
Catania, 11 Giugno 2026 – La lunghissima attesa per la nascita del Parco Nazionale degli Iblei si avvia ufficialmente verso la conclusione. Il TAR di Catania, accogliendo il ricorso presentato dall’Ente Fauna Siciliana, ha emesso un’ordinanza perentoria che impone alla Regione Siciliana di uscire da un’inerzia ventennale e completare l’iter burocratico in tempi strettissimi.
L’azione legale traccia una linea netta contro quella che viene definita la condotta dilatoria dell’amministrazione regionale, rimasta a lungo ostaggio delle pressioni della lobby venatoria e delle frange più conservatrici del mondo agricolo.
La sentenza del tribunale amministrativo non lascia spazio a ulteriori rinvii e stabilisce una precisa tabella di marcia: 180 giorni alla Regione, questo il tempo massimo concesso all’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente per adottare gli atti necessari alla definitiva istituzione del Parco. 60 giorni al Commissario, se la Regione farà scadere inutilmente il primo termine, scatterà l’intervento del Commissario ad acta (già nominato dal TAR), che si sostituirà agli uffici regionali per chiudere la pratica entro due mesi.
L’orizzonte temporale è ormai tracciato: il 2027 sarà l’anno in cui questo patrimonio naturalistico unico in Italia vedrà finalmente la luce, a vent’anni esatti dalla prima proposta formale datata 2007.
La decisione del TAR rappresenta un traguardo storico per il territorio e premia la costanza delle associazioni ambientaliste, in primis Legambiente, che in questi due decenni è rimasta tra i più solidi e tenaci sostenitori del progetto.
Al di là della tutela della biodiversità, la nascita del parco viene letta come un’importante svolta economica e culturale per l’intera area: l’istituzione dell’area protetta non sarà un vincolo, ma un’opportunità per il settore agricolo, che potrà sfruttare il “marchio” del parco come un valore aggiunto per certificare e promuovere la qualità delle produzioni locali.
Il territorio si candida a diventare un polo d’attrazione per il turismo naturalistico e consapevole. L’esperienza degli altri parchi nazionali italiani dimostra come la tutela dell’ambiente si traduca in un ritorno economico concreto, capace di far crescere l’economia locale nel rispetto dell’ecosistema.


