
24 Agosto 2026 – Il Mediterraneo centrale si è trasformato in un teatro di violenza e impunità. La denuncia lanciata dall’organizzazione umanitaria SOS Méditerranée squarcia il velo su una realtà drammatica, in cui le imbarcazioni collegate ad attori e gruppi armati libici stanno portando avanti una vera e propria strategia del terrore. Questa condotta si esprime attraverso minacce costanti, intimidazioni e inseguimenti ad alta velocità mirati sia contro i migranti sia contro le navi di soccorso delle ONG. I dati raccolti descrivono una pressione asfissiante, con numerosi episodi documentati in cui motoscafi non identificati e milizie libiche hanno braccato i soccorritori spingendosi fino alle acque internazionali.
La crudeltà di queste operazioni non si ferma alle minacce verbali, ma si traduce in manovre deliberatamente letali in mezzo al mare. I rapporti descrivono infatti speronamenti intenzionali contro le fragili imbarcazioni dei migranti già in gravissima difficoltà, un atto spietato compiuto nell’assoluto disprezzo del rischio imminente di provocare stragi e annegamenti di massa. A questa brutalità si aggiunge l’uso della forza delle armi persino contro gli operatori umanitari, come dimostra il gravissimo attacco subito dalla nave Ocean Viking. In quell’occasione la guardia costiera libica ha aperto il fuoco ed esploso oltre 100 colpi in acque internazionali, mettendo a repentaglio la vita dell’intero equipaggio e degli 87 civili che erano appena stati tratti in salvo.
Questa ferocia indiscriminata sta producendo effetti devastanti sulla rotta. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si sta registrando un paradosso agghiacciante, per cui a fronte di una netta diminuzione delle partenze corrisponde un aumento vertiginoso della mortalità. Questo macabro bilancio evidenzia come la rotta sia diventata ancora più letale, proprio a causa della presenza di imbarcazioni armate e delle violente tattiche di intercettazione adottate dai gruppi libici.
SOS Méditerranée sottolinea come questa escalation sia strettamente legata alle scelte politiche europee, in particolare all’estensione della cooperazione con gli attori libici per contenere i flussi verso l’Europa. Nonostante i procedimenti legali avviati in paesi come Italia, Francia e Germania per l’attacco alla Ocean Viking, le autorità nazionali ed europee continuano a non fornire risposte sufficienti e a non identificare i responsabili, lasciando che queste violenze rimangano impunite.



2 commenti su “Mediterraneo, la sistematica crudeltà delle milizie libiche contro migranti e soccorritori.”
Sbaglio o il nostro governo ha degli accordi con le autorità libiche per impedire le partenze?
Esatto Gioacchino Scollo Abeti, l’accordo con i libici è stato fatto e la politica si è pulita la coscienza dimostrando all’opinione pubblica il forte interesse al problema e i soldi che si spendono per questo. Ma la propaganda deve affliggerci per portare avanti il business degli aguzzini fiancheggiati dalle ONG per completare l’agenda 2030. Quella studiata e impostata dai mammasantissima del WEF. Cioè invasione dell’Europa senza sparare un colpo di artiglieria e devastare oltre che cambiare, secoli di cultura, ingegno, arte, letteratura, non trascurando duemila anni di cristianesimo e tanto altro.
Ma dobbiamo guardare gli accadimenti del giorno e non pensare domani cosa succederà e dove stiamo andando a parare. Ad esempio ora dopo la Germania che ha 7 navi che traghettano anime, pure la Svizzera ci vuole spedire in Italia gli immigrati. E perché no, a condizione che loro si riprendono la Schlein.