
Ragusa, 11 giugno 2026 – Filctem CGIL e Uiltec UIL, territoriali e regionali, hanno aggiornato la Prefettura di Ragusa sullo stato della vertenza Irminio S.r.l., segnalando che la Società ha disatteso per due volte gli impegni assunti in sede istituzionale per il pagamento delle spettanze arretrate. I piani di rientro definiti nel verbale del 13 febbraio 2026 e quello successivamente rinnovato con il secondo protocollo del 22 maggio 2026, nell’ambito del confronto tra Direzione Territoriale del Lavoro, azienda e organizzazioni sindacali, non hanno trovato attuazione nei termini previsti.
Per il sindacato, il mancato rispetto degli impegni assunti conferma una situazione economico-finanziaria critica, con ricadute significative sui lavoratori e sulle loro famiglie. Ad oggi risultano cinque le mensilità arretrate ancora da corrispondere, nonostante i tentativi di composizione attivati nelle sedi competenti.
Nell’informativa trasmessa alla Prefettura viene richiamato l’evento incidentale verificatosi il 10 gennaio scorso presso il Centro Oli San Paolino. A distanza di cinque mesi, i lavori di bonifica e di messa in sicurezza non risultano ancora completati. Resta, inoltre, un quantitativo di alcune decine di tonnellate di greggio, presente nei serbatoi e nelle parti di impianto coinvolte nell’incendio, che sarebbe da classificare come rifiuto speciale e non ancora rimosso né smaltito secondo le procedure previste. Elemento che contribuisce ad aggravare il quadro complessivo della vertenza sotto il profilo ambientale e industriale.
Filctem e Uiltec hanno richiamato il ruolo della URIG Sicilia, cui compete la vigilanza sulla corretta gestione delle risorse minerarie regionali e sulla permanenza dei requisiti richiesti ai concessionari.
Alla luce del perdurare delle criticità e dell’assenza di riscontri risolutivi, rimane confermato lo stato di agitazione del personale. Il sindacato si riserva di valutare ulteriori iniziative qualora non si registrino sviluppi sul fronte retributivo e delle condizioni complessive del confronto.
La vertenza non riguarda più soltanto le mensilità arretrate, ma investe la tenuta complessiva dell’azienda in una fase di blocco delle attività produttive, insieme alle questioni ambientali ancora aperte e alle prospettive di sviluppo per una realtà industriale storica del territorio. In tale contesto, si auspica un intervento delle istituzioni competenti volto a favorire un percorso di chiarimento e soluzione delle criticità in essere.


