Concessi i domiciliari ai cinque indagati sciclitani per l’estorsione e il pestaggio del pensionato di Donnalucata (Scicli)

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CATANIA, 22 Agosto 2026 – Concessi i domiciliari i cinque indagati sciclitani coinvolti nell’inchiesta per estorsione e lesioni ai danni di un pensionato di Donnalucata. Il Tribunale del Riesame di Catania ha, infatti, accolto le istanze presentate dai difensori, disponendo la sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari.

A presentare i ricorsi erano stati gli avvocati Ignazio Galfo, Omar Falla, Daniela Spadaro, Giuseppe Aprile e Michele Savarese, legali di fiducia degli indagati,   i cinquantaduenni gemelli B.A. e R.C.A., F.M. di 45 anni,  G.E. di 41 anni e C.D. di 43 anni, che avevano chiesto la revoca della misura o, in subordine, una misura meno gravosa a fronte del provvedimento originario emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ragusa, Ivano Infarinato. Con la decisione del Riesame cade, dunque, il rigetto iniziale che aveva ritenuto il carcere come l’unica misura proporzionata alla gravità dei fatti contestati.

I fatti al centro dell’inchiesta, condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica, risalgono al tardo pomeriggio dello scorso 3 febbraio. Teatro della brutale aggressione è stata via Salvador Allende, nella frazione balneare sciclitana di Donnalucata. La presunta vittima, un pensionato di 72 anni, era alla guida della propria autovettura quando era stata improvvisamente bloccata da una Fiat Panda che aveva sbarrato la strada.

Dall’utilitaria erano scesi tre uomini che, con estrema determinazione, avevano costretto l’anziano a scendere, strattonandolo e trascinandolo con violenza sull’asfalto. Il pensionato era stato sottoposto a un vero e proprio pestaggio a suon di calci, pugni e schiaffi, rimanendo completamente inerme a terra e riportando lesioni multiple al volto e agli arti. Durante l’aggressione, i malviventi gli avrebbero rivolto pesanti minacce di morte estese anche ai suoi familiari, pretendendo il saldo di un presunto debito che la vittima ha tuttavia fermamente disconosciuto.

Le motivazioni del provvedimento del Riesame si conosceranno tra 90 giorni.

“Avrei preferito che ci fosse stato un maggiore riserbo su questa episodio – afferma l’ Avv. Michele Savarese difensore di F.M., almeno fino alla pronuncia del Tribunale del Riesame. Ciò in considerazione del fatto che ci troviamo nel pieno della stagione estiva e associare la frazione di
Donnalucata come un luogo dove si tentano estorsioni, quando ancora siamo nella fase iniziale del procedimento è a mio avviso inopportuno. Si è parlato anche di usura, nonostante nel capo d’ imputazione non sia menzionata tale ipotesi di reato. I giudici di Catania che, invece, hanno fatto uscire dal carcere tutti gli indagati, hanno iniziato a dare alla vicenda il reale peso. Un passo alla volta verso la verità”.

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