Lady Whistledown: “Al Comune di Modica tutti parlano di inclusione, ma l’ascensore sembra avere idee diverse”

Tempo di lettura: 2 minuti

Miei amatissimi lettori,

pare proprio che mercoledì al Comune di Modica si sia tenuto uno di quei ricevimenti istituzionali che tanto appassionano questa umile cronista: assessore Concetta Spadaro, sindaca Maria Monisteri, Dirigente Rosario Caccamo e, in una fugace apparizione degna delle migliori entrate in scena, persino il vicesindaco Viola.

Argomento della riunione? Nulla di particolarmente frivolo, naturalmente. Si parlava della delicatissima vicenda dell’Anffas, della sua chiusura e, soprattutto, delle conseguenze per le 14 famiglie di ragazzi con disabilità che si ritrovano a casa.

Una questione seria. Serissima.

Ed è proprio per questo che il destino, con quel suo irresistibile senso dell’umorismo, ha deciso di mettere in scena un piccolo dettaglio.

Mentre dentro il palazzo si discuteva di ragazzi speciali, fuori dal palazzo c’era Angela Boscarino,una signora in carrozzina, che non riusciva a salire perché l’ascensore per disabili era fuori servizio.

Che tempismo, miei cari! Persino Lady Whistledown avrebbe dovuto controllare due volte prima di pubblicare una simile coincidenza:

riunione sulla disabilità: presente.

persona con disabilità: presente.

ascensore per disabili: assente ingiustificato.

E, a quanto racconta la stessa Angela, non sarebbe nemmeno la prima volta che quell’ascensore decide di concedersi una vacanza proprio quando qualcuno ne ha bisogno. Forse, suggerisce questa penna indiscreta, l’ascensore ha semplicemente bisogno di essere invitato alle riunioni.

Perché, diciamolo: se si convoca una riunione per parlare di persone con disabilità, sarebbe stato davvero rivoluzionario pensare che una persona con disabilità potesse voler partecipare. Un’idea talmente innovativa da lasciare probabilmente tutti senza parole.

Ma non fermiamoci qui.

Perché mentre quattordici famiglie aspettano risposte, mentre un servizio fondamentale è fermo e mentre si cerca di capire come affrontare una situazione che non può certo essere risolta con una fotografia e una stretta di mano, resta sul tavolo un’altra domanda piuttosto scomoda: che fine hanno fatto i fondi e i progetti che già esistono?

Creare un progetto è certamente nobile. Finanziarlo è ancora meglio. Far partire davvero il servizio sarebbe addirittura scandaloso.

E così Modica si ritrova davanti ad un piccolo paradosso degno dei migliori salotti londinesi: si organizzano riunioni per parlare di inclusione, ma una cittadina in carrozzina rimane al piano terra. Dentro il palazzo si parla di ragazzi speciali. Fuori, una ragazza speciale aspetta.

E l’ascensore? Ah, l’ascensore sembra essere l’unico ad aver già trovato la soluzione al problema: non salire. Forse, dopotutto, la vera riunione da convocare sarebbe proprio quella con lui, per chiedergli dove fosse ieri e perché continui a mancare proprio quando serve.

Naturalmente questa umile cronista attende con ansia le spiegazioni dell’amministrazione:

magari scopriremo che era tutto sotto controllo.

magari l’ascensore era semplicemente impegnato.

magari i fondi stanno arrivando, i progetti stanno per partire e le 14 famiglie non dovranno aspettare ancora.

E magari, un giorno non troppo lontano, quando al Comune si parlerà di disabilità, qualcuno penserà anche a far funzionare l’ascensore. Perché, miei cari lettori, a volte la vera inclusione comincia da una cosa assai poco aristocratica: premere un pulsante e fare in modo che funzioni.

Che magnifica metafora dei tempi che corrono. I progetti sono pronti, i fondi forse pure, le riunioni non mancano… manca soltanto la cosa più complicata: far funzionare ciò che già esiste.

E forse sarebbe il caso che qualcuno spiegasse alle 14 famiglie, ad Angela e a tutti coloro che aspettano risposte che l’inclusione non si misura dal numero degli assessori seduti attorno a un tavolo, ma da quante persone riescono davvero a entrare da quella porta.

Perché organizzare una riunione sulla disabilità mentre una persona con disabilità non può nemmeno raggiungerla non è esattamente il massimo della coerenza. È quasi satira. Peccato che, per le famiglie coinvolte, non ci sia proprio nulla da ridere.

E forse, la prossima volta, prima di convocare l’ennesimo tavolo tecnico, qualcuno potrebbe fare una cosa sorprendentemente rivoluzionaria: alzarsi dalla sedia, andare a vedere cosa succede fuori e provare, per una volta, a mettersi dall’altra parte della porta.

