
Scicli, 08 maggio 2026 – Andrea Di Benedetto annuncia l’uscita da Forza Italia e dalla maggioranza che governa la città di Scicli. Lo comunica attraverso una dura nota politica nella quale denuncia il rallentamento dell’azione amministrativa e la crescente distanza tra Palazzo di Città e le esigenze quotidiane dei cittadini. Il consigliere comunale, attuale vicepresidente del Consiglio comunale, parla di una fase amministrativa caratterizzata da “uno svilimento progressivo del ruolo del consigliere comunale”, sottolineando come molte istanze provenienti dalla cittadinanza siano rimaste senza risposte concrete né reale ascolto. “Vengo dal popolo e sono abituato a stare ogni giorno tra la gente – afferma Di Benedetto – comprendendone problemi e richieste, anche le più basilari. Ma sempre più spesso mi trovo costretto ad allargare le braccia davanti a un’amministrazione che non riesce nemmeno a sistemare un’aiuola, riparare una griglia o sostituire una lampada”. Nel mirino del consigliere anche la mancanza di programmazione in vista della stagione estiva. Secondo Di Benedetto, Scicli sarebbe in forte ritardo rispetto ad altri comuni concorrenti, che avrebbero già predisposto cartelloni culturali e concertistici di rilievo. L’esponente politico evidenzia inoltre il venir meno degli spazi di confronto e condivisione all’interno della stessa Forza Italia, situazione che avrebbe reso “sempre più difficile un esercizio proficuo” del proprio ruolo istituzionale. Da qui la decisione di prendere le distanze sia dal partito sia dall’attuale maggioranza consiliare. “Occorre costruire scelte condivise sui bisogni reali delle comunità e del territorio”, sostiene. Nonostante la rottura politica, Di Benedetto conferma il proprio impegno istituzionale: continuerà infatti a svolgere il ruolo di vicepresidente del Consiglio comunale e consigliere comunale “al servizio della città”, mantenendo una posizione di “critica costruttiva”, in piena autonomia e valutando di volta in volta le decisioni da assumere in aula “con senso di responsabilità”.


