Firrincieli(M5s): “La scaccia ragusana merita un festival internazionale, non una sagra di paese”

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Ragusa, 29 giugno 2026 – «Due giorni di “sagra della qualcosa” non rendono merito alla storia, all’economia e al potenziale inespresso della nostra città. Ragusa è, per distacco, il Comune più virtuoso della Sicilia: bilanci in ordine, casse sane, zero debiti. Eppure, davanti a questa solidità finanziaria, continuiamo a registrare una disarmante povertà di visione strategica da parte dell’assessorato allo Sviluppo economico e dell’Amministrazione comunale».

A dichiararlo è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, a conclusione del weekend dedicato alla tradizionale Scaccia Ragusana. Un appuntamento che, secondo l’esponente pentastellato, ha mostrato tutti i limiti di una programmazione locale ridotta al minimo sindacale, incapace di trasformare un’eccellenza identitaria in un volano di attrazione turistica internazionale.

«Il mio ringraziamento più sincero – continua Firrincieli – va ai nostri maestri panificatori, agli artigiani e a tutti gli operatori commerciali che hanno partecipato all’evento. Con il loro lavoro straordinario e la qualità indiscutibile delle loro materie prime — dalla farina di grano duro al Ragusano Dop — hanno salvato la dignità della manifestazione. Sono loro i veri custodi della nostra identità alimentare. Ma è evidente che questi stessi operatori, che investono e rischiano in prima persona, meriterebbero di essere inseriti in un contesto di ben altro livello, capace di generare un reale ritorno economico e d’immagine, e non in un format superato che si esaurisce nello spazio di un weekend coinvolgendo quasi solo la popolazione locale, come se ci trovassimo in un piccolo borgo isolato».

Secondo Firrincieli, la rivendicazione della paternità della scaccia dovrebbe essere il fulcro di un grande Festival dell’identità e del gusto mediterraneo, strutturato su almeno una settimana e capace di catalizzare presenze qualificate da tutta Italia e dall’estero, sfruttando infrastrutture strategiche come l’aeroporto di Comiso e il porto turistico di Marina di Ragusa.

«Ragusa ha tutto ciò che serve per fare il salto di qualità. Una programmazione lungimirante e con una regia unica — capace di concatenare cultura, spettacolo e turismo — dovrebbe prevedere: cooking chow e cooking class di respiro globale. Coinvolgendo non solo le scuole alberghiere del territorio per formare le nuove generazioni, ma anche le nostre stelle del firmamento gastronomico, chef stellati che il mondo ci invidia e che potrebbero fare da ambasciatori culturali dell’evento. E, ancora, eventi diffusi nei centri storici e sul litorale: ci porterebbe a sfruttare la doppia anima di Ragusa, portando i laboratori per imparare a impastare e scaniare la pasta, insieme alle degustazioni guidate, sia tra i vicoli barocchi che sulle nostre spiagge. Insomma, è necessario un palinsesto culturale di alto profilo: trasformare l’evento gastronomico in una vera kermesse con concerti di richiamo nazionale, spettacoli teatrali, cabaret e talk show di approfondimento economico».

«Già nella scorsa campagna elettorale avevamo proposto questa precisa visione di sviluppo economico integrato. All’epoca i cittadini fecero scelte diverse e l’attuale amministrazione, purtroppo, non ha avuto nemmeno la lungimiranza di “copiare” le buone idee, preferendo arroccarsi nel solito schema delle piccole feste di paese. Oggi che questo percorso amministrativo volge al tramonto, a loro resta solo il rammarico per le occasioni perse. Noi guardiamo avanti: questa visione sarà il pilastro fondante del programma per la nuova amministrazione che proporremo nel campo alternativo. Ragusa ha infrastrutture potentissime e merita di essere un polo d’attrazione internazionale per albergatori, ristoratori e filiere d’eccellenza. Il cambio di passo è necessario e noi siamo pronti a realizzarlo».

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