Perché dalle poltrone del Comune l’inclusione sembra una bellissima parola. Da una carrozzina davanti a un ascensore guasto, invece, ha tutt’altro sapore.

E questa, miei cari lettori, è una storia che non ha bisogno di pettegolezzi. Basta guardare chi è rimasto sotto il palazzo mentre tutti gli altri erano già dentro.

La vostra sempre vigile,

Lady Whistledown di Modica

che osserva, annota e — soprattutto — non dimentica.

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8 commenti su “Lady Whistledown: “Al Comune di Modica tutti parlano di inclusione, ma l’ascensore sembra avere idee diverse””

  1. Già, il paradosso è tutto qui: una riunione del Comune di Modica dedicata alla vicenda dell’ANFFAS e alle 14 famiglie con ragazzi con disabilità, mentre, nello stesso momento, una cittadina in carrozzina, Angela Boscarino, non poteva accedere al Palazzo comunale perché l’ascensore per le persone con disabilità era fuori servizio.
    Ma Modica, cara Lady Whistledown, è ormai un grande, elegante paradosso.
    Un’amministrazione che si presenta come efficiente e un Consiglio comunale che non ha più una vera maggioranza. Consiglieri usciti dalla maggioranza, ma che non arrivano alla sfiducia, forse perché tra responsabilità politica e convenienza personale esiste una zona grigia assai comoda.
    Cittadini pronti ad applaudire la Sindaca e, subito dopo, a criticare ciò che questa amministrazione e quelle precedenti hanno fatto o non hanno fatto. Cittadini appassionati di feste, vetrine e abiti da sfoggiare, mentre le strade continuano a fare i conti con le buche e i parcheggi restano un miraggio.
    Un narcisismo collettivo che celebra l’apparenza mentre la sostanza si sgretola.
    E poi ci sono quei pochi cittadini che le tasse e i tributi li hanno pagati davvero e che, paradossalmente, finiscono persino per essere derisi da chi quelle tasse non le ha mai pagate.
    È questo, forse, il vero spettacolo: lo sfoggio di grandezza e di potere che nasconde, dietro una facciata sempre più lucida, la totale inconsistenza di una coscienza collettiva.
    E sì, Lady Whistledown, la sua è stata un’ottima riflessione, basta guardare chi è rimasto sotto il Palazzo mentre tutti gli altri erano già dentro. Non è soltanto un’immagine. Sono le macerie di una città che, prima ancora di perdersi nelle strade, sembra essersi persa nella coscienza dei suoi stessi cittadini.

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  2. Ma certo, dopo la guardia medica che non c’era per gli ubriaconi maleducati incivili, adesso aggiungiamo l’ascensore che non funziona.
    Secondo me anche per la guerra a Gaza o in ucraina è colpa di questa amministrazione.
    Con la sinistra l’ascensore funzionerebbe sicuro, e i giovani incivili maleducati ubriaconi e sporcaccioni per colpa di genitori come i figli. con la sinistra non avrebbero ridotto la spiaggia in una pattumiera. Piero a fatti cogghiri u scantu.
    Adesso arriveranno gli altri nomi concetto Macco Ciccio Peppe italiano scocciato Vincenzo anonimus Saru curati

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  3. Governo delle apparenze!!… e con la polvere nascosta sotto il tappeto!!
    Si parla di risolvere i debiti del Comune, ma non si parla di quando a questi , sarà dato soddisfo.
    Certo, la riscossione dei crediti da parte del Comune è iniziata da un bel po’, ma quando il Comune inizierà a pagare i propri debiti?
    Il problema dell’ ascensore, che ha subito questa nostra concittadina, molto probabilmente è dovuto al fatto che qualche ditta addetta alla manutenzione, non sia stata pagata e quindi disattende il proprio compito. Ma……
    TUTTI ZITTI!!
    Sono stati scelti a maggioranza!!
    e questa maggioranza che li ha scelti probabilmente aspetta una ricompensa personale!!!

  4. Tutti i commenti sono rappresentativi della realtà modicana, cin tantissimi nomi: ciccio, franco, peppe, mario, saro, rosario… e poi i soliti troll adulatori o leccaculo degli amministratori o forse le loro stesse maestà 😂
    Sarete serviti come meritate, così come siete stati serviti fino ad ora “civel” troll

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  5. Però pensandoci bene la città è amministrata da coloro per qui io ho votato, azzalora solo ora l’ho capito e chiedo perdono a Ciccio, macco, Italiano, Peppe, saru ecc. ecc.

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  6. Ma guardatelo dovrebbero essere idioti come lui per non capire che usa i nomi di chi ne sa più di lui. Fatti curare da un psichiatra
    Ha dimenticato di darle del fascista.

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