Il modicano Corrado Terranova “sconfigge” la FIS: “Sbattuto sul lastrico e minacciato, ma il Consiglio di Stato mi ha dato ragione”

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ROMA, 16 Giugno 2026 – Una storia di diritti calpestati, di velate intimidazioni, di disperazione economica, ma anche di straordinaria resilienza e dignità. È quella che racconta, senza filtri e con il cuore in mano, Corrado Terranova, professionista del settore video-streaming, modicano, reduce da una sfibrante battaglia legale contro la Federazione Italiana Scherma (FIS). Una battaglia vinta nelle aule del Consiglio di Stato, ma pagata a un prezzo altissimo sul piano personale e familiare.

Tutto ha inizio con la partecipazione di Terranova al bando di gara per l’assegnazione dei servizi di streaming per gli eventi clou della fine stagione schermistica: il Gran Premio Giovanissimi (GPG) e gli Assoluti.

“Con mia grande sorpresa — spiega Terranova — ho appreso che la mia azienda era finita in un ballottaggio tra le due offerte economicamente più favorevoli. Sono stato escluso per una differenza di poche centinaia di euro”.

Il problema, secondo il professionista, risiede nel fatto che la commissione avrebbe ignorato i parametri qualitativi del bando stesso. Oltre al prezzo, infatti, era richiesto il requisito di una specifica esperienza in campo sportivo e, nello specifico, nella diretta streaming della scherma. “Un requisito che io avevo e che, invece, non possedeva chi mi è stato preferito”, denuncia Terranova.

L’esclusione da quella commessa si traduce immediatamente in un dramma. Senza quel lavoro, Terranova vede azzerarsi le risorse per il sostentamento della propria famiglia. “Esaurite le mie riserve, quella decisione mi avrebbe ridotto sul lastrico”.

Da qui la scelta inevitabile: affidarsi a uno studio legale e impugnare l’atto davanti al TAR. È a questo punto che la vicenda assume contorni inquietanti. Terranova racconta di aver iniziato a ricevere numerose telefonate che lo invitavano “caldamente” a ritirare il ricorso: “Mi dicevano che, se non avessi fatto così, non avrei trovato ulteriori ingaggi nemmeno in altre federazioni. Ma io ho tenuto duro, a difesa della mia professionalità ma soprattutto della mia dignità”.

Il primo grado di giudizio davanti al TAR si conclude con un verdetto negativo, definito dal legale di Terranova “quanto meno sorprendente”. Nonostante la batosta e il persistere di pressioni e avvertimenti volti a fargli abbandonare l’appello — prospettandogli cause perse e ingenti spese legali — il professionista decide di non piegarsi e ricorre al Consiglio di Stato.

Nel frattempo, la situazione finanziaria precipita: “Mi sono trovato sbattuto sul lastrico, vivendo mesi da incubo, buttato via come uno straccio inutile”.

La svolta arriva lo scorso mese di maggio. I giudici del Consiglio di Stato ribaltano tutto: Corrado Terranova aveva ragione. Quel bando e quel lavoro gli spettavano di diritto. La Federazione Italiana Scherma ha violato le norme di legge e adesso sarà chiamata a risarcire il danno provocato.

Una vittoria piena sul piano del diritto che, però, arriva quando il danno umano è ormai compiuto. Per sopravvivere, Terranova ha dovuto reinventarsi, abbandonando un ambiente, quello della scherma, dove si sentiva a casa e circondato da amici. Per trovare una nuova occupazione, lui e la sua famiglia sono stati costretti a cambiare nuovamente città.

Cosa resta oggi nelle mani di Corrado Terranova? Sicuramente la determinazione nel vedersi restituire ciò che gli è stato tolto economicamente, anche se il denaro non potrà colmare tutto il resto.

“Nessuno mi restituirà veramente quello che ho perso: un lavoro di grande soddisfazione, un gruppo di amici sinceri e una squadra affiatata ed efficiente. Però mi rimane la certezza di aver visto il vero volto di persone che in pubblico si presentano come aperti innovatori, ma che poi non hanno mosso un dito per rimediare a un errore fatto e, anzi, non hanno esitato un minuto a riempirmi di velate intimidazioni per convincermi a desistere dal far valere i miei diritti”.

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