
Esistono figure capaci di abitare il sapere non come un insieme di compartimenti stagni, ma come un territorio aperto, dove la memoria del passato dialoga costantemente con le sfide della modernità. Yannis Fikas, accademico, filosofo e scrittore ateniese, incarna perfettamente questo ideale di intellettuale contemporaneo: una mente radicata nella grande tradizione classica, ma proiettata in una dimensione autenticamente internazionale e cosmopolita.
Il percorso accademico e professionale di Fikas è la testimonianza di una vocazione transnazionale. Fondatore e presidente dell’Accademia di Farsala, si è laureato inizialmente in Informatica all’Università di Patrasso, e ha poi conseguito il Dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università di Atene, dove ha anche insegnato Filosofia Rinascimentale. Yannis Fikas ha saputo costruire nel tempo legami solidissimi tra l’Europa e il resto del mondo. La sua attività di docente lo ha visto protagonista in prestigiose istituzioni d’oltreoceano e continentali: è stato professore di Filosofia presso la State University of New York (Empire State College) e ha guidato dipartimenti chiave in centri di eccellenza come il BCA College – dove ha ricoperto il ruolo di Direttore delle Scienze Umane – e il New York College.
Questa impronta globale si riflette anche nella sua storica attività presso l’American College of Greece, dove per oltre quindici anni ha diretto le Tecnologie dell’Apprendimento, dimostrando una rara capacità di anticipare i tempi coniugando l’innovazione tecnica e la formazione umanistica. Non da ultimo, la sua appartenenza alla F.I.J.E.T. (Fédération Internationale des Journalistes et Écrivains du Tourisme) sottolinea come il viaggio, la scoperta e il racconto del patrimonio culturale globale siano elementi centrali della sua cifra stilistica e intellettuale.
Le opere di Yannis Fikas
Notevole è l’opera saggistica di Yannis Fikas, tant’è che è autore di otto volumi di forte impatto filosofico e antropologico, che esplorano i nodi cruciali della nostra civiltà. Nelle sue opere, il mito e la storia diventano lenti per interpretare il caos della modernità; tra i suoi libri spiccano Giordano Bruno. Il suo posto nella storia della filosofia e delle idee, un’opera fondamentale che dimostra il suo profondo legame con il pensiero rinascimentale italiano e la difesa della libertà intellettuale; Filosofia e leadership (2017), un testo in cui il pensiero critico viene applicato alla gestione e alla guida delle comunità e delle aziende moderne; La città nel tempo e nello spazio (2018), una riflessione antropologica su come l’essere umano costruisce i propri spazi di vita e di relazione; I miti del mondo antico (2019), un viaggio alle radici degli archetipi che ancora oggi governano l’inconscio collettivo globale.
Molto interessante è il libro incentrato sulla figura di Giordano Bruno, analizzato non solo come martire del libero pensiero, ma come pensatore chiave nella transizione verso la modernità. Fikas si concentra sulla visione bruniana dell’universo infinito e sulla concezione dell’essere umano come unione di corpo (soma), anima (psyche) e intelletto (nous). Come Fikas stesso argomenta nei suoi estratti accademici su quest’opera, Bruno si focalizza sulla “strutturazione del mondo psicologico attraverso lo sviluppo dell’immaginazione e della memoria”.
Filosofia e leadership (Atene, M. Sideris, 2017)
Ci piace particolarmente soffermarci, per la sua attualità, sul libro Filosofia e leadership perché segna a nostro avviso il passaggio definitivo dalla teoria filosofica alla sua applicazione pratica nel contesto della gestione contemporanea. Fikas contrasta l’idea che la leadership moderna sia fatta solo di fredde strategie manageriali, tecnocrazia o algoritmi, dimostrando così la sua doppia anima di informatico e filosofo; il vero leader , per l’autore, colui che possiede una profonda statura morale ed è guidato dalla saggezza pratica (phronesis).
Il testo evoca i modelli classici del “filosofo re” di Platone e le riflessioni di Marco Aurelio. Fikas sottolinea come la leadership etica richieda autocontrollo, empatia e una visione a lungo termine orientata al bene comune; in tale direzione la filosofia diventa così uno strumento operativo e psicologico fondamentale per guidare aziende, istituzioni e comunità: “La filosofia libera l’anima dai difetti e dalle colpe, e la prepara alla comprensione della verità.”
