i pedoni o piani di sosta.

L’impatto economico e ambientale: Per Ragusa Prossima, far tornare le auto non risolleverà le sorti del commercio locale. Gli studi sociologici dimostrano che il tessuto economico del centro storico si è evoluto virando verso il food, l’accoglienza turistica e i b&b, settori che non traggono beneficio dall’aumento di smog e traffico. L’unico reale vantaggio economico – ironizza il movimento – sembra andare a favore della gestione privata dei parcheggi a pagamento.

Vengono citati esempi come via Mario Leggio o corso Italia per evidenziare come la semplice apertura al traffico non sia sinonimo di vitalità commerciale, ma rischi al contrario di desertificare ulteriormente le aree.

Considerando la delicatezza di un intervento che tocca viabilità, urbanistica e vivibilità urbana, Ragusa Prossima intende percorrere la strada del referendum cittadino. L’obiettivo è restituire la parola ai residenti e ai ragusani, aprendo un dibattito pubblico consapevole e rimediando a una scelta politica ritenuta in netta contraddizione con il mandato elettorale ricevuto dai cittadini.

 

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