SRR ATO 7, Mauro incalza il sindaco Cassì : “Anni di anticipazioni. Si faccia piena luce anche su chi doveva controllare”

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Ragusa, 30 giugno 2026 – “I provvedimenti disciplinari adottati nei confronti dei tre dipendenti rappresentano soltanto il primo passo. La vera domanda che oggi i cittadini si pongono è un’altra: come è stato possibile che per anni nessuno si sia accorto di quanto stava accadendo?. Eppure quando reclamavamo chiarezza e trasparenza alla Srr Ato Ragusa, il sindaco Cassi ci tacciava quali demagoghi”.
Con queste parole il consigliere comunale Gaetano Mauro ha presentato una dettagliata interrogazione rivolta al sindaco di Ragusa sulla vicenda che coinvolge la SRR ATO 7.
“Il punto- scrive Mauro- non è soltanto accertare le responsabilità di chi avrebbe percepito somme non autorizzate, ma verificare se abbiano funzionato i controlli interni e, soprattutto, se chi aveva il dovere di vigilare abbia realmente esercitato quel compito”.
«Chiedo che vengano accertate le eventuali responsabilità del revisore dei conti, del collegio sindacale, del presidente del Consiglio di amministrazione, del dirigente della società e di tutti gli organismi deputati alla vigilanza. Se le anomalie si sono protratte per anni, è doveroso capire perché nessuno le abbia rilevate prima”.
Particolare attenzione viene riservata anche alle procedure di autorizzazione dei pagamenti.
“Se sarà confermato che il presidente del CdA deteneva il token bancario- si legge nella interrogazione del consigliere Mauto- necessario ad autorizzare i bonifici, sarà indispensabile chiarire quale ruolo abbia avuto nell’intera filiera dei pagamenti e se le procedure interne fossero adeguate a garantire la necessaria separazione delle funzioni e dei controlli”.
Il consigliere comunale estende poi la riflessione all’intero sistema delle società partecipate.
“Non possiamo ignorare che alcune delle principali società in house partecipate dagli enti locali operano da tempo senza figure dirigenziali amministrative fondamentali. Una carenza organizzativa che rischia di indebolire il sistema dei controlli e che merita un’immediata riflessione da parte dei soci pubblici”.
“La trasparenza nei confronti dei cittadini è un obbligo. Occorre comprendere cosa non abbia funzionato, accertare ogni eventuale responsabilità e adottare tutte le misure necessarie affinché episodi di questo genere non possano più ripetersi. Le società partecipate gestiscono risorse pubbliche e devono garantire standard di controllo e legalità ancora più elevati rispetto ai soggetti privati”.

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