Flussi migratori, Galifi: “Bene i fondi regionali, ma i criteri vanno rivisti”.

"Servono equità e sostegno ai Comuni che affrontano ogni giorno il fenomeno migratorio”
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Ragusa, 18 luglio 2026 – Il decreto della Regione Siciliana che assegna 2,1 milioni di euro ai Comuni maggiormente coinvolti nella gestione dei flussi migratori rappresenta un segnale positivo di attenzione verso un fenomeno che continua a incidere profondamente sui territori. Un’iniziativa che Angelo Galifi, imprenditore e politico della provincia di Ragusa, accoglie favorevolmente, ma che ritiene debba essere accompagnata da una revisione dei criteri di ripartizione delle risorse.
«È giusto riconoscere un sostegno ai Comuni porto di approdo, anche per il danno d’immagine che negli anni hanno subito a causa della continua esposizione mediatica legata agli sbarchi. Tuttavia – afferma Galifi – non si può limitare l’intervento soltanto a questi territori, perché il fenomeno migratorio oggi interessa in maniera diffusa numerosi altri Comuni siciliani.»
Secondo Galifi, i territori maggiormente interessati dai flussi migratori sono spesso quelli caratterizzati da una forte presenza di aziende agricole, dove si concentra un elevato numero di lavoratori immigrati.
Si tratta prevalentemente di Comuni che, quotidianamente, devono gestire una significativa presenza di cittadini stranieri, tra i quali vi sono anche persone prive di regolare titolo di soggiorno. «Queste amministrazioni – prosegue – sono chiamate a garantire sicurezza, ordine pubblico, servizi sociali, sanitari e amministrativi, sostenendo costi sempre più elevati con bilanci spesso insufficienti. È una pressione costante che non può essere ignorata.»
Per questo Galifi propone che la Regione Siciliana introduca un criterio più equo e oggettivo nella distribuzione delle risorse, prevedendo un contributo parametrato al numero dei residenti, destinato ai Comuni che affrontano quotidianamente gli effetti del fenomeno migratorio e i maggiori costi per l’erogazione dei servizi.
«Occorre riconoscere che esistono realtà che, pur non essendo sedi di sbarco, convivono ogni giorno con le conseguenze dell’immigrazione. Penso a Comuni come Ispica, Vittoria, Santa Croce
Camerina, Pachino dove la presenza di numerose aziende agricole determina anche una forte concentrazione di lavoratori immigrati. Questi territori non possono essere dimenticati.»
Galifi sottolinea come i criteri di assegnazione dovrebbero tenere conto non solo degli sbarchi, ma anche della presenza stabile di migranti sul territorio, del carico sui servizi comunali, delle esigenze legate alla sicurezza e dell’effettivo impegno sostenuto dalle amministrazioni locali. «La Regione deve dare un segnale forte di vicinanza a tutti i Comuni che affrontano questa realtà ogni giorno. Solo attraverso criteri realmente aderenti alle esigenze dei territori sarà possibile garantire equità e assicurare alle amministrazioni gli strumenti necessari per continuare a offrire servizi efficienti ai cittadini.»

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