Giostre alla ex Colonia: Sinistra Italiana Pozzallo contro il “muro” dell’Amministrazione

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POZZALLO, 05 Maggio 2026 – Sale la tensione sulla gestione degli spettacoli viaggianti per la stagione estiva. Sinistra Italiana Pozzallo lancia un duro atto d’accusa contro la Giunta comunale, colpevole di ignorare le proteste di residenti e operatori economici in merito alla delibera n. 53/2026, che vincola l’installazione delle giostre esclusivamente alle pertinenze della ex Colonia.

Secondo quanto riportato dal circolo cittadino, diverse richieste di concessione presentate dai giostrai sarebbero state respinte dagli uffici con il richiamo diretto alla delibera di Giunta.

“Per l’ennesima volta gli amministratori se ne lavano le mani”, attacca Sinistra Italiana. “Scaricano le responsabilità su funzionari e dirigenti che, loro malgrado, sono costretti ad applicare un atto politico che ignora le reali criticità del territorio.”

La scelta dell’area ex Colonia era già stata contestata dal partito lo scorso marzo. Le motivazioni tecniche e sociali alla base del “No” sono molteplici e pesanti: l’area è soggetta a tutele che mal si conciliano con tali installazioni; la zona è densamente popolata e già gravata da problemi di traffico; l’area  confina con la Casa di Comunità di via Orione; l’inquinamento acustico delle giostre risulterebbe incompatibile con una struttura sanitaria.

Ad oggi non risulterebbero stanziati i fondi per livellare la pendenza del terreno, rendendo l’area di fatto inutilizzabile.

Nonostante una raccolta firme dei residenti e i ripetuti solleciti in Consiglio Comunale (ultimo dei quali lo scorso 17 aprile), l’Amministrazione sembra decisa a tirare dritto.

“Il risultato è drammatico”, prosegue la nota. “Gli operatori economici rischiano di saltare la stagione estiva, il clou della loro attività, restando senza reddito. Tutto questo mentre nessun tentativo di trovare una soluzione alternativa è stato realmente messo in campo.”

Sinistra Italiana Pozzallo chiede con forza la revoca immediata della delibera n. 53/2026 e l’apertura di un confronto serio che tenga conto dei rilievi della popolazione e delle necessità dei lavoratori.
“Ci chiediamo a che punto si debba arrivare per essere ascoltati. Se l’Amministrazione resterà sorda a questo appello, ci riserviamo di intraprendere ulteriori azioni.”

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