Il fulcro del libro risiede nell’idea che la leadership non è una mera questione di tecniche manageriali, strategie di marketing o carisma superficiale, ma un percorso interiore basato sulla conoscenza di sé, sull’etica e sulla responsabilità verso la comunità.
Il libro Filosofia e leadership è fortemente attuale perché risponde alla crisi di valori e alla mancanza di punti di riferimento stabili nelle società odierne (caratterizzate da rapidità, complessità e incertezza). Fikas suggerisce che i leader moderni — politici, manager d’azienda, educatori — abbiano bisogno di una “bussola morale” che solo il pensiero filosofico può offrire, e richiama, in un tempo di decisioni guidate unicamente dal profitto e dal consenso immediato, la necessità di leader che cerchino la verità e la giustizia, anteponendo il bene comune agli interessi personali:
“La città antica e la geografia sacra rappresentano il ponte tra il mondo terreno e quello celeste […]. Il leader deve riscoprire questa connessione per comprendere la vitale importanza di una visione che superi l’immediato e il materiale.”
Proprio in questo mondo globale, che tende a confondere la leadership con la visibilità, il libro di Fikas smonta questa visione, ricordando che non si può guidare gli altri se prima non si impara a governare se stessi, le proprie passioni, paure ed egoismi. Di fronte alle crisi globali del mondo contemporaneo, i richiami al pensiero stoico presenti nel testo offrono spunti pratici su come mantenere la lucidità e l’integrità mentale sotto pressione:
“Fai ricorso al tuo stesso principio regolatore (il ‘hegemonikon’), a quello dell’universo e a quello del tuo prossimo. Al tuo, per trasformarlo in uno spirito di giustizia; a quello dell’universo, per ricordare di quale insieme fai parte; e a quello del tuo prossimo, per capire se agisce per consapevolezza o se è immerso nell’ignoranza, e allo stesso tempo per riflettere sul fatto che ti è simile.”
L’opera è strutturata come un ponte tra il pensiero antico e l’azione moderna. Fikas insiste sul concetto socratico del “Conosci te stesso” (Gnothi seauton), convinto com’è che un vero leader deve possedere la sophrosyne (la moderazione, il perfetto equilibrio emotivo e mentale), e prima di pretendere di governare una città (o un’azienda), deve dimostrare di saper governare la propria “anima”: chi è schiavo dei propri impulsi o della brama di potere finirà per essere un leader tirannico o inefficiente.
Riprendendo La Repubblica di Platone, l’autore analizza il modello del leader che ha completato il mito della caverna, che si è liberato dalle illusioni ed è pronto a tornare indietro per guidare gli altri verso la luce; evidenzia altresì che la leadership è un dovere e un servizio, non un privilegio e che il leader ideale è colui che accetta il comando non per ambizione, ma per evitare che la comunità venga governata da persone peggiori.
Un aspetto originale del libro è il legame tra leadership e arte. Fikas sostiene che guidare una comunità sia una forma d’arte elevata che richiede armonia, senso della bellezza e intuizione culturale. Il leader deve incarnare l’ideale greco della kalokagathia, cioè l’essere bello e buono, dove la bellezza esteriore e l’armonia delle azioni riflettono la bontà morale interiore: “L’educazione, l’arte, la filosofia e la cultura non sono elementi separati. Una leadership solida promuove gli studi comparativi delle culture antiche, dell’arte e della filosofia occidentale e orientale per sviluppare un pensiero globale”.
Concludendo, in un panorama contemporaneo dominato dall’imperativo della performance immediata e dall’illusione che la complessità sociale possa essere risolta da un algoritmo più efficiente, la lezione di Yannis Fikas risuona come un richiamo tanto urgente quanto necessario. Filosofia e leadership non è una fuga nostalgica nel passato, ma un manifesto per il futuro. Ricordandoci che il vero potere non risiede nella visibilità o nel controllo tecnocratico, ma nella conquista quotidiana di se stessi — in quella sintesi perfetta di phronesis, sophrosyne e kalokagathia — Fikas restituisce alla guida delle comunità la sua dimensione più nobile: quella di un’arte umana ed etica. Abitare il sapere per governare il cambiamento non è più solo una scelta intellettuale, ma l’unica via possibile per non smarrire l’uomo nel caos della post modernità